di Giustino Parisse
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ONNA. Ha voluto iniziare da Onna il suo giro nelle 160 tendopoli allestite in provincia dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile. Fra Guido Bertolaso e gli abitanti del paese simbolo del sisma, ieri pomeriggio ci sono state 2 ore di confronto serrato nel corso delle quali il sottosegretario alla Protezione civile ha risposto alle domande degli sfollati.
Bertolaso ha chiarito alcuni aspetti del decreto legge per la ricostruzione (sul quale negli ultimi giorni ci sono state critiche da parte dell’opposizione di centrosinistra e dubbi sono stati espressi anche da esponenti del centro destra) e ha accolto, senza perdere la calma, anche dure critiche che gli sono arrivate da chi in pochi secondi ha perso gli affetti e i beni materiali. Ecco in sintesi alcuni dei passaggi più importanti delle risposte di Bertolaso agli onnesi.
CASE DISTRUTTE. Bertolaso, annunciando una proposta di modifica del decreto legge, ha detto che chi ha avuto l’abitazione distrutta dal sisma e che quindi dovrà rifarsi la casa, avrà il 100 per cento della spesa sostenuta per la ricostruzione. Dunque, nessun tetto di 150.000 euro. Per ogni proprietario che ha perso la casa lo Stato aprirà un conto in banca (per alimentarlo lo Stato accenderà mutui).
L’impresa che ricostruirà la casa (in base a perizie giurate e col rispetto delle normative antisismiche) presenterà all’istituto di credito gli stati di avanzamento del lavoro e sarà pagata. La ditta sarà scelta dal privato e quindi, ragionevolmente la gran parte dei lavori dovrebbe essere affidata a
società locali. Non ci saranno enti pubblici a fare da
intermediari.
CASE DANNEGGIATE. Per chi ha la casa con molti
danni, ma recuperabile, resta il tetto di 80.000 euro per la
risistemazione e questo vale anche per i non residenti che hanno
avuto la seconda casa seriamente compromessa.
CASE CON POCHI DANNI. Bertolaso ha annunciato che entro
maggio saranno completate le 50.000 verifiche (a oggi si è giunti a
quota 30.000) previste nelle abitazioni che si trovano nel
cosiddetto cratere (l’area colpita dal sisma). Per le case agibili
che hanno danni lievi basterà presentare al Comune una perizia
giurata firmata da un tecnico, il Comune la dovrà approvare e fatti
i lavori sempre il Comune pagherà la somma prevista (si parla di
cifre dai 1.000 ai 5.000 euro). In questo modo, ha detto ancora
Guido Bertolaso, molti potranno rientrare nelle loro case. La
protezione civile si impegna anche a pagare i tecnici che stanno
lavorando al ripristino di fornitura di luce, acqua e gas.
MUTUI. Uno degli abitanti di Onna ha chiesto a Bertolaso:
ho stipulato un mutuo per ristrutturare una casa, i lavori erano
terminati ma il terremoto ha distrutto tutto, devo finire di pagare
il mutuo? Bertolaso ha risposto che il mutuo sarà rilevato (e
quindi se lo accollerà) dalla Fintecna (società controllata dal
ministero del tesoro). Il proprietario della casa distrutta potrà
ricostruire in base alle procedure valide per tutti coloro che
hanno perso l’abitazione.
CASE PROVVISORIE. Bertolaso ha confermato l’o
biettivo di far uscire tutti dalle tende entro l’autunno (ha
parlato di un periodo dal 15 settembre al 30 ottobre). E questo,
per quanto riguarda Onna, avverrà grazie a casette di legno da
realizzare nelle vicinanze dell’abitato. Gli onnesi hanno detto no
alle case di legno modulari (una sorta di condomini). Il
sottosegretario ha parlato anche del possibile utilizzo di
appartamenti, attualmente vuoti, che potrebbero ospitare gli
sfollati. La protezione civile si accollerà le spese di affitto.
MACERIE DA RIMUOVERE. Bertolaso su sollecitazione
degli onnesi ha detto che i vigili del fuoco resteranno nelle zone
terremotate almeno fino al 31 dicembre con possibilità di ulteriori
proroghe. Che il loro compito sarà prima quello di recuperare tutto
ciò che è possibile da sotto le macerie e di mettere in sicurezza
le strade principali dei paesi terremotati (cosa che sta già
avvenendo). La rimozione totale delle macerie sarà un passo
successivo che presenta anche difficoltà oggettiveDifficoltà
oggettive come la possibile presenza di amianto o altri materiali
tossici che andranno portati via in base alle normative vigenti e
quindi con molta cautela. Annunciata a breve la ricostruzione, da
parte dell’esercito, del ponte sull’Aterno che collega Onna a
Monticchio.
NUOVE CASE. Per quanto riguarda la ricostruzione
vera e propria Bertolaso non ha nascosto che i tempi saranno
necessariamente lunghi e si è detto preoccupato soprattutto per gli
interventi che saranno da fare nel centro storico dell’Aquila.
PICCOLE NECESSITA’. Il sottosegretario ha
garantito il suo interessamento per sollecitare il Comune dell’A
quila a venire incontro anche a problemi apparentemente secondari
ma che nelle condizioni in cui sono gli sfollati non lo sono: per
esempio fare nuovi documenti. Gli onnesi hanno criticato il sindaco
dell’Aquila Massimo Cialente: «Lo abbiamo visto solo quando è
arrivato Berlusconi, vorremmo che venisse a sentire di cosa abbiamo
bisogno», è stato detto durante l’incontro con Bertolaso.
CRITICHE. Un momento di tensione c’è stato quando
un abitante ha accusato Bertolaso di aver minimizzato, prima del
sei aprile, lo sciame sismico che andava avanti da tre mesi. Il
sottosegretario ha affermato di essersi fidato degli scienziati che
hanno sempre detto e continuano a dire che i terremoti non sono
prevedibili. L’incontro si è concluso con un applauso degli
sfollati nei confronti di Bertolaso al quale gli onnesi hanno
riconosciuto l’impegno nei confronti della popolazione sin dal
primo giorno dell’emergenza
7 maggio 2009