Venti secondi. E nulla è più come prima. Alle 3,32 di lunedì 6 aprile una scossa di magnitudo 5.8 devasta L'Aquila e i paesi vicini. Completamente distrutta la frazione di Onna. I danni al patrimonio artistico e architettonico appaiono subito gravissimi. Il centro storico dell'Aquila diventa off-limits per il pericolo di crolli. Alla fine della giornata del 6 aprile i morti stimati sono 150 e 1.500 i feriti. Ma nei giorni successivi il bilancio dei morti arriverà a 305. Le persone sfollate sono 70.000. Il governo proclama lo stato di emergenza. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, visita la zona terremotata e parla di una "new town" da costruire nelle vicinanze.
Terremoto, un mese dopo
Il 7 aprile, a 24 ore dal sisma, viene trovata in vita una ragazza di 24 anni. Salva una donna di 98 anni, già scampata al terremoto della Marsica (1915). In serata un’altra forte scossa di magnitudo 5.3.
L'8 aprile viene evacuato il carcere. Il Papa dice che andrà in Abruzzo appena possibile. Berlusconi parla di introduzione del reato di sciacallaggio.
Il 9 aprile arriva all'Aquila il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il governo emana un provvedimento per affrontare le prime emergenze economiche degli sfollati.
Il 10 aprile è il giorno del cordoglio. I funerali delle v
ittime del terremoto sono celebrati dal cardinale Bertone nella
scuola della guardia di finanza a Coppito, alla presenza delle più
alte autorità dello Stato. Le bare sono 205.
L'11 aprile lo sciame sismico sembra diminuire. In
serata tutti i dispersi segnalati sono stati trovati, vivi o morti.
Si smette di scavare. Le tendopoli sono 32 e ospitano circa 19.000
sfollati.
Il 12 aprile, domenica di Pasqua, i riti religiosi
vengono celebrati sotto le tende. Nelle zone del terremoto arrivano
in visita il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e Berlusconi
che assicura: "Presto fuori dalle tende".
Il 23 aprile si riunisce all'Aquila il consiglio
dei ministri. Vi partecipa anche il presidente della Regione
Abruzzo, Gianni Chiodi. Il governo vara un decreto legge da 8,5
miliardi di euro: 1,5 miliardi per le emergenze e 7 per la
ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 6 aprile.
Il 25 aprile Berlusconi celebra a Onna, fra le
macerie, la Festa della Liberazione. Al suo fianco alcuni reduci
della Brigata Maiella medaglia d'oro al valor militare per il
contributo dato alla guerra contro i nazi-fascisti. A Onna anche
Dario Franceschini (Pd) e Pierferdinando Casini (Udc).
Il 28 aprile papa Benedetto XVI visita L'Aquila
nei luoghi simbolo delle devastazioni del terremoto. Si inginocchia
davanti alla teca con i resti di papa Celestino V e pronuncia
parole di conforto per i sopravvissuti. "L'Aquila", dice il
pontefice, "tornerà a volare". Il 1° maggio i segretari generali
dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni
e Luigi Angeletti, celebrano la Festa del lavoro con una
manifestazione nella piazza d'armi della scuola della guardia di
finanza a Coppito. Per la prima volta anche l'Ugl manifesta nella
stessa città dei sindacati confederali.
Il 5 maggio, 48 ore prima dell'avvio del dibattito
parlamentare sul decreto legge, affiorano tra i sindaci del
"cratere", i consiglieri regionali e i parlamentari
dell'opposizione forti dubbi e obiezioni sulle cifre stanziate per
la ricostruzione. A differenza di quanto è capitato in altre
calamità naturali, gli abruzzesi rimasti senza casa o con
l'alloggio danneggiato non avranno il 100 per cento del
risarcimento del danno subito. Anche il presidente della Regione
Chiodi conviene sulla necessità di modificare il decreto.
6 maggio 2009