di Luigi Vicinanza
Alcune domande sul dopo terremoto.
1)Fino a quando oltre 13mila cittadini aquilani resteranno nelle 170 tendopoli sparse sul territorio in condizioni di promiscuità e di crescente sofferenza, ormai documentate quotidianamente?
2)Fino a quando oltre 30mila cittadini aquilani resteranno negli alberghi sulla costa? Fino ai primi di giugno, come sembra, per consentire la partenza della stagione estiva? E dopo dove andranno?
3)Che cosa si sta facendo per convincere e rassicurare i proprietari dei suoli espropriati al fine di evitare che la protesta monti e si organizzi rallentando il piano di ricostruzione? Quanto riceveranno di indennizzo e quando? Si possono trovare ulteriori forme di compensazione per evitare di aggiungere danno a danno?
4)Con quali criteri verranno assegnati i nuovi alloggi che il presidente del Consiglio ha annunciato pronti per novembre? Toccheranno prima a chi sta in tenda o a chi sta in albergo? La graduatoria sarà compito del Comune dell’Aquila o della Protezione civile?
5)Chi aveva la casa nel centro storico dell’Aquila quanto tempo di vita precaria verosimilmente deve mettere nel conto prima di tornarvi ad abitare?
6)Quale sarà la sorte di Onna, il borgo-simbolo del dolore?
7)Perché la Protezione civile non acquista dai produttori locali parte del cibo latte, latticini, frutta, verdura, carni distribuito nei campi? Non è anche questo un modo per far ripartire l’economia terremotata?
8)Perché la Regione, assessorato all’agricoltura e alle attività produttive,
non ha ancora lanciato una campagna di marketing a sostegno dell’acquisto in tutt’Italia di prodotti tipici e specialità aquilane e abruzzesi? Lo stanno già facendo in tanti, singoli privati e gruppi associati, attraverso il tam tam familiare e amicale o grazie alla rete di internet.
9)Perché la Regione, assessorato al turismo, non ha ancora mobilitato tutte le sue forze e risorse per cercare di salvare l’industria turistica così penalizzata? Noi del Centro abbiamo coniato lo slogan: «In Abruzzo non solo tende blu ma anche bandiere blu». Lo cediamo volentieri. Ma forse viene prima la campagna elettorale al Comune di Teramo, dov’è candidato per un seggio in consiglio, l’assessore Mauro Di Dalmazio ieri impegnato in un vistoso incontro di propaganda?
10) Perché il presidente Chiodi continua a partecipare a manifestazioni elettorali del suo schieramento? In tv, a Rete8, due settimane fa aveva ipotizzato un ripensamento in nome della concordia e dell’efficienza delle istituzioni. Peccato non abbia mantenuto la parola.
Ultima domanda, infine, legata al terremoto per affinità etica: che fine ha fatto il disegno di riduzione delle indennità e degli stipendi dei consiglieri regionali e dei membri dei consigli d’amministrazione controllati dalla Regione? Vedrà la luce entro l’estate? Sarebbe una necessaria manifestazione di rigore politico. Fiduciosi aspettiamo risposte.
17 maggio 2009