Una nuova forte scossa nella serata di lunedì
Inagibile il 30% degli edifici all'Aquila
Sfollati, freddo e vento aggravano l'emergenza
Prosegue senza interruzioni lo sciame sismico in Abruzzo. In serata
sono state quattro le scosse, di cui l'ultima, la più violenta, di
magnitudo 4,9 con epicentro localizzato in un punto vicinissimo al
lago di Campotosto. In serata c'erano state altre tre scosse: la
prima, delle 21.09, ha fatto registrare una magnitudo di 3.8, la
seconda alle 21.17 ha avuto una magnitudo di 3.5 la terza alle di
magnitudo 3.0, è stata registrata alle 22.08 nel distretto sismico
Aquilano.
Durante tutta la giornata di lunedì i sismografi hanno registrato
scosse in cinque distretti sismici diversi: tre nell'Aquilano, due
nella Valle dell'Aterno, uno nel Gran Sasso, uno nei Monti della
Laga, uno nel Velino-Sirente, con una profondità variabile dai 9
agli 11,1 chilometri.
Maltempo
Intanto il maltempo aumenta l'emergenza nelle tendopoli
nelle quali sono rifugiati i terremotati all'Aquila e nel suo
circondario. Da questa mattina un forte vento, con pioggia a
tratti, sta interessando gran parte dell'area disastrata. Questo
rende necessario, per gli uomini della Protezione Civile e i
volontari, accelerare le operazioni di completamento delle
strutture con la fornitura di tutte le attrezzature che le rendano
sufficientemente autonome. In particolare, la prima emergenza
riguarda il completamento e la fornitura di coperte e di stufe da
riscaldamento per far fronte all'emergenza freddo.
"Mancano le stufette"
Sono le 10:20 e da Campotosto arriva un appello: "Qui a
duemila metri di altezza la temperatura è di appena due gradi. Una
bufera di vento pioggia e neve ha spazzato via la tenda più grande
che accoglieva gli abitanti del paese sul lago" ha detto per
telefono Giovanna De Angelis, vicesindaco di questo paese di 700
anime che si è ritorvato sull'epicentro del terremoto. L'appello è
rivolto alla Protezione civile e ai vigili del fuoco che nel
frattempo stanno arrivando sul posto per aiutare questa povera
gente. Ma in tutta l'area vastissima dei paesi terremotati il tempo
è davvero inclemente.
Emergenza per il maltempo nelle zone di Barisciano, San Demetrio,
Villa Sant'Angelo dove piove a dirotto. La gente sta vivendo nel
fango. Da San Biagio arriva un altro appello: "Qui non abbiamo le
stufette".
Al momento, segnala la Protezione civile, le criticità maggiori
sono registrate dai comuni montani dove sono in arrivo stufe e
coperte, mentre all'Aquila si stanno implementando i servizi per
migliorare i campi e si porta ghiaia per arginare i disagi creati
dal fango. Alcune tende mostrano inoltre problemi di impermeabilità
e la macchina dei soccorsi è al lavoro per sostituirle.
In corso le verifiche sugli edifici. Il 30% sono inagibili
Il 30% di edifici inagibili, il 50% agibili e il 20% parzialmente
inagibili ma su cui si può intervenire con interventi minimi. E' il
bilancio che emerge da circa un migliaio di verifiche di agibilità
e stabilità sugli edifici dell'Aquila e della provincia effettuati
in questi giorni. Al momento, ha spiegato il dirigente della
Protezione Civile, Titti Postiglione, si è proceduto seguendo un
unico criterio: cinturare i centri storici, dell'Aquila e dei paesi
della provincia che hanno subito i danni maggiori e rimandare a un
secondo momento le verifiche su queste zone, mentre si è iniziato
dalle strutture delle zone periferiche e semicentrali del capoluogo
abruzzese e degli altri centri. Ed è da queste verifiche che è
emerso che il 30% degli edifici non sarà più agibile.
L'Aquila
All'Aquila alla fontana luminosa è stato allestito un
posto dei Vigili del Fuoco, un banchetto per organizzare il
recupero dei beni. C'è una lunga fila di gente con borsoni e
trolley in quella che era la stazione dei bus che aspetta di essere
accompagnata nelle case danneggiate per recuperare il possibile. I
vigili prendono i dati e poi chiamano un nucleo familiare per volta
e accompagnano una sola persona nelle case. Per il recupero degli
animali domestici bisogna andare al comando dei vigili del fuoco
vicino alla questura.
A scuola nelle tende a Poggio Picenze