di Antonio De Frenza
Intanto fa discutere l'"investitura" dei sindaci annunciata
durante la visita del 1º Maggio: «Nominiamo i 49 sindaci dei comuni
interessati dal sisma soggetti attuatori delle direttive del
commissario», ha detto Berlusconi.
«A loro il compito di individuare gli inquilini da mettere negli
appartamenti che affittiamo e di cui paghiamo il canone di
locazione e di individuare le famiglie che potranno entrare nei
nuovi appartamenti». Se necessario, ha aggiunto il premier il
governo destinerà maggiori risorse per la ricostruzione delle case
distrutte e lesionate dal terremoto. Ma, ha sottolineato, le
risorse già indicate «dovrebbero essere sufficienti».
Sulla trasformazione del decreto in legge l'opposizione annuncia
battaglia: il presidente della Provincia Stefania Pezzopane al
termine di una riunione con i sindaci del "cratere" ha chiesto lo
stesso trattamento di friulani, umbri e marchigiani, proponendo sei
punti da emendare: dal ruolo più incisivo degli enti locali, alla
copertura del 100% del costo base delle case. Pezzopane si è detta
anche preoccupata per il ruolo di Fintecna, la società che
acquisirà mutui e immobili di chi non vorrà o potrà ricostruire con
il massimale stabilito di 150 mila euro.
Su questo massimale arriva una voce contraria anche dalla
maggioranza regionale. Per il vicepresidente del Consiglio Giorgio
De Matteis, vicesegretario nazionale dell'Mpa «la cifra di 150mila
euro può non essere adeguata, per esempio, per una nuova
costruzione. E poi», ha aggiunto «va chiarito in particolare il
punto relativo alla disponibilità di queste risorse in tempo
reale».
«Certamente», ha aggiunto De Matteis, «poterle avere solo dal
2010, come sembrerebbe essere, ritarderebbe notevolmente i lavori
per ripristinare il patrimonio abitativo della città. Questo si
collega anche alla necessità di affrontare con una strategia
condivisa e da elaborare in tempi rapidi, la ricostruzione del
patrimonio abitativo e architettonico del centro storico, degli
edifici pubblici e delle infrastrutture su tutto il territorio
comunale».
Sul tema del decreto è internuto anche il sindaco Massimo
Cialente. Per il sindaco il decreto del Governo va bene, ma serve
«un provvedimento ad hoc per il centro storico affinché abbia dei
finanziamenti a parte, altrimenti la città non la ricostruiremo
mai». Anche Cialente contesta le cifre per la ricostruzione: 80
mila euro per le case danneggiate e 150 mila per le abitazioni
crollate. «Per quanto riguarda il centro storico sono cifre
irrisorie. C'è il rischio a quel punto che i cittadini vadano
dietro a questo strano meccanismo di Fintecna che diventerebbe così
l'azionista di maggioranza del comune dell'Aquila».
Da Pescara l'Italia dei Valori promette infine un'opposizione
«feroce» e nessun tipo di disponibilità a collaborare «sino a
quando il rapporto con le popolazioni aquilane non tornerà a essere
trasparente». Il capogruppo regionale dei dipietristi, Carlo
Costantini ha parlato di «clima e comportamento torbido» da parte
del governo nazionale e di Berlusconi, «dal momento che ad annunci
plateali seguono provvedimenti completamente differenti».
Costantini ha sottolineato, in proposito, che «nei fatti non c'è
nulla» di quanto annunciato da Berlusconi il 23 aprile,
all'indomani del Consiglio dei ministri».
2 settembre 2009