di Giampiero Giancarli
L’AQUILA. Quello che si temeva si è avverato: i conti non tornano e la Protezione civile, con incontri frenetici e ripetuti colloqui con il sindaco, sta lavorando ad un piano integrativo per reperire altre abitazioni visto che i vertici del Dipartimento hanno avuto conferma che le casette in costruzione non bastano per far rientrare in tempo tutti coloro che hanno l’abitazione classificata E oppure F.
PROBLEMI. Si evidenziano conti ancora da verificare soprattutto sul progetto Case che prevede la realizzazione di 4.500 alloggi prefabbricati per dare un tetto a circa 15 mila sfollati con 19 cantieri aperti. I tecnici della Protezione civile, secondo quanto si è appreso, hanno sistemato i nuclei familiari con tre, quattro e cinque componenti accorgendosi alla fine che i numeri non erano sufficienti per monolocali, ma soprattutto per bilocali. Segno che i dati sul censimento sono forse da rielaborare. In tal senso, Bernardo De Bernardinis conferma indirettamente le difficoltà e sottolinea: «Stiamo percorrendo la strada di adeguare le soluzioni sul tappeto al numero e alle tipologie relative alle esigenze delle persone che non hanno casa, tenendo fede ad alcuni criteri fondamentali, la scolarità e la territorialità». La Protezione civile ha deciso di interpellare le aziende che stanno costruendo le case prefabbricate per chiedere di trasformare i monolocali in bilocali e gli appartamenti per tre e quattro ancora in bilocali.
Gran parte di queste istanze, molto caldeggiate, sono state rinviate al mittente perché molte aziende ha
nno fatto presente di aver già acquistato materiali per i progetti
originari. Il dipartimento ha anche allertato le stesse aziende per
proporre la realizzazione di altre piastre e di altre abitazioni,
concordando nuovi incarichi a trattativa diretta. In relazione a
questo circostanza, il vice capo della Protezione civile ha
precisato che si tratta di una possibilità «esattamente come le
altre soluzioni che sono sul tavolo, ma sono possibilità sulle
quali occorre confronto e concertazione con gli enti locali».
Eppure il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, aveva stilato
un piano che sembrava inattaccabile: 15mila persone nelle case, poi
appartamenti disponibili tra quelli che non sono occupati con 4mila
persone. E fanno 19mila. Poi 2.300 villette nei paesi per 7mila
persone e nella cittadella della Finanza altre 2mila persone. A
questi vanno aggiunti quelli che vanno a vivere da parenti: in
tutto trentamila persone con un tetto al massimo entro il 30
dicembre. Il fatto è che solo gli sfollati con la case E ed F sono
oltre 36mila.
CIALENTE. Ma il sindaco Massimo Cialente frena
sull’ipotesi di realizzare altre abitazioni antisismiche. «Non sono
d’accordo» ha detto ieri il primo cittadino, e continuo ancora a
ritenere con convinzione che le casette mobili restano una
soluzione di certo preferibile». Affermazione fatta dal sindaco
dell’Aquila, e condivisa anche da altri, proprio al termine di un
incontro con i dirigenti della Protezione civile. Oggi lo stesso
sindaco potrebbe incontrarsi con Guido Bertolaso, dopo che ieri il
summit previsto è venuto meno. E oggi stesso potrebbe esserci un
chiarimento anche per quanto riguarda i criteri per l’assegnazione
delle prima case che verranno realizzate. Al momento, infatti, si
conoscono le direttive del Comune che privilegiano famiglie con
figli, con anziani, disabili e persone che lavorano in città. In
ballo ora la preferenza per chi è vissuto in tenda.
«Ribadisco», ha comunque concluso Cialente «che serve una barca di
case e la gente vuole case mobili per soluzioni rapide. Per le case
prefabbricate ci vuole troppo tempo». Comunque, per quanto riguarda
i lavori si procede con la massima velocità su tutte le 19 aree
individuate e si è dato il via ai lavori di costruzione anche negli
ultimi due cantieri di Coppito 2 e Assergi 2. L’impressione, emersa
nel corso della riunione di ieri, è che si voglia approfondire
anche il discorso riguardante il reperimento delle abitazioni
agibili intese come seconde case. Ieri, infatti, si è parlato anche
di questo. Ad oggi gli edifici di tipo A, cioè subito utilizzabili,
sono intorno a 10mila in ognuno dei quali ci sono case singole e
condomini. Si è convenuto che si potrebbe ricavare un patrimonio
abitativo talmente consistente da ridurre di parecchio i problemi
ora sul tappeto.
RASSICURAZIONI. Il professor Bernardo De
Bernardinis tende comunque a tranquillizzare gli animi che sembrano
agitati, sia in seno al folto gruppo che sta lavorando all’e
mergenza sia tra gli sfollati che sono disorientati e senza
certezze. «Confermo che ci sarà un tetto per tutti», ha spiegato
«la Protezione civile, al di là dei quelle che si conoscono, ha
sempre soluzioni alternative per fronteggiare qualsiasi situazione
di emergenza».
TENDOPOLI. E fanno parte delle rassicurazioni, sia
pure in modo indiretto, anche alcune affermazioni che il vice capo
della Protezione civile ha fatto in relazione alle tendopoli. De
Bernardinis è entrato nei dettagli. «Abbiamo cominciato» ha detto
«a ridurre le tendopoli partendo dall’esterno e cioè dai paesi
limitrofi per poi stringere verso L’Aquila, dove con gradualità si
affronterà il problema delle aree di assistenza». In tal modo ha
confermato il programma di smantellamento delle tendopoli dell’A
quila nel corso di questo mese.
L’azione andrà avanti gradualmente per concludersi il 30 settembre.
Non sono per ora previsti rinvii alla luce della difficoltà nel
reperimento di case sufficienti per dare un tetto a tutto coloro
che sono senza casa. E al riguardo ieri pomeriggio la Protezione
civile ha di nuovo fornito altri dati riguardanti, per l’appunto,
gli sfollati. Le aree di accoglienza sono sempre 125 ma le persone
che vi soggiornano sono diminuite visto che ora sono 16.320 mentre
nel precedente computo erano 16.914. Questo è dovuto al fatto che
molte persone sono state rispedite nelle abitazioni A. Sulla costa
gli sfollati attualmente sono 25.918 a fronte di 26.111. In tutto
le persone che vengono assistite dalla Protezione civile sono
42.238 mentre nel precedente computo erano 43.025.
2 settembre 2009