Case private, ecco cosa fare

Le regole da seguire per ristrutturare gli edifici

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  • L’AQUILA. Scossi dal sisma, disorientati dalla sistemazione abitativa provvisoria, confusi su quello che devono fare per ristrutturare le proprie case. Non è una condizione invidiabile quella degli aquilani sfollati. E mentre la realizzazione delle nuove case cammina, anzi corre, al contrario è clamorosamente in stallo la ricostruzione dei privati. Intanto, oggi torna all’Aquila il premier Silvio Berlusconi.

    Il sindaco Massimo Cialente difende l’operato del Comune e invita tutti a evitare il gioco al massacro all’unità per lavorare uniti alla ricostruzione. «Va fatta un po’ di cronistoria», osserva, «altrimenti non si capisce cosa sta accadendo. Il 25 maggio viene firmata un’ordinanza, pubblicata il 6 giugno, relativa alle case A, B e C. Si prevede per le case A, solo prima casa, 10mila euro per appartamento più 2.500 per le spese condominiali. È un grande risultato ottenuto dal sottoscrito e dal ministro Tremonti che ho ringraziato fino alla noia. Mancavano però gli accordi con i tecnici rispetto alle tariffe e su questo tema solo 10 giorni fa c’è stato un incontro tra tecnici e Protezione civile. Per molte case di categoria A i 10mila euro, tra spese tecniche e di progettazioni, non sono sufficienti.

    Non a caso, sono state presentate oltre 800 richieste di revisione di verifiche, comprese molte case A». Poi il sindaco tocca un argomento molto sentito, che è quello dell’iter burocratico. «Il problema più grosso», sottolinea Cialente, «come risulta da dichiarazioni di progettisti e di
    tte di edilizia è che servivano due cose: il prezzario regionale e le linee guida. Quest’ultima condizione indispensabile per stendere la perizia giurata. Ebbene, il prezzario regionale è uscito il 10 luglio, le linee guida sono state emanate dalla Protezione civile il 23 luglio. Tra l’altro, al punto 10 di queste linee guida, c’è un passaggio che ha quasi provocato una battuta d’arresto, poiché sembrerebbe che per avere il contributo si debba presentare la fattura quietanzata». Questo significa che che il cittadino deve anticipare i soldi. «D’altra parte», precisa, «è noto a tutti noto che a causa dell’incertezza circa i finanziamenti, le ditte chiedevano e chiedono un anticipo per l’impianto dei cantieri».

    Un mese e mezzo tra i provvedimenti base e le linee guida «costituisce un tempo notevole», che ha costretto i costruttori a cambiare i progetti in corso. «Al Comune dell’Aquila», sono arrivati 20 milioni di euro, annunciati il 3 luglio e accreditati il 13 luglio, due settimane fa, per fare fronte alle domande di intervento delle case classificate come A, B e C. Per le sole A, secondo le nostre stime, ne servono 120».

    ACCESSO AL MUTUO. «Tuttora non è chiarito bene», prosegue Cialente, «il meccanismo di accesso ai contributi attraverso il mutuo che lo Stato contrarrebbe attraverso l’accordo tra Cassa depositi e prestiti e Abi».

    L’IPOTECA. «Inoltre», dice il sindaco, «siamo in attesa che esca l’ordinanza relativa all’accordo raggiunto da me con Tremonti e Berlusconi circa la cancellazione della sciocchezza dell’ipoteca sull’immobile che i cittadini richiedenti il mutuo (è questa la strada preferita dal governo visto che ci sono due miliardi cash ndr) avrebbero dovuto mettere sugli edifici. «I nostri cittadini e le nostre imprese non sono né sfaticati, né pigri», precisa, «e le responsabilità, se esistono, vanno cercate altrove. Le affermazioni di Bertolaso, sono state travisate e, comunque, smentite dalla realtà. Il Comune si è attrezzato nel modo migliore possibile, di concerto con gli ordini professionali, per evadere le domande in tempi stretti, nonostante una ristrettezza di personale che, mi auguro, mi venga dato modo di aumentare ».

    LA PROTEZIONE CIVILE. Il vice di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis parla di «un percorso gravoso e difficile che ci viene chiesto dal decreto legge e apparentemente crea dei ritardi. Io ricordo a tutti che siamo a 4 mesi dal sisma. In Umbria e Marche eravamo indietro di due mesi. Siamo andati con una grande accelerazione e abbiamo dei traguardi ambiziosi per passare dalle tende alle case vere che valorizzino il patrimonio alloggiativo esistente e non utilizzato. Evidentemente ci sono degli strumenti normativi che scontano l’organizzazione. Io dico che non è solo colpa di un Comune piuttosto che di un altro. Bertolaso ha sottolineato che è come se ci fosse un processo di disinnamoramento degli abruzzesi per i propri beni. Il governo politico del territorio deve stimolare gli abruzzesi a riprendersi i propri beni e a velocizzare la burocrazia». De Bernardinis dichiara che «c’è una grossa fetta del settore tecnico-amministrativo che stenta perché è terremotato. I Comuni devono attrezzarsi. Dobbiamo recuperare maggiore efficienza. Voglio che L’Aquila non sia un Far west con 7mila casette, e un paesaggio da Alto Adige. Voglio il recupero delle case degli aquilani».

    BERLUSCONI. Il premier oggi pianterà le bandiere sulle nuove case. «Andrò tutte le settimane all’Aquila, a fare un lavoro che mi piace molto, che ormai è una sfida: la costruzione delle case in tempi stretti». Berlusconi spiega che «dobbiamo far sorgere una grande emulazione tra le 16 aziende coinvolte nel lavoro di costruzione delle nuove abitazioni», ha detto, «per far sorgere entro novembre le case, con le lenzuola nel letto e con nel frigo i viveri necessari per entrare subito in una casa e sentirsi confortati da una straordinaria accoglienza. E questo è qualche cosa che nessuno al mondo ha mai fatto». Case a misura d’uomo? gli ha chiesto il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. «Costruzioni a misura d’elefante non le ho mai viste», ha risposto con una battuta il presidente, «saranno corpi non estranei al contesto urbano esistente, si inseriranno nel favoloso panorama d’Abruzzo ».

    DE MATTEIS. «Basta con le polemiche vivaci sui problemi della ricostruzione». Lo dice il vicepresidente del consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Mpa). «In una fase così delicata come quella che la città sta attraversando», prosegue, «ci vuole una forte coesione sociale e istituzionale per fronteggiare le sfide che ci troviamo di fronte».
    30 luglio 2009
     

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