Trenta scosse accolgono i Grandi
Faglie «sorvegliate speciali» nella sala Ingv: cento esperti sono al lavoro.
di Roberto Raschiatore
L’AQUILA. Il brontolio della terra continua anche
sotto i piedi dei Grandi. Una trentina le scosse registrate dai
sensori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - con
magnitudo variabili da 1 a 2.8 - durante la prima giornata del
vertice. La scossa con epicentro più vicino alla scuola-fortezza
della Finanza è avvenuta alle 18,05 e ha avuto una magnitudo 2.0.
Ma in pochissimi l’hanno avvertita. Gli altri movimenti tellurici
hanno interessato le faglie dei monti Reatini (alle 3,35 la scossa
più forte con intensità 2.8), della Valle dell’Aterno e del Gran
Sasso. Con l’inizio del vertice l’Istituto nazionale di geofisica
non ha potenziato i rilevatori sul territorio - dopo il terremoto
del 6 aprile ne sono stati piazzati novanta in più in un raggio di
trenta chilometri - ma ha deciso di fare previsioni probabilistiche
giornaliere dei terremoti.
Anche in un’area di dieci chilometri quadrati attorno alla caserma
di Coppito. Lavori e studi che confermano quanto il terremoto sia
un «sorvegliato speciale» nei giorni del G8. Nella sala allestita
all’interno del centro lavora un centinaio di ricercatori su tre
turni, oltre a un dirigente presente anche di notte. Su un grande
monitor vengono segnalate tutte le scosse dal 6 aprile: oltre
32mila puntini di differenti colori distribuiti da Rocca di Mezzo
ad Amatrice, passando per la Valle dell’Aterno e L’Aquila. «La
situazione è sostanzialmente invariata», ha sottolineato Warner
Marzocchi, responsabile dell’attività di ricerca relativa alle
previsioni probabilistiche dell’Ingv, «gli aggiornamenti
giornalieri sono previsti fino a venerdì, dopodiché si valuterà se
proseguire con le previsioni quotidiane o passare alle previsioni
settimanali.
Previsioni quotidiane si sono fatte, per esempio, nel periodo
immediatamente successivo al terremoto del 6 aprile e sono riprese
recentemente, dopo la scossa di magnitudo 4.5 del 22 giugno. Nel
raggio di dieci chilometri attorno alla caserma di Coppito le
probabilità di una scossa di magnitudo 4 sono comprese fra il 10 e
l’11%. E quelle di un terremoto più intenso, di magnitudo 5, sono
dell’1%». Percentuali che non dovrebbero allarmare neanche le
delegazioni presenti al vertice mondiale. Su tutte quella degli
Stati Uniti. Proprio ieri Robert Gibbs portavoce della Casa Bianca
ha rilasciato dichiarazioni in tal senso.
«Non abbiamo sentito alcuna preoccupazione espressa dal nostro
servizio segreto», sottolinea Gibbs, «ovviamente non faremo all’A
quila niente che possa esporre al pericolo qualcuno della
delegazione. Inoltre, sono stati elaborati numerosi piani di
emergenza per fronteggiare una eventualità del genere. Ma non sono
a conoscenza di particolari preoccupazioni in materia». Dovrebbe
lasciare tranquilli, per ora, anche lo studio dell’Ingv, curato da
Marco Anzidei, che è in via di pubblicazione sulla rivista
scientifica internazionale «Geophysical research letters». Studio
che dimostrebbe che nella zona dell’Aquila si verifa una forte
scossa ogni cento anni.
(09 luglio 2009)