Terremoto, la memoria incompleta
Ancora molte le vittime senza volto
Più di tremila messaggi nel memoriale virtuale del nostro giornale. Ma mancano ancora immagini e ricordi di molti che non ci sono più. Aiutateci a non dimenticare. Lasciate la vostra testimonianza o inviate la vostra foto direttamente nel
memoriale o inviando una mail a memoriale@ilcentro.it
di Laura Venuti
L’AQUILA. Aveva 90 anni ed è morto la notte del sei aprile. Di
Gaetano Bernardi non si è riusciti a sapere altro. Nel memoriale
che il sito del Centro ha dedicato alle vittime del sisma non c’è
un’immagine, una voce che racconti chi era, cosa faceva prima di
quella notte.
Così come non si è riusciti a sapere altro di
Margherita Borrelli,
Odolinda Di
Stefano,
Liliana Elleboro,
Vincenzo Liberati,
Ada Magno,
Oreste Ranieri,
Maurizio
Romualdo,
Mario Valente. Tutte persone
anziane di cui non si è ancora riusciti a ricostruire i frammenti
di vita. Insieme alle loro storie mancano ancora le immagini di
molte delle persone che sono morte quella notte.
Manca ancora, insomma, un pezzo della memoria delle vittime di
questo terremoto. Una memoria che sin dall’inizio è stata di
collettiva e collettivamente è stata costruita, messaggio dopo
messaggio, storia dopo storia, foto dopo foto. Chi aveva conosciuto
le persone scomparse ha regalato una parte dei suoi ricordi a
tutti, per costruire, custodire e alimentare il ricordo di chi non
c’è più.
ENTRA
NEL MEMORIALE
MANDA LA
MAIL
LO
SPECIALE 6 APRILE 2009
Per questo il Centro chiede aiuto a tutti quelli che hanno
conosciuto le vittime del sisma. Chiede di donare un ricordo, un’i
mmagine, qualsiasi cosa possa servire a conoscere chi ha perso la
vita il sei aprile. Per non dimenticarlo. Chi vuole può usare lo
spazio sul sito del Centro (
www.ilcentro.it)
oppure mandare una mail a
memoriale@ilcentro.it
.
Fino a oggi sono oltre 3100 i messaggi che hanno contribuito a
costruire il monumento delle vittime: c’è chi ha mandato la foto
dell’amico che non c’è più, chi ha raccontato il suo professore
delle scuole superiori, chi i bambini dell’ombrellone accanto o il
nonno sopravvissuto alla guerra ma non al terremoto.
Altri hanno usato il memoriale per aprire un dialogo con le
persone scomparse. Hanno cominciato ad aprile e non hanno mai
smesso di scrivere.
L’ultimo messaggio è di ieri, ed è stato scritto alle 9:02 del
mattino. E’ per
Marta Zelena, la ragazza della
Repubblica Ceca che il sei aprile era all’Aquila per un viaggio
premio organizzato dalla sua scuola. Un amico ha mandato una sua
foto in bianco e nero: Marta è seduta per terra, la testa inclinata
da un lato, sorride.
Andel1 le racconta lo strazio
dei suoi genitori e i loro sforzi per farle avere giustizia. Come
se lei fosse lì a leggerlo, come se fosse ancora viva.
Cinzia ha mandato alla sua amica
Valentina Rossi la foto dell’albero di Natale.
Arem6 invece, il 27 dicembre ha scritto alla sua
amica
Giovanna Bernardi. Le ha raccontato che è
andata a conoscere i suoi genitori, le sue sorelle, ha visto le
foto di famiglia.
Scrivono le mamme e le zie dei compagnetti di classe dei bambini
che non ci sono più. E scrivono i volontari, le persone che hanno
aiutato e continuano ad aiutare gli aquilani. Scrivono, dice
ele579, volontaria dell’Unitalsi, a «quelli a cui
va il primo pensiero nelle nostre mattine. Quelli che ora non
possiamo più dimenticare».
(30 dicembre 2009)