Caldo record in tenda, è allarme

Temperature oltre i 40 gradi, anziani a rischio di colpi di calore

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  • L’AQUILA. Nelle tende si boccheggia, anziani a rischio. La giornata di ieri ha fatto registrare la massima temperatura raggiunta all’Aquila dall’inizio del mese di luglio: 32,4 gradi alle 16,01, come registrato dai rilevatori del Cetemps, il centro di eccellenza dell’Università dell’Aquila diretto dal professor Guido Visconti. Nelle tendopoli, dove il numero di sfollati è tornato a crescere dopo gli ultimi episodi significativi dello sciame sismico, i disagi aumentano e oggi scatta l’allarme rosso.

    ANCORA AFA. Il caldo non accenna a diminuire. Anzi, nelle prossime 24-48 ore sono previsti ulteriori aumenti della temperatura. Sotto il profilo meteorologico è il momento più difficile per gli sfollati che, dopo quasi quattro mesi, si trovano ancora nelle tende. Si tratta di 21601 persone, distribuite in 143 campi di accoglienza «istituzionali» e in 10 campi autonomi. Restano montate ancora 5207 tende, all’interno delle quali la temperatura supera anche i 40 gradi in alcune ore della giornata. Il sistema di allerta della Protezione civile per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute della popolazione ha previsto ancora fino a domani un livello di condizioni meteorologiche a rischio, destinato a persistere per tre o più giorni consecutivi con la necessità di adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio come bambini, anziani e malati cronici. Il livello di attenzione sull’Aquila, visto che gli abitanti sono ancora nelle tende, è massimo. Si è parlato di caldo nel corso dell’incontro di ieri sera tenuto dalla Protezione civ
    ile. Tuttavia lo staff di Bertolaso (ieri a Roma) non rileva situazioni di particolare emergenza. Sono stati allertati tutti i volontari e gli stessi presìdi medici esistenti all’interno dei campi.

    ANZIANI A RISCHIO.
    Nelle tendopoli dell’Aquilano e di Bussi sul Tirino saranno attivati punti d’ascolto per gli anziani, per ricostruire una mappa dei problemi e delle loro condizioni di vita. Il progetto «Aquila Viva» è stato presentato dall’a ssociazione Auser a Pescasseroli. L’associazione mette a disposizione anche un automezzo, per facilitare i collegamenti fra un campo e l’altro, e organizza attività itineranti di animazione, per consentire agli anziani di recuperare dignità e il senso della vita dopo la tragedia. «Partiamo dalle tendopoli», ha detto il vicepresidente nazionale Auser, Luigi De Vittorio, «ma quando la popolazione rientrerà nelle case, noi saremo anche lì, per operare a favore delle persone anziane fragili e in difficoltà a causa della loro condizione che li fa essere più deboli rispetto a tutto il resto della popolazione».

    PROTESTA MONTICCHIO.
    La telefonata arriva all’ora di pranzo. «Venite a Monticchio 1. Vi ospito nella mia tenda». La voce è quella di una donna di poco più di 50 anni. Il suo invito, ovviamente, è ironico. «Si muore dal caldo», dice la sfollata che a un certo punto della giornata non ce l’ha fatta più. Ha fatto salire in macchina altre due ospiti del campo di accoglienza ed è andata a cercare un po’ di refrigerio alla Villetta, alla base della funivia del Gran Sasso. «Io l’ho potuto fare perché ho la macchina. E gli altri che fanno? Da qualche tempo, nel campo allestito nel piazzale della multisala Garden a Monticchio, dove all’inizio l’organizzazione era eccezionale, la vita è diventata più difficile. Ora abbiamo il problema dei teloni supplementari da montare sopra alle tende. Questi supporti ci sono, sono arrivati da parecchio tempo. Ma nessuno provvede a montarli perché, ci è stato detto, non si possono fare ulteriori buchi nell’asfalto. Mi sembra una scusa, visto che la segreteria, la mensa e altre strutture sono state già dotate da tempo di sistemi per ridurre gli effetti dell’a fa. Solo le 80 tende dove dormiamo sono state dimenticate. Qui tra noi c’è gente che soffre di cuore, tanti anziani costretti a stare a 43 gradi. Mi sembra assurdo. I teloni, certo, non risolvono tutto. Ma almeno attenuano di 5-6 gradi la temperatura. La notte il problema è l’umidità perché stiamo vicino al fiume. Inoltre, è pieno di insetti e abbiamo chiesto la disinfestazione. Ma dobbiamo ancora aspettare».

    CHE DICE IL MEDICO. «La situazione caldo è sotto controllo. I consigli contro le bombe di calore sono quelli di sempre: stare all’ombra, non esporsi direttamente ai raggi del sole, bere abbondantemente, non perdere sali minerali, consumare frutta e verdura e non sovraccaricare l’intestino con cibi grassi difficili da digerire». Il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Giuseppe Matricardi sostiene che «nei campi cittadini il controllo è massimo. Ora, nelle mense, ci sono persino le diete alimentari. La tenda, certo, amplifica i disagi quotidiani. Tuttavia non ci risultano casi di emergenza particolare. Le persone più a rischio sono state ricollocate. Penso ad esempio alle puerpere: nessuna vive in tenda. A ciascuna è stata data una roulotte. Gli anziani ci sono ancora, sì, ma sono un po’ meno fragili rispetto a quelli che sono stati assistiti e sistemati altrove. La situazione complessiva è migliorata. Ora ci sono solo residenti, la promiscuità è stata ridotta e sono rarissimi i bagni chimici pericolosi per le infezioni».

    NON ERA FEBBRE SUINA.
    Le malattie infettive sono sotto controllo. Uno sfollato aquilano, tornato da un convegno all’e stero, aveva una strana febbre. «Abbiamo fatto esami che hanno escluso la febbre suina».
    15 luglio 2009
     

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