Nella notte forte scossa di terremoto di magnitudo 6,3 Richter (8-9 Mercalli), con epicentro al confine tra Lazio e Abruzzo. Crolli e seri danni all'Aquila e provincia, 26 i Comuni colpiti dal sisma. I centri di Onna e Paganica ridotti in macerie. Si parla di oltre 150 morti. Migliaia gli sfollati, molti i dispersi. Frenetico il lavoro dei soccorritori, si scava anche con le mani. Il sindaco dell'Aquila ha invitato tutti i concittadini a lasciare il centro storico. Il premier: "L'Abruzzo non resterà solo". Solidarietà da tutta Italia
17:25 - Onu, minuto di silenzio durante l'Assemblea
Generale
A New York, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha
osservato un minuto di silenzio per il terremoto in Abruzzo. Lo ha
chiesto in apertura di sessione il presidente dell'Assemblea
Generale Miguel D'Escoto Brockmann, in memoria delle vittime e per
solidarietà alle popolazioni colpite. Sentimenti di cordoglio,
solidarietà e amicizia per l'Italia sono stati manifestati al
Rappresentante Permanente italiano Giulio Terzi da numerosi
ambasciatori al Palazzo di Vetro.
17:22 - San Pio, nessun danno ma la gente non rientra in
casa
Nessun danno, nessun morto e nessun ferito grave, solo
tanta paura. E' la situazione di San Pio delle Camere, dove i circa
300 abitanti stanno trascorrendo il pomeriggio in strada ancora
spaventati dal sisma che stanotte ha lesionato alcune delle
abitazioni più vecchie. Bilancio ben diverso rispetto a
Castelnuovo, la piccola frazione dove ci sono stati morti e danni
più ingenti. La gente di San Pio, tuttavia, non vuole assolutamente
rientrare in casa per trascorrere la notte e si sta organizzando
per dormire nelle auto al campo sportivo. Si è salvato senza danni
rilevanti anche l'antico castello diroccato che domina il
paese.
17:18 - L'Aquila, primi fermio per sciacallaggio
Alcune persone sono state fermate e condotte in questura
perché ritenute responsabili di sciacallaggio. Non si conoscono
ancora i particolari su questi episodi.
17:12 - Rocca di Cambio: un ferito e rischio notte
all'addiaccio
Un ferito, centro storico chiuso e centinaia di abitazioni
danneggiate. E' il bilancio del terremoto a Rocca di Cambio,
vicino agli impianti sciistici di Campo Felice, a 1.400 metri di
quota nell'Altopiano delle Rocche. Il ferito tra le 500 persone
della comunità è un uomo di 60 anni caduto al piano inferiore a
causa del crollo del solaio dove dormiva: l'uomo ha riportato solo
delle contusioni.
Il sindaco del Comune, Antonio Pace, ha disposto la chiusura del
centro storico per le lesioni riportate dalle case dell'area. "Per
stasera - ha spiegato l'assessore comunale del bilancio, Rosario
Moscone - ci siamo organizzati con la proloco presso il parcheggio
vicino all'Hotel Cristal: abbiamo una cucina da campo, ma ci
mancano le tende che attendiamo dalla Protezione civile. Inoltre
aspettiamo un tendone dalla proloco di Ortona (Chieti). Se non
avremo le tende ci arrangeremo in auto come stanotte, visto che
l'erogazione del gas è stata comunque interrotta e non potremo
riscaldarci".
17:09 - Onna, 24 bare allineate in un paese distrutto
Ventiquattro bare allineate in un campo. E' l'immagine che
si è presentata a quanti si sono avvicinati questo pomeriggio ad
Onna, piccolo centro in provincia dell'Aquila dove secondo i
sopravvissuti nelle vie principali non esiste più un edificio in
piedi. Sotto le macerie si cercano altri dispersi.
16:56 - Soccorritori: più di 100 le vittime
Il numero delle vittime, spiegano i soccorritori alle
prese con lo scavo tra le macerie, è drammaticamente destinato a
salire superando sicuramente quota 100. Fare un bilancio, quindi,
al momento non è possibile.
16:51 - Difficile bilancio vittime nelle comunità degli
immigrati
Il bilancio delle vittime del terremoto e dei dispersi
resta incerto anche per le difficoltà di cifre certe dalle comunità
degli immigrati. Nella cintura aquilana sono presenti centinaia di
immigranti tra macedoni, marocchini, romeni, moldavi, africani da
anni sono insediati nei centri storici di Poggio Picenze, Paganica,
San Gregorio, Petogna, proprio quelli più colpiti dai crolli.
"Vicino l'abitazione di mio padre - racconta un giovane della
frazione di Paganica - abitava una famiglia dell'Est Europa. La
casa è andata distrutta, ma di loro non ne sappiamo nulla. Spero
siano vivi". Immigrati non integrati e forse anche qualche
clandestino potrebbero sfuggire alle stime dei comuni e della
Protezione civile. Indispensabile, perciò, sarà scavare tra le
macerie di tutte le case abitate, lavoro che non potrà essere
completato in breve tempo ma che richiederà almeno alcuni
giorni.