di Roberto Raschiatore
La voglia di rinascere sta anche nei numeri. Dal 25 maggio 5.970 sfollati dell'Aquilano hanno lasciato gli alberghi e sono rientrati nelle case dichiarate agibili. Un ritorno graduale, ma che ha registrato un'impennata dalla fine di luglio quando l'ordinanza della Protezione civile ha imposto lo stop all'assistenza gratuita per coloro che hanno le abitazioni in categoria A. Ordinanza scaduta giovedì. Contemporaneamente sono scattati i censimenti negli hotel da parte di carabinieri e polizia municipale. Gli sfollati ospitati nelle strutture ricettive sono scesi a 17mila e 500; quasi diecimila quelli che si trovano in case prese in affitto.
GLI ULTIMI DATI. Sono stati diffusi da
Lorenzo Alessandrini della Protezione civile, responsabile dello «Sfollamento». Ieri 80 aquilani sono usciti dagli alberghi lungo la costa teramana (in particolare a Giulianova e Alba Adriatica). Altri 35 hanno lasciato le strutture di Montesilvano. Numeri che vanno ad aggiungersi a quelli di giovedì scorso - giorno della scadenza dell'ordinanza - quando un centinaio di persone aveva fatto le valigie. Dal 24 luglio, invece, 572 sfollati avevano lasciato le strutture ricettive che li ospitavano. Sia ben chiaro, per chi ha vissuto la notte del 6 aprile non si tratta della fine di una vacanza ma solo dell'inizio di un lento ritorno alla normalità. Tra innumerevoli difficoltà. Per esempio, diversi cittadini - all'Aquila ma anche nei paesi limitrofi - lamentano di avere la casa agibile ma di non essere ancora riusciti a riottene
re l'allaccio del gas.
RAFFICA DI RICORSI. Sono circa 2mila, poi, stando
al dato diffuso dalla Protezione civile, i residenti che hanno
presentano ricorso al parere dei tecnici: per gli esperti le
abitazioni sono in categoria A, quindi agibili, ma i residenti non
sono dello stesso avviso, pretendono approfondimenti e non vogliono
rientrare.
L'ASSISTENZA. Resta garantita per più di 47mila persone.
Stando sempre agli ultimi dati della Protezione civile, negli
alberghi rimangono 17.500 sfollati. La stragrande maggioranza è nel
Teramano, gli altri tra le province di Pescara, Chieti, Ascoli
Piceno e nel Lazio e in Umbria. Un migliaio gli sfollati in 45
strutture tra la Marsica, l'Alto Sangro e il Parco nazionale. Altri
9.636 persone rimaste senza casa continuano a trovare ospitalità in
abitazioni prese in affitto. Nelle 140 tendopoli si trovano invece
20.243 sfollati.
SCATTANO I CONTROLLI. Contemporaneamente alla scadenza
dell'ordinanza sono scattati anche i censimenti e i controlli in
tutti gli alberghi. Un compito affidato a carabinieri e polizia
municipale. «Nessuno sarà mandato via con la forza», precisa
Alessandrini, «ma chi ha la casa agibile dovrà pagarsi l'albergo a
proprie spese. C'è anche chi ha un'abitazione in buone condizioni
ma con la psicosi del terremoto non se la sente di rientrare. I
17mila e 500 sfollati che si trovano ancora negli alberghi, invece,
hanno tutti abitazioni inagibili o parzialmente inagibili».
IL PREMIER NON ARRIVA. Per fare il punto della situazione,
a quattro mesi dalla catastrofe, ieri pomeriggio era atteso
all'Aquila il presidente del consiglio
Silvio
Berlusconi. La ventesima visita del Premier è slittata
all'ultimo momento, senza una motivazione ufficiale. In tarda
mattinata il Cavaliere ha convocato una conferenza stampa a Roma e,
prima della pausa estiva, ha tracciato un bilancio del proprio
esecutivo. Parlando anche di ricostruzione post-terremoto e
sottolineando «di ricevere plausi dagli aquilani». «C'è una grande
contentezza di tutti», ha detto Berlusconi, che ha poi fatto un
riepilogo degli interventi compiuti dal 6 aprile. «I lavori per la
costruzione delle nuove case», ha aggiunto, «restano avanti di tre,
quattro giorni rispetto al cronoprogramma che vede la consegna
degli alloggi entro fine novembre. I primi saranno pronti a
settembre. Dopo l'uragano Katrina e dopo il terremoto in Cina ci
sono ancora le baraccopoli. Noi consegneremo le case all'Aquila
pochi mesi dopo il terremoto».
IL CENSIMENTO. Scade lunedì prossimo, come ricordato ieri
dallo stesso Berlusconi. Entro questa data i cittadini devono
compilare il modulo di rilevazione dei fabbisogni alloggiativi. Il
censimento è rivolto agli aquilani con abitazioni classificate
nelle categorie E ed F (inagibile e inagibile per rischio esterno)
o che si trovano nella «zona rossa». Sono 18mila i moduli
distribuiti. Oltre 6.200 le dichiarazioni già protocollate. Chi
compila la domanda deve portare con sé un documento di identità, il
proprio codice fiscale e quello delle persone con cui intende
abitare. Si possono esprimere tre preferenze
7 agosto 2009