di Enrico Nardecchia
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L’AQUILA. Malori, difficoltà a respirare, anziani
allo stremo e condizionatori che «chi li ha visti?». E giovedì e
venerdì allerta caldo. La Protezione civile dirama un bollettino
che non promette nulla di buono per gli sfollati delle tendopoli
aquilane. Ieri in città si è registrata una temperatura massima di
28,4 gradi alle 15,56 (fonte Cetemps).
L’ALLERTA. Per oggi e domani anche L’Aquila sarà interessata da un
picco di caldo senza precedenti, considerato che si tratta pur
sempre del mese di maggio. L’allarme interessa anche le zone dell’A
ppennino. La calura rischia di amplificare i suoi effetti sotto le
tende, dove in questi giorni si possono registrare delle
temperature anche fino a 40 gradi. Le consuete raccomandazioni da
parte della Protezione civile, e cioè quella di bere molto, di non
uscire di casa nelle ore più calde della giornata, di limitare le
occupazioni quotidiane e di riposare, suonano come una beffa per
gli sfollati nelle tende, che in molti casi hanno poche
alternative. Per questo motivo, tra gli aquilani rimasti senza casa
a causa del terremoto sta montando un certo malumore anche e
soprattutto a causa della mancata consegna, in molte delle
tendopoli allestite in città e nel circondario, dei condizionatori.
Proteste arrivano da Paganica, da Bazzano, da Pile e da Casentino.
La consegna dei preziosi elettrodomestici è stata avviata già la
scorsa settimana in alcune delle tendopoli più grandi, come quella
del parcheggio del Globo e quella di piazza d’Armi, ma in certi
casi, come ad esempio per Coppito, anche campi più piccoli sono
stati riforniti nei tempi previsti. Poi la consegna ha avuto uno
stop e questo ha provocato la protesta da parte delle persone
ospitate nelle zone periferiche. Due giorni fa il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi ha promesso l’arrivo di 5mila
condizionatori (la Protezione civile aveva parlato di 3mila): «Uno
per ogni tenda».
«MIA MOGLIE STA MALE». Francesco, uno sfollato della tendopoli
numero 4 di Paganica, è disperato. «Mia moglie sta male. Ha la
febbre a 38 gradi da diversi giorni e io non so cosa fare. Il
medico mi dice di tenerla in un luogo fresco ma io e lei, adesso,
stiamo in una tenda che alle 10 del mattino è già diventata un
forno. Sotto questa plastica si arriva anche fino a 40-45 gradi.
Una situazione assurda della quale non sembra interessarsi nessuno.
Forse Berlusconi, quando parlava dei condizionatori in arrivo, si
riferiva a qualche altro campo. Dovrebbe venire qui a Paganica,
campo 4, per vedere che stiamo messi davvero male. I condizionatori
non li abbiamo visti nemmeno da lontano e qui dentro si fa fatica a
sopravvivere. Vorrei fare qualcosa ma non so a chi rivolgermi. L’u
nica speranza è che rallenti un po’ questa botta di caldo che ci è
arrivata addosso all’improvviso, dopo le piogge e gli allagamenti».
Insomma, un’altra piaga sugli sfollati.
PROTESTE AI COM. Nei centri operativi misti stanno affluendo, in
queste ore, una valanga di proteste legate alle modalità per la
distribuzione e la consegna dei condizionatori d’aria. È la
disparità di trattamento tra campo e campo a scatenare le maggiori
proteste. A chiedere spiegazioni sono anche alcuni dei responsabili
dei campi, i quali non fanno altro che riportare ai dirigenti le
lamentele che si registrano tra le tende. Lamentele che sono
diventate ormai quotidiane. Insomma, nei campi, dove il clima non è
come quello dei primi giorni dopo la tragedia, si rischia di
accendere discussioni anche per i condizionatori. Un rimedio,
questo, che non viene condiviso da una parte della popolazione,
quella più avanti con l’età, che teme ulteriori problemi di salute
derivanti dai bruschi sbalzi di temperatura. Secondo quanto
riferito da alcuni gestori dei campi, il meccanismo di reperimento
e di consegna di questi apparecchi sta facendo registrare evidenti
disfunzioni.
MALORI A COPPITO. Due donne, ieri mattina, hanno accusato malori
riconducibili al gran caldo e si sono riprese soltanto dopo essere
state soccorse. I due svenimenti sono stati registrati a Coppito
nelle vicinanze dell’università. Nel primo caso, una donna che
attendeva di essere visitata nell’ambulatorio allestito in un
camper ha avuto un colpo di calore mentre nel secondo una ragazza
che stava attendendo alcune amiche nel blocco di Scienze ha chiesto
aiuto ed è stata soccorsa. I malori hanno subìto un incremento
negli ultimi giorni proprio a causa delle elevate temperature. In
tutti i campi ci sono presìdi sanitari che intervengono
immediatamente ed evitano, a chi si sente male, di dover
raggiungere le tende dell’ospedale da campo allestito nei parcheggi
del «San Salvatore». Tuttavia, in certi casi, quelli considerati
più gravi, è stato richiesto anche l’intervento degli equipaggi del
118. La maggior parte delle persone colpite dai malesseri ha più di
65 anni e soffre di patologie tipiche dell’età.
21 maggio 2009
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