di Roberto Raschiatore
AVEZZANO. Il telefono dell’ufficio Urbanistica in municipio squilla ininterrottamente. Chiamano cittadini che denunciano di avere subìto danni alle abitazioni e chiedono verifiche sull’agibilità degli edifici: 75 le telefonate arrivate solo ieri - dopo l’ennesima scossa di terremoto - un centinaio quelle in una settimana. I tecnici hanno suddiviso la città in sei zone per poter soddisfare tutte le richieste e dare risposte in tempi rapidi. Sette le ordinanze di sgombero firmate finora (compresa quella del palazzo in via Croce) ma si teme che possano essercene delle altre.
I SOPRALLUOGHI. Sono 150 quelli compiuti finora dal Comune in altrettante case della città. Le richieste arrivano prevalentemente dalla zona nord, dove si trovano anche gli edifici a più piani, ma i danni maggiori sono stati riscontrati nei quartieri meno moderni (Cupello, Borgo Angizia) e nelle frazioni di San Pelino e Paterno. Ieri, nel corso di una delle ispezioni, è stata scoperta una lesione nella chiesa all’interno dell’istituto Sacro Cuore. A San Pelino è crollato il muro di un rudere, già compromesso dal sisma del 1915.
LA MAPPA. Avezzano è stata suddivisa in sei zone per agevolare il compito delle squadre di tecnici, coordinate da
Massimo De Sanctis, responsabile dell’Urbanistica. La prima comprende l’ospedale, la Pulcina (167), lo stadio dei Pini e Borgo Pineta; la seconda le frazioni di San Pelino e Paterno e la borgata di Caruscino; la terza borgo Angizia, Cesolino e via Napoli; la quarta via Marcantonio Colonna, via Garibald
i, via Trara, via Nuova, la quinta Scalzagallo, Barbazzano, Cupello
e tutta la zona sud; l’ultima il quadrilatero in centro compreso
fra via Montello, via Monte Velino, via Roma e via XX
Settembre.
AVVISO REVOCATO. Vista la gran mole di richieste
di intervento, in mattinata il Comune aveva diffuso un avviso con
il quale venivano bloccate tutte le ispezioni negli edifici
privati. In pratica, i residenti avrebbero dovuto chiedere
sopralluoghi a esperti di loro fiducia. Il provvedimento, però, è
stato revocato poco dopo. «Le richieste di intervento», spiega l’a
rchitetto
Mauro Mariani, responsabile del servizio
edilizia dell’ufficio urbanistica, «aumentano con il passare delle
ore, complici le ultime scosse di terremoto».
«NO CASI ALLARMANTI». Secondo l’assessore alla
Protezione civile,
Maurizio Bianchini «il
crescendo di richieste di ispezioni nelle case è legittimato dalla
paura. Finora non sono state riscontrate situazioni
allarmanti».
UFFICI RIAPERTI. Ieri mattina sono stati riaperti
gli uffici pubblici della città, compreso il tribunale. Erano
chiusi dal 6 aprile.
ANSIOLITICI E PAURA. «Mai mi era capitato di
prescrivere tanti ansiolitici», sottolinea il sindaco
Antonio Floris, medico di professione, «c’è paura
e questa paura sta spingendo la popolazione a chiedere verifiche
alle abitazioni. Di certo, vanno riviste alcune situazioni in
alcune zone della città, dove è necessario garantire una maggiore
sicurezza».
PALAZZO INAGIBILE. Ieri c’è stata la nuova
verifica al palazzo di cinque piani in via Croce, sgomberato dopo l’
ordinanza del sindaco. «Lo stabile» secondo i tecnici del Comune
«presenta ossidazione delle armature in acciaio e calcestruzzo
apparentemente di scarsa consistenza. Questo potrebbe comportare l’i
nstabilità dell’edificio». Ma pare che i problemi siano antecedenti
al terremoto. Per precauzione sono state sgomberate le vicine
abitazioni. Altre evacuazioni c’erano state a Paterno (2) e
Antrosano (1).
RACCOLTA MERCI. Si moltiplicano le iniziative di
solidarietà in favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Le
Misericordie d’Abruzzo iniziano oggi la raccolta di merci non
deperibili, che saranno immagazzinate nei locali dell’ex Imma al
nucleo industriale di Avezzano. Per informazioni 328.1444718. Non
potranno essere accettati indumenti usati.
AIUTI AL COMMERCIO. La Confcommercio della
provincia, presieduta da
Roberto Donatelli, ha
avviato una raccolta fondi. «Invitiamo tutti gli operatori
commerciali a sostenere i colleghi dell’Aquila e degli altri comuni
devastati dall’evento sismico», spiega Donatelli, «contribuendo al
fondo Orgoglio Abruzzo di Confcommercio aperto nella filiale di
Avezzano della Bcc di Roma, in via Garibaldi». Per adesioni: codice
Iban IT17B08327-40440- 000000003541. «L’importo», conclude il
presidente Donatelli, «verrà totalmente devoluto in favore della
ricostruzione del tessuto imprenditoriale delle aree colpite».
15 aprile 2009