Dopo Bernardo e la sua compagna
ucciso un altro orso

Sono tre gli orsi trovati morti a breve distanza l'uno dall'altro nei boschi di Gioia dei Marsi. Secondo i dirigenti del Parco nazionale d'Abruzzo "non sono escluse cause dolose" per il triplo decesso. Da mesi l'orso Bernardo, la "mascotte" del Parco, si faceva vedere in giro nei paesi con frequenti incursioni nei pollai. L'ultima stima dice che all'interno del Parco vivono tra i 30 e i 50 esemplari di orso marsicano.

    di Walter Nerone


    di Vittorio Perfetto

    PESCASSEROLI. Era diventato una star l’orso Bernardo, la sua fama aveva fatto il giro del mondo, suscitando emozioni, commozione e tenerezza al punto che una donatrice americana, una 40enne miliardaria, la signora Jenny, aveva destinato, nel 2006, la somma di un milione di euro al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, al Corpo forestale e all’U niversità La Sapienza di Roma, per la ricerca e la salvaguardia dell’orso marsicano, finito nella “lista rossa” degli animali destinati all’estinzione.

    E la morte dell’orso Bernardo e della sua compagna, è un colpo alla sopravvivenza della razza. A quanto pare, però, le intenzioni e l’a iuto concreto della generosa donatrice americana, per proteggere l’o rso marsicano dalle insidie della società moderna, non ha avuto gli effetti sperati. L’orso Bernardo è morto, nonostante la sua fama avesse raggiunto molti Paesi e si fossero formate diverse associazioni per salvaguardare il plantigrado e la sua famigliola, ma in generale l’orso marsicano. Salvaguardalo dalla modernità, dai cambiamenti dell’habitat, ma anche dai pericoli dell’uomo.

    Molti allevatori, infatti, hanno visto e continuano a vedere l’orso come un nemico da abbattere. Bernardo era diventato famoso per le sue incursioni nei pollai dei paesi del Parco ed era diventato goloso di frutta. Per questo, l’associazione “Gruppo Bernardo”, di San Sebastiano dei Marsi, aveva messo in campo alcune iniziative, tra le quali, insieme all’ente Parco, il recupero di 120 alberi da frutto per alimentare l’orso. Così, meli, peri, cicliegi, sono stati liberati dalle piante infestanti e sono stati messi a disposizione per arricchire la “mensa” dell’orso Bernardo e degli altri plantigradi presenti nell’area del Parco.

    Bernardo era diventato talmente famoso, che da sei anni l’a ssociazione “Gli amici dell’orso Bernardo” aveva organizzato i festeggiamenti per il “compleanno di Bernardo”, che in realtà contenevano anche convegni, escursioni e momenti ludici, per avvicinare - con questi ultimi - i bambini alla cultura dell’orso. Sono arrivate a Bisegna, “patria” di Bernardo, e a Gioia dei Marsi e nelle aree frequentate da Bernardo, tv da tutto il mondo per realizzare servizi sull’orso “goloso”. Che ora non c’è più.

    L’ovulo “bloccato” e la stagione degli amori.
    Riproduzione della specie complessa e lenta. Rischio d’e stinzione.


    di Pasquale Galante

    PESCASSEROLI. Non si sa di preciso quanti orsi marsicani vivono nelle aree del Parco D’Abruzzo. Una stima parla di 30-50 esemplari. Ecco perché la morte di una coppia di orsi, scoperta ieri, rischia di mettere seriamente a rischio la sopravvivenza della specie. Gli orsi hanno una riproduzione lenta.

    Fatte di cucciolate con media di 2 orsetti per ogni mamma orsa. A ciò si sommano aspetti legati alla capacità riproduttiva della specie. Una femmina d’orso, entra nella fase riproduttiva quando ha 3-5 anni. Dipende dalle condizioni e la qualità dell’ambiente in cui cui vive. Un’orsa vive mediamente vent’anni. E in questo periodo ha una fase riproduttiva di 17 anni. Si deve poi tener conto che dopo aver partorito, una femmina d’orso segue i suoi cuccioli per un periodo di 2-3 anni, e che in questa fase non si accoppia.

    Quindi, si può arrivare a dire che un esemplare di femmina di orso può dare alla luce 15-17 cuccioli, che pesano alla nascita tra i 200 e 500 grammi. Studi del Parco nazionale rivelano che la sopravvivenza dei cuccioli, nei primi tre anni, è pari al 50-70 per cento. Pertanto, per ogni femmina, il numero totale di piccoli che arriva all’età adulta è di 5-7 esemplari al massimo. Ecco perché la morte di una famigliola d’orsi, come nel nostro caso, è un vero dramma. Visto che riduce, in un sol colpo, del 10 per cento circa la capacità riproduttiva della specie.

    Queste cifre testimoniano la vulnerabilità dell’orso abruzzese. Un animale dalla grande stazza, dalla forza impressionante che però ha una “debolezza” nella riprodurzione, particolarmente complessa. Gli orsi non hanno caratteristiche sessuali esteriori che li possano rendere riconoscibili. E’ così assai difficile, in natura, distinguerne il sesso. Si procede, pertanto, osservando alcune caratteristiche. Il maschio è mediamente più grande. Più massiccio. Ha il capo più largo. Mentre un orso adulto accompagnato da due piccoli, è certamente una femmina. Il periodo degli amori dell’orso bruno marsicano, cade tra maggio e giugno.
    2 ottobre 2007
     
     

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