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lunedì 22.03.2010 ore 00.53
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Via la tenda-chiesa: è abusiva

Sant’Elia, i vigili ordinano la rimozione di una struttura provvisoria
di ENRICO NARDECCHIA
L’AQUILA. «Di tante casette, capanne e baracche più o meno abusive, sorte ovunque, nell’Aquila del post-terremoto, ora il problema è la tenda-chiesa di Sant’Elia». Fabrizio scuote la testa mentre si segna entrando nello spazio bianco dove sta per cominciare la messa.
Sant’Elia, area progetto Case, domenica mattina. Il parroco don Mauro Orrù e don Corrado De Paulis, che gli dà una mano, si apprestano a celebrare su un altare improvvisato. Sì, improvvisato. Proprio come quel progetto che non ha previsto, nelle 19 aree del piano Case, un luogo di culto per i fedeli cattolici. Contrariamente a quanto dichiarato in più di un’occasione sia dal premier Silvio Berlusconi sia dalla Protezione civile.

Pochi giorni fa, in questo piazzale asfaltato di fresco, sono arrivati i vigili urbani che hanno ordinato la rimozione del tendone. La chiesa di Sant’Elia è danneggiata dal terremoto. La chiesetta di legno che sta sul piazzale accanto alla statale 17 è troppo piccola per le celebrazioni comunitarie. E adesso, anche questo tendone bianco, che il vento agita di qua e di là, è di troppo. «Siamo davvero stupiti di questa decisione da parte del Comune», spiega uno dei parrocchiani più arrabbiati. «Adesso questa frazione è numericamente cresciuta, visto che molta gente è tornata qui nelle case agibili e che tanti nuovi residenti sono stati accolti negli alloggi del progetto Case. Visto che non c’è un luogo di culto abbiamo fatto affidamento, finora, su questo tendone.

Ma adesso i vigili urbani ci hanno detto che è abusivo perché non c’> è l’autorizzazione a occupare una parte del piazzale. Dicono alcuni che sarebbe solamente un problema di parcheggi ma io dico che di posti per la macchina, sotto agli alloggi del piano Case, ce ne sono in grande quantità. È ridicolo che dia fastidio questo tendone e non le tante brutture che stanno nascendo come funghi in città e in periferia». A Sant’Elia la battaglia per la tenda-chiesa è soltanto all’inizio. «Abbiamo proposto», racconta un altro residente, «che il tendone venga spostato all’interno dello spazio che fino a qualche mese fa ospitava il campo di accoglienza. Abbiamo ottenuto l’ok anche dal proprietario del terreno. Ma su questo il Comune non ha dato risposte. Il tendone è asportabile in qualsiasi momento. Non riusciamo a capire che fastidio possa dare una struttura dove la nostra comunità si è ritrovata unita, nelle feste di Natale e nelle cerimonie della domenica».


COPPITO 3. Vogliono la loro chiesa anche i residenti nel nuovo quartiere di Coppito 3. Molte persone, soprattutto anziane e senza macchina, impossibilitate, pertanto, a raggiungere la chiesa, anche questa provvisoria, all’ingresso del paese, chiedono un luogo dove pregare vicino alle nuove case. La richiesta è stata avanzata al parroco don Giuseppe Gianiorio il quale si sta prodigando per cercare di sistemare una chiesa provvisoria, forse anche in questo caso un tendone, in un’area limitrofa all’insediamento del piano Case.
(08 febbraio 2010)
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