di Giustino Parisse
L’AQUILA.La fiaccola del Morrone illuminerà stasera la zona rossa. I podisti del Movimento celestiniano dopo aver attraversato il centro storico porteranno il fuoco di Celestino V non a palazzo Margherita ma nel piazzale della Transumanza, dietro alla basilica di Collemaggio. Sarà l’inizio della 715esima edizione della Perdonanza. La prima del dopo terremoto 2009. Sarà una Perdonanza più breve quella che si apre questa sera (negli anni passati l’avvio era fissato al 23 agosto) e che avrà il suo clou venerdì 28 agosto con l’apertura della Porta Santa (intorno alle 19) da parte del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano. Ci sarà anche il premier Silvio Berlusconi e c’è da giurarci che gli occhi saranno tutti su di lui. Ieri la Curia ha fatto sapere che il 28 dopo le cerimonie a Collemaggio è prevista una cena alla quale dovrebbero partecipare sia Berlusconi che il cardinale Bertone.
Le vicende pubblico-private del Cavaliere hanno fatto ipotizzare che il presidente del consiglio abbia deciso di partecipare alla Perdonanza sia per lucrare l’indulgenza concessa da Celestino V nel 1294 a tutti coloro che «pentiti e confessati» entrano nella Basilica di Collemaggio e sia per ricucire i rapporti con i vertici del Vaticano. Potrebbe invece essere, più semplicemente, l’ennesima visita alla città terremotata per seguire la ricostruzione e i suoi mille problemi. Il sindaco Massimo Cialente ha diffuso una nota per ringraziare «il presidente del consiglio e il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, per aver raccolto l’invito dell’amministra
zione comunale a partecipare alla Perdonanza. Questa edizione» ha
detto Cialente «avrà un significato particolare. Si partirà da qui,
dall’invito alla pace, alla concordia e alla solidarietà contenuto
nella Bolla del Perdono, prezioso lascito di San Pietro Celestino,
per ricostruire la città e le singole esistenze di tutti noi.
Perché solo uniti potremo farcela».
OGGI LA FIACCOLA. Il fuoco del Morrone dopo aver
sostato nei giorni scorsi, nelle località gravemente danneggiate
dal terremoto (ieri sera la fiaccola si è fermata a Onna, uno dei
centri più colpiti dal sisma del sei aprile e nel quale si è svolta
una breve cerimonia alla presenza del parroco don Cesare e del
presidente della circoscrizione di Paganica Ugo De Paulis), il
fuoco arriverà questa sera nel piazzale della Transumanza, sul
retro della alla Basilica di Collemaggio, teatro quest’anno di
quasi tutte le manifestazioni.
Il Fuoco trasportato come avviene ormai da trenta anni dal
Movimento Celestiniano arriverà alla Fontana Luminosa nel tardo
pomeriggio. Qui se pur scortati dai Vigili del Fuoco, cinque
tedofori attraverseranno il tratto del corso Vittorio Emanuele fino
a Piazza Duomo. «E’ questo un gesto molto importante perché anche
se simbolicamente questo passaggio nella zona rossa, assume il
significato di riappropriazione del centro storico della città,
perché siamo convinti che conservare i simboli che custodiscono la
storia e l’identita’ di una comunità sia elemento essenziale per
farla vivere» ha detto Florio Panti uno degli organizzatori della
fiaccolata. Il programma approntato dal Movimento Celestiniano per
la scorta della Fiaccola sarà il seguente: ore 19,30 arrivo della
fiaccola alla fontana luminosa. A seguire attraversamento di corso
Vittorio Emanuele fino a piazza Duomo. Ore 20 in piazza Duomo si
forma un corteo composto da: Sbandieratori città dell’Aquila,
rappresentanza del gruppo storico della Perdonanza Celestiniana
facente parte del Movimento Celestiniano, Cavalieri di Celestino
con stendardo e mantello, fiaccola del Morrone, tedofori che hanno
scortato il fuoco dal Morrone. Il corteo si snoderà lungo corso
Federico II, viale Crispi, viale Collemaggio, tunnel di
Collemaggio, ingresso superiore dell’Orto Botanico, piazzale della
Transumanza. Qui fra le 20,30 e le 21 verrà acceso il tripode che
segnerà l’inizio della Perdonanza celestiniana.
DOMANI. Per tutta la giornata di domani all’a
uditorium Carispaq (Strinella 88) seminario sull’Anno celestiniano
e alle 19 presentazione del libro della giornalista Monica
Pelliccione «Nel nome di Celestino» edito dalla Carispaq.
26 agosto 2009