Via la tenda-chiesa: è abusiva
Sant’Elia, i vigili ordinano la rimozione di una struttura provvisoria
di ENRICO NARDECCHIA
L’AQUILA. «Di tante casette, capanne e
baracche più o meno abusive, sorte ovunque, nell’Aquila del
post-terremoto, ora il problema è la tenda-chiesa di Sant’Elia».
Fabrizio scuote la testa mentre si segna entrando nello spazio
bianco dove sta per cominciare la messa.
Sant’Elia, area progetto Case, domenica mattina. Il
parroco
don Mauro Orrù e
don Corrado De
Paulis, che gli dà una mano, si apprestano a celebrare su
un altare improvvisato. Sì, improvvisato. Proprio come quel
progetto che non ha previsto, nelle 19 aree del piano Case, un
luogo di culto per i fedeli cattolici. Contrariamente a quanto
dichiarato in più di un’occasione sia dal premier
Silvio
Berlusconi sia dalla Protezione civile.
Pochi giorni fa, in questo piazzale asfaltato di fresco, sono
arrivati i vigili urbani che hanno ordinato la rimozione del
tendone. La chiesa di Sant’Elia è danneggiata dal terremoto. La
chiesetta di legno che sta sul piazzale accanto alla statale 17 è
troppo piccola per le celebrazioni comunitarie. E adesso, anche
questo tendone bianco, che il vento agita di qua e di là, è di
troppo. «Siamo davvero stupiti di questa decisione da parte del
Comune», spiega uno dei parrocchiani più arrabbiati. «Adesso questa
frazione è numericamente cresciuta, visto che molta gente è tornata
qui nelle case agibili e che tanti nuovi residenti sono stati
accolti negli alloggi del progetto Case. Visto che non c’è un luogo
di culto abbiamo fatto affidamento, finora, su questo tendone.
Ma adesso i vigili urbani ci hanno detto che è abusivo perché non c’>
è l’autorizzazione a occupare una parte del piazzale. Dicono alcuni
che sarebbe solamente un problema di parcheggi ma io dico che di
posti per la macchina, sotto agli alloggi del piano Case, ce ne
sono in grande quantità. È ridicolo che dia fastidio questo tendone
e non le tante brutture che stanno nascendo come funghi in città e
in periferia». A Sant’Elia la battaglia per la tenda-chiesa è
soltanto all’inizio. «Abbiamo proposto», racconta un altro
residente, «che il tendone venga spostato all’interno dello spazio
che fino a qualche mese fa ospitava il campo di accoglienza.
Abbiamo ottenuto l’ok anche dal proprietario del terreno. Ma su
questo il Comune non ha dato risposte. Il tendone è asportabile in
qualsiasi momento. Non riusciamo a capire che fastidio possa dare
una struttura dove la nostra comunità si è ritrovata unita, nelle
feste di Natale e nelle cerimonie della domenica».
COPPITO 3. Vogliono la loro chiesa anche i
residenti nel nuovo quartiere di Coppito 3. Molte persone,
soprattutto anziane e senza macchina, impossibilitate, pertanto, a
raggiungere la chiesa, anche questa provvisoria, all’ingresso del
paese, chiedono un luogo dove pregare vicino alle nuove case. La
richiesta è stata avanzata al parroco
don Giuseppe
Gianiorio il quale si sta prodigando per cercare di
sistemare una chiesa provvisoria, forse anche in questo caso un
tendone, in un’area limitrofa all’insediamento del piano
Case.
(08 febbraio 2010)