di Enrico Nardecchia
A TERAMO. «È il ritorno della paura, siamo scesi in strada e
nessuno di noi ha avuto il coraggio di rientrare», così dicono da
Nerito, frazione di Crognaleto che più di ogni altro centro del
Teramano ha avvertito le ultime scosse. A Teramo, in ospedale, si è
verificata la reazione più eclatante alla paura. Decine di mamme
ricoverate in Ostetricia, alle 23 di lunedì, si sono viste portare
in stanza i loro piccoli, mentre il personale medico spalancava le
porte di sicurezza: «Chi vuole può andare via...». A Montorio al
Vomano i cittadini hanno abbandonato le abitazioni per trasferirsi
nella notte verso Alba Adriatica, come hanno fatto molti teramani.
Ma l'esodo è stato così massiccio che sulla Teramo-mare, che
conduce alla costa, si è formata una coda di auto alle 2. In città,
al momento della scossa, era in corso un saggio di danza al teatro
comunale, improvvisamente sospeso con bambini e mamme che si sono
riversati in strada. La paura è tornata ieri mattina quando in
molti uffici pubblici si è verificato un fuggi-fuggi dal posto di
lavoro.
NELLA MARSICA. In molti nella Marsica hanno preferito trascorrere
la notte in auto. Non ci sono stati crolli, né lesioni a edifici
pubblici o privati. Ad Avezzano l'amministrazione comunale ha
disposto ulteriori controlli su alcuni punti strategici della
città, che comunque, dal 6 aprile scorso, continuano a essere
monitorati costantemente. «Dopo la scossa di lunedì sera ho sentito
i tecnici e abbiamo deciso di condurre ulteriori verifiche in città
anche se non ci sono state lesioni», spiega l'assessore Maurizio
Bianchini. «Non abbiamo avuto alcun tipo di segnalazione da parte
di privati e anche gli edifici pubblici non hanno subìto danni.
Comunque continueremo con le verifiche che non sono state mai
interrotte dalla scossa di 2 mesi e mezzo fa».
A SULMONA. Molte le persone che si sono riversate in strada e
fuori dai locali del centro storico. Alcuni hanno deciso di
trascorrere la notte fuori e nelle aree d'attesa (soprattutto nel
quartiere Peep), individuate nel piano d'emergenza del Comune, sono
stati nuovamente posteggiati camper e roulotte. Tutto tranquillo,
invece, nella tendopoli di viale XXV aprile dove restano ospitati
sette sfollati. «Proseguono i controlli della normale attività del
Com», dice Enea Di Ianni, assessore alla Protezione civile. «Non
registriamo danni ma l'attenzione è elevata». La gente si è
riversata in strada anche a Pratola Peligna e Pacentro.
A CHIETI. La scossa è stata avvertita ai piani alti. Non sono
stati riscontrati danni.
A PESCARA. La scossa è stata avvertita fino alla costa pescarese,
soprattutto nei piani alti. Molti sono scesi in strada, altre
persone invece si sono affacciate dai balconi. Tuttavia è
nell'entroterra che è tornata la paura. Infatti, nel territorio
della Val Pescara il sisma si è esteso in modo particolare alle
zone più vicine al territorio provinciale dell'Aquila, quindi a
Popoli, Bussi sul Tirino, Tocco da Casauria, Torre de' Passeri e
Caramanico Terme. Nessuno ha deciso di tornare a dormire nelle
auto, ma nella mattina di ieri i sindaci dei centri interessati
dalla nuova scossa hanno disposto sopralluoghi per verificare la
presenza di ulteriori danni ai fabbricati.
SCOSSE CONTINUE. Dopo quella di magnitudo 4,5 delle 22,58, che è
stata avvertita anche fuori regione, nel Reatino e persino a Roma e
in larga parte di quella provincia, gli strumenti dell'Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato altre 12
scosse significative, tutte con epicentro Gran Sasso. Un'ora dopo,
alle 00,49, i sismografi hanno rilevato una magnitudo pari a 3,1
gradi Richter. Alle 2,41, un'altra scossa forte, di magnitudo 3,8.
Lo sciame è proseguito, poi, alle 3,24 e alle 3,41 con due
movimenti di pari intensità: 2,4. Quindi, alle 3,57, una scossa più
lieve (2), per poi risalire. Due volte 2,4 (alle 6,35 e alle 7,34),
una di 2,6 (alle 8,17) e mezz'ora dopo di 2,4 (8,48). Nuovo picco
alle 10,35 (3,5). Quindi, alle 12,41, un altro rilevamento di una
certa entità (2,4). Quindi, dopo un pomeriggio di relativa
tranquillità, di nuovo una scossa di magnitudo 2,4 rilevata alle
21,12. Quindi, lo sciame è andato avanti per tutta la notte con
piccoli fenomeni rilevati soltanto a livello strumentale, ma
comunque significativi di una o più faglie ancora particolarmente
attive. Un'attività costante che sta minando l'esistenza degli
sfollati, molti dei quali avevano da poco superato la paura di
tornare a dormire sotto un tetto. Oltre ad aggravare ulteriormente
la situazione degli stabili già lesionati che vengono sottoposti a
ulteriori scuotimenti destinati a comprometterne la già precaria
stabilità.
24 giugno 2009