di Enrico Nardecchia
L’AQUILA. Non è blu come quelle della Protezione civile. La tenda scelta per ospitare il colonnello Muammar Gheddafi è verde militare. Da ieri è comparsa a un lato di quello che un tempo era il campo sportivo in erba verde della cittadella della Finanza di Coppito.
La tenda del leader libico, uno degli ospiti del G8 allargato, come rappresentante dei paesi del continente africano, è stata montata a tempo di record. Hanno cominciato ad allestirla nella notte tra lunedì e martedì, in una zona al riparo dagli obiettivi dei fotografi e dalle telecamere. Si tratta di una zona retrostante l’ala del palazzo dove attualmente si trovano gli uffici della prefettura, lì trasferita all’indomani del terremoto in seguito al crollo della sede in centro storico. La caratteristica tenda, del tipo di quella dei beduini del deserto, è grande circa 12 metri per 20. Impossibile avvicinarsi a quella che sarà la sua casa. Inutile dire che si tratta di una sorta di zona rossa nella zona rossa. Del resto, la presenza di una tenda dove dormirà un capo di Stato, mentre gli altri saranno alloggiati in eleganti appartamenti, suscita la curiosità generale. Non manca, tuttavia, una certa apprensione, nello staff organizzativo del G8 aquilano, anche per prevenire i possibili rischi di incidenti diplomatici con la munita e organizzata guardia del capo di stato libico. Infatti a Roma c’erano stati problemi di protocollo, dai ritardi negli appuntamenti ufficiali (12 ore nelle 60 totali di permanenza a Roma) alle stranezze (le amazzoni, i continui cambi d’abito), alle «provocazi
oni» (dalla spilla sul petto con la foto di al Muktar, il «leone
del deserto» martire della resistenza anti-italiana) fino allo
sgarbo istituzionale verso il presidente della Camera
Gianfranco Fini, che lo ha atteso invano per più
di due ore per una tavola rotonda di politica estera infine
annullata.
A proteggere il colonnello, nel corso della sua permanenza all’A
quila per partecipare all’incontro con gli otto leader dei
principali paesi del mondo, ci sarà il corpo speciale delle
amazzoni. Le donne militari, che rappresentano il suo fedelissimo
gruppo di guardia privata, alloggeranno in un edificio che si trova
sul lato sinistro della caserma di Coppito. Si tratta di un’ala che
è situata nel lato opposto rispetto alla palazzina nella quale
risiederà, per tre giorni, il presidente americano
Barack
Obama.
La tenda di Gheddafi è stata montata secondo le caratteristiche
della tenda beduina. L’accesso è stato allargato e i teloni non
sono stati tesi così come avvenuto, ad esempio, nelle strutture
montate nelle tendopoli. Tuttavia, a causa delle possibili piogge e
del maltempo che potrebbe disturbare la permanenza del leader della
Libia, sono state assunte particolari precauzioni per far defluire
l’acqua piovana.
Gheddafi tornerà in Italia per la seconda volta in meno di
un mese. Secondo il programma dell’evento internazionale l’arrivo
del leader è atteso per la giornata di oggi. Per
Gheddafi, presidente di turno dell’Unione
africana, fino all’ultimo non era certa la presenza del suo
alloggio personale. Tuttavia è lì che riceverà gli ospiti, nella
stessa tenda che poco meno di un mese fa, nel corso della sua prima
storica visita in Italia, dal 10 al 13 giugno, era stata allestita
nei giardini di Villa Pamphili a Roma.
Gheddafi
vola in Italia su invito diretto del presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi. Entrerà di scena nel terzo
giorno dei lavori del vertice, in rappresentanza dei paesi
africani. Dopo la visita con cui era stata sancita l’archiviazione
definitiva del contenzioso coloniale tra Italia e Libia e dopo la
firma, avvvenuta lo scorso anno, a Bengasi, dell’Accordo di
amicizia e cooperazione tra i due paesi, stavolta il leader libico
parteciperà al pranzo offerto dal presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano e alle sessioni sull’impatto
della crisi nei paesi in via di sviluppo e sulla sicurezza
alimentare che chiuderanno il vertice. Africa, crisi economica e
cooperazione sono tra le priorità del vertice. E Gheddafi arriverà
a Coppito con le idee chiare sul futuro e sul ruolo della sua
nazione: diventare paese strategico e punto di riferimento all’i
nterno degli «Stati Uniti d’Africa».
8 luglio 2009