di Antonio De Frenza
L'
AQUILA. La Perdonanza celestiniana rischia di diventare la Perdonanza di Berlusconi, per il clamore e l'attesa seguiti all'annuncio che il premier sarà presente al corteo della Bolla (l'arrivo del Cavaliere davanti alla Porta Santa è previsto per le 17,30) e che subito dopo si incontrerà a cena con il cardinale Tarcisio Bertone. Il Segretario di Stato vaticano ieri ha voluto chiarire il senso della sua presenza all'Aquila in una intervista all'Osservatore Romano.
«Ho accettato volentieri sia per la connessione affettiva e spirituale che ormai mi lega alla terra abruzzese, sia per il tema scelto: il sacramento del perdono, forza che vince il male », ha detto Bertone, che ha aggiunto: «La mia partecipazione, inoltre, si pone in continuità con la vicinanza del papa alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto». Dalle parole di cardinal Bertone non ci si dovrebbe attendere molto dall'incontro con Berlusconi, soprattutto se si limiterà alla cena al Federico II di via Strinella, aperta a una trentina di ospiti (più venti uomini della scorta) e preclusa ai giornalisti (cena frugalissima: buffet in piedi, antipasto abruzzese e due piatti freddi), dove le occasioni per parlare saranno ridotte al minimo. La cena sarà tra l'altro preceduta da un pranzo, sempre al Federico II, con Bertone, gli 11 vescovi abruzzesi e molisani e alcune autorità civili e militari, un pranzo che negli anni scorsi si serviva nella casa del vescovo e che oggi trasloca al ristorante causa terremoto.
Osservando tutta questa folla e questo gran movime
nto, ieri un vecchio picconatore come Francesco Cossiga ha
consigliato caldamente a Berlusconi (ma anche a Bertone) di lasciar
perdere e di starsene a casa. Cossiga è convinto che Berlusconi e
Bertone non si diranno niente, né sulla questione delle
frequentazioni femminili del premier, tanto meno sull'indulgenza
plenaria che al Cavaliere non dispiacerebbe acquistare sotto i
riflettori, con il gesto, che avrebbe del clamoroso, di comunicarsi
durante la messa.
«Andiamo al sodo», ha detto in un'intervista al Riformista, il
quotidiano diretto da Antonio Polito, «alla segreteria di Stato che
in passato ha fatto accordi con Hitler fino a tacere sulla Shoah,
che ha fatto il Concordato con Mussolini, altro discreto donnaiolo,
non gliene importa proprio nulla delle donne che si tromba
Berlusconi. Al Vaticano interessa che non si tocchi il Concordato,
che non si tocchi l'8 per mille di socialista memoria, che non
passino i Dico, che non venga accorciato il tempo per il divorzio,
che non sia modifica alla Camera il testamento biologico». Ma che
gran colpo sarebbe quell'uscita dai banchi del Cavaliere per
accostarsi al sacramento. Un colpo formidabile, ma quanto lontano
dallo spirito di questa celebrazione. Commenta infatti il nostro
collega Giustino Parisse suo blog (www.ilcentro.it): «Celestino V,
il suo messaggio e tutte le belle cose che si dicono ogni anno,
saranno sullo sfondo. Quello che conta è sapere che farà, che dirà,
come si muoverà il premier: se entrerà nella porta Santa per la
remissione dei peccati, se saluterà e come Bertone, se avrà la
comunione». Il vescovo dell'Aquila monsignor Giuseppe Molinari ieri
è stato incalzato molto da giornali e tv su questo tema.
A tutti ha risposto con le parole del Vangelo: «Anche Gesù disse
all'adultera: vai e non peccare più». In realtà negli ambienti di
Palazzo Chigi si assicura che in queste ore Berlusconi stia
pensando più al derby Milan-Inter di domani che alla Perdonanza.
Forse. Sicuramente però avrà gettato un'occhiata alla rassegna
stampa estera, che rischia di complicare il soggiorno aquilano.
Ieri con un tempismo sospetto è uscito nelle librerie “Tendenza
Veronica” il libro della giornalista Maria Latella (intima della
signora Berlusconi) in cui si tratta ampiamente del matrimonio
Berlusconi- Lario.
E ieri il volume della Latella era presentato e commentato da
tutti i giornali stranieri, almeno da quelli che hanno fatto dello
scandalo sessual-politico del premier italiano il gioco
dell'estate.
28 agosto 2009