di Fabio Casmirro
CHIETI. L’ultimo colpo di terremoto azzera le speranze residue di recupero alla piena efficienza, e in tempi brevi, della sede storica del municipio di Chieti. Ieri mattina, quando gli uscieri e i tecnici comunali hanno riaperto l’ingresso di palazzo d’Achille si sono trovati di fronte a una situazione di gran lunga deteriorata rispetto al quadro, già grave, da cui era scaturita nei giorni scorsi la prima ordinanza di chiusura temporanea dell’edificio. Chiusura che coinvolge oggi tutti i locali in cui operano gli esercizi commerciali ai piani bassi dello stabile.
BANCA D’ITALIA. La condizione di piena emergenza rilancia la trattativa per rilevare la sede dismessa di Bankitalia, sotto i portici di corso Marrucino, come ipotesi per un migliore riassetto della macchina amministrativa. Nei giorni scorsi, in collaborazione con la Provincia, è stato avviato un confronto con i vertici di via Nazionale per assegnare al Comune di Chieti i locali occupati fino a qualche settimana fa dalla filiale della Banca d’Italia. Ma non si conosce ancora quali potranno essere i costi e le modalità contrattuali per trasferire tutte le funzioni municipali.
IL SISMA. La scossa di lunedì sera avrebbe inoltre del tutto compromesso l’agibilità della sala consiliare. «La notte scorsa, abbiamo temuto che potesse venire giù tutto», conferma il sindaco
Francesco Ricci che ieri mattina è uscito definitivamente dagli uffici di piazza Vittorio Emanuele per trasferirsi - con il suo staff, la direzione e la segreteria generale - nella
sede di viale Amendola.
Il trasloco è cominciato alle 9 in punto. Dipendenti comunali e
della Teate servizi hanno fatto la spola tra il municipio lesionato
e i nuovi uffici provvisori. Un via vai che si è protratto per
diverse ore con mille problemi di carattere pratico. Il palazzo ex
Inps in viale Amendola non dispone di parcheggi e spazi idonei al
carico e scarico dei materiali. L’edificio assegnato alle funzioni
municipali temporanee si sviluppa su quattro piani. Qui dovranno
trovare un assetto per le prossime settimane sindaco, assessori e
dirigenti. Inevitabili i momenti di confusione. Intorno a
mezzogiorno, è stato necessario vietare l’accesso alle persone non
autorizzate. La macchina organizzativa comunale è stata comunque
ripristinata.
UFFICI OPERATIVI. Sin da oggi, saranno operativi
al primo piano di viale Amendola l’ufficio del sindaco, uffici
stampa e comunicazione interna, segreteria generale, patrimonio e
economato. Al secondo piano: direzione generale, uffici legale, del
personale contenzioso e contratti, pubblica istruzione, archivio e
protocollo, centralino, centro elaborazione dati. Soltanto i server
comunali sono ancora allocati al piano terra della vecchia sede
lesionata. L’ufficio ragioneria è stato assegnato alla sede di
Palazzo De Pasquale, dove sono disponibili anche altri locali molto
ampi, mentre per gli altri settori che operavano a palazzo d’A
chille si cercherà ospitalità altrove. Ci sono locali liberi nella
struttura comunale di via delle Robinie, a Madonna degli Angeli. In
un appartamento di proprietà comunale, in piazza Vittorio Emanuele
(ex ufficio tributi), troverà spazio l’ufficio elettorale e nella
delegazione comunale di via Ortona, a Chieti Scalo, l’ufficio
anagrafe.
«In poche ore» afferma il direttore generale
Ebron D’A
ristotile , «abbiamo rimesso in piedi le cose
essenziali, a cominciare dai contatti telematici. Aspettiamo i
collegamenti Telecom, poi saremo operativi a tutti gli
effetti».
I LAVORATORI. In attesa di comunicazioni
ufficiali sono anche i dipendenti, circa un centinaio, che ieri non
erano al lavoro. Tanti hanno chiamato la segreteria del sindaco per
avere spiegazioni. Le giornate lavorative perse, con ogni
probabilità, potrebbero andare a smaltire il monte ferie di ciascun
dipendente. «Ma non è detto» replica D’Aristotile «perché stiamo
decidendo come muoverci in accordo con il dirigente del personale.
Potremmo scegliere di mettere queste giornate a recupero, vedremo.
Entro la fine della settimana il quadro sarà più chiaro».
SOS COMMERCIO. Sul fronte delle attività
commerciali collocate nella vecchia sede sgomberata, chiudono
quattro negozi e l’ufficio abbonamenti della società di trasporto
pubblico urbano La Panoramica. I negozi chiusi a scopo
precauzionale sono
Bonanni calzature,
Mariani abbigliamento,
La casa della
cintura ed
Enigma pelletterie. I titolari
che operano sul secondo tratto di corso Marrucino e sulla traversa
di via Chiarini sono stati convocati nella sede comunale di viale
Amendola. I commercianti sono stati a colloquio con l’assessore
Luigi Febo, che ha spiegato loro le motivazioni
del provvedimento. «I negozi», commenta il delegato ai lavori
pubblici, «operano nello stesso stabile, inevitabile estendere la
prima ordinanza di sgombero firmata la scorsa settimana». I
commercianti non l’hanno presa bene. Reclamano chiarimenti e
rassicurazioni. Tutti temono per il futuro di attività che vantano
decenni di storia e una clientela affezionata. Peraltro c’è chi ha
ristrutturato da poco il proprio locale, facendosi carico di
investimenti importanti. «Ho speso oltre 100mila euro per rinnovare
il mio negozio» racconta
Giovanni Mariani, dell’o
monimo negozio di abbigliamento donna, «questa chiusura forzata è
come un colpo al cuore. Speriamo che l’amministrazione trovi una
soluzione ragionevole in tempi rapidi». In ansia anche i
proprietari di Bonanni calzature, Enigma pelletterie e La casa
della cintura che da un paio d’anni si è spostata su corso
Marrucino dopo aver riqualificato uno dei tanti locali del palazzo
comunale.
IPOTESI MEGALO’ Il sindaco cerca in ogni modo di
tranquillizzare gli esercenti proponendo soluzioni alternative.
«Cercheremo una collocazione momentanea in alcuni locali
disponibili sul Corso, lasciando inalterati i canoni d’affitto. Un’a
ltra possibilità è chiedere ospitalità al Megalò. I commercianti
si sono detti disponibili» afferma Ricci «purché vengano dislocati
in uno spazio unico». Il rischio, se prendesse corpo la soluzione
Megalò, è quello di svuotare ulteriormente il centro storico
acuendo gli squilibri commerciali con la vallata.
15 aprile 2009