Un’altra beffa per la ricostruzione
La Cgil: «Gli aquilani dovranno anticipare i soldi per riparare le case»
di Giampiero Giancarli
L’AQUILA. «Gli aquilani terremotati dovranno
anticipare i soldi per fare riparare le loro abitazioni di
categoria B e C danneggiate dal sisma. Come faranno non lo so ma le
norme di esecuzione sono chiare». A lanciare l’allarme è il
segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, il quale si
dice sorpreso da quanto risulta dagli atti ed è sempre più dubbioso
che sia questa la strada giusta della ricostruzione del capoluogo
di regione. «Qui non ci sono equivoci o malintesi», osserva il
sindacalista, «basta leggere gli indirizzi per l’esecuzione degli
interventi per la riparazione di elementi non strutturali nelle
case che seguono l’ordinanza del consiglio dei ministri. Tra gli
atti che occorre possedere al fine di riscuotere il contributo
statale (alla lettera C dell’articolo 10) si evidenzia come sia
necessario esibire documenti attestanti l’avvenuto pagamento delle
fatture».
«Non credo», aggiunge Trasatti, «che queste norme debbano essere
interpretate essendo fin troppo chiare. La conseguenza è che la
gente dovrà anticipare i soldi e non penso che ci siano molti
nostri concittadini in grado di cacciare subito decine di migliaia
di euro visto che in alcuni casi le riparazioni saranno davvero
molto esose: in tante case, per quanto sane sotto il profilo
strutturale, oltre a cadere gli intonaci sono crollate intere
pareti interne. Mi chiedo come si pensa che della gente terremotata
possa anticipare somme considerevoli posto che molti lavoratori
hanno stipendi di appena mille euro e altrettanti sono in cassa
integrazione oppure addirittura hanno perso del tutto il posto di
lavoro».
E tutto questo anche a fronte della richiesta di altra
documentazione complessa. Infatti il sindacalista aggiunge che è
previsto tra gli atti obbligatori per ottenere i rimborsi anche «un
rapporto fotografico dello stato successivo ai lavori e delle fasi
lavorative con relativa planimetria in cui sia indicato il punto di
vista di ciascuna immagine fotografica». Si tratta, a detta di
Trasatti, di documentazioni il cui reperimento avrà un ulteriore
costo visto che si tratta di operazioni certosine e complesse che
potranno fare solo i professionisti vista la loro rilevanza.
Ma il sindacalista fa anche delle considerazioni più generali. «Se
le normative di attuazione, sottoscritte dallo stesso Guido
Bertolaso» osserva Trasatti, «non verranno modificate in maniera
sostanziale la gente nelle case non ci potrà tornare. Al di là
delle anticipazioni che il governo chiede agli sfollati sembra di
vedere che si sta andando avanti con estrema lentezza e
difficilmente i tempi di rientro potranno essere rispettati. L’i
mpressione è che in parecchi saranno costretti a restare negli
hotel della costa o nele tende ancora a lungo. Se poi dovremo
restituire le tasse e subire il regime fiscale che sembra
ineludibile allora potremo perdere qualsiasi speranza che la città
possa tornare alla normalità. Agire in questo modo mi fa pensare,
per assurdo, quasi che si sia pianificato involontariamente un modo
per far scappare gli aquilani dalla città».
(27 luglio 2009)