Tornano gli uffici del Consiglio
Pagano: impegno rispettato. Chiodi: ora una stagione di riforme
di Antonio De Frenza
L’AQUILA. Per mesi hanno lavorato nei
container parcheggiati vicino all’Emiciclo. Da ieri impiegati e
funzionari del Consiglio regionale sono tornati negli uffici,
recuperando «un brandello di faticosa normalità», come ha
sottolineato il presidente Nazario Pagano.
«Se L’Aquila non fosse una città ancora ferita, se in altri 48
Comuni non si facesse la conta dei danni subiti a causa del
terremoto; se i nostri animi fossero sereni e sollevati, oggi
sarebbe una festa», ha commentato Pagato acccompagnando il
governatore
Gianni Chiodi, il ministro degli
Affari regionali
Raffaele Fitto, i presidenti dei
Consiglio di Campania e Provincia autonoma di Trento
Sandra
Lonardo e
Giovanni Kessler, negli spazi
recuperati del Consiglio e tra le immagini della mostra “Il
coraggio della speranza”.
Cerimonia sobria, composta, per celebrare anche «un impegno
rispettato con la città e con i nostri collaboratori», ha aggiunto
Pagano. Quello cioè di non abbandonare il capoluogo, neanche in via
temporanea, utilizzando la sede di Pescara. Un decisione rispetto
alla quale Pagano non ha mai voluto transigere, neanche di fronte
alle obiettive difficoltà nell’organizzazione dei lavori dell’a
ssemblea: «Il Consiglio ha continuato a svolgere la propria
attività all’Aquila, unica istituzione funzionante in tutto il
centro della città insieme alla Banca d’Italia. Ora nel più breve
tempo tecnico possibile torna negli uffici del palazzo principale,
recuperato all’agibilità con ritmi di lavoro pesantissimi».
Per il ministro Fitto la riapertura del Consiglio conferma «quanto
sia stato fatto in questi sei mesi e soprattutto l’idea sempre più
netta e chiara che si vuole proseguire su una strada di ritorno
alla normalità».
Secondo il ministro, «il Consiglio regionale che torna a funzionare
dà anche la possibilità di avviare riflessioni collegate alla
ripresa del lavoro legislativo su tematiche che devono, oltre all’e
mergenza terremoto, far ritornare alla normalità l’Abruzzo e sulle
quali credo sia sempre più indispensabile avviare un confronto tra
governo e istituzioni regionali».
Chiodi ha infine annunciato la «stagione di importanti riforme» che
attende l’attività del Consiglio. «In 180 giorni all’Aquila», ha
aggiunto il presidente «abbiamo fatto un piccolo miracolo,
lasciatemi passare il termine. Nessuno pensava che, in così poco
tempo, si potesse costruire una piccola città, perché 15.000
persone con un tetto rappresentano davvero una piccola città.
Nessuno, dopo il 6 aprile, avrebbe scommesso sulla possibilità di
aprire le scuole alla ripresa dell’anno scolastico. Se consideriamo
che nel primo mese abbiamo dovuto occuparci nell’immediato di
fornire assistenza e ricovero in una fase di emergenza, è evidente
come, in così poco tempo, sia stato fatto un lavoro eccezionale».
(07 ottobre 2009)