Tasse, stangata confermata
La rabbia di Cialente: noi umiliati dal governo
di Enrico Nardecchia
L’AQUILA. Parla di terremotati, sì, il decreto
anticrisi. Ma di quelli di Marche e Umbria e di Foggia e Campobasso
del 2002, stabilendo una data certa, il 16 ottobre, entro la quale
ripagare le tasse senza sanzioni. Nessuna proroga per il caso
Abruzzo nel decreto che oggi si vota alla Camera, dove il governo
ha posto la questione di fiducia. Sfiducia, invece, è quella degli
amministratori aquilani.
TASSE SÌ. Il sindaco
Massimo
Cialente aspettava il maxi-emendamento che avrebbe dovuto
affrontare la questione. L’attesa dura un giorno intero e a sera il
sindaco si lascia andare a uno sfogo amaro.
«Nonostante le rassicurazioni e le promesse da parte del
presidente del Consiglio e del governatore
Chiodi,
con l’odierno decreto, su cui il governo pone la fiducia, i
cittadini aquilani e dei Comuni colpiti dal sisma torneranno a
pagare le tasse dal primo gennaio 2010 e restituiranno, in soli due
anni, quanto non corrisposto in questi terribili mesi. Una scelta
ben diversa rispetto a quanto il nostro paese ha ritenuto di dover
fare in altri casi di sismi devastanti o catastrofi naturali e a
quanto lo stesso governo ha deliberato fino allo scorso novembre
per il Molise e la provincia di Foggia». Secondo
Cialente, «nel 2010 la città dell’Aquila sborserà
700milioni di euro di tasse. I cittadini pagheranno, così, di tasca
propria la costruzione delle case che, nel mese di agosto,
Berlusconi verrà personalmente a coccolare. E nel 2011 pagheremo un
altro bel pezzo di ricostruzione. Un comprensorio fantasma,
distrutto completamente, per questo governo e per questa
maggioranza parlamentare, e dunque per l’intera Italia, è tornato
nella normalità. Per questo dico che, con gi altri sindaci del
cratere, devo affermare che ci sentiamo abbandonati. Ma accanto al
dolore e alla rabbia vi è la profonda umiliazione di un gruppo di
sindaci di questo pezzo d’Italia che cercano di spiegare al resto
del paese che il problema non è che non vogliono pagare le tasse,
ma che sono nell’oggettiva impossibilità di farlo. Credo che questa
umiliazione non ce la meritassimo, soprattutto dopo la compostezza
dimostrata, pur sapendo di questo iniquo provvedimento, in
occasione del G8 che, sebbene ci abbia visto relegati al ruolo di
comparse, si è svolto in un clima di grande serenità».
Cialente, pronto a restituire la fascia
tricolore, che non significa dimissioni, nelle mani del capo dello
Stato, insieme agli altri sindaci del cratere, passa al
contrattacco. «Come sindaco della città capoluogo esprimo profonda
indignazione anche per il comportamento di alcuni esponenti del
centrodestra che, senza capire nulla del dramma che stiamo vivendo
e dando una lettura in termini di schieramenti, impensabile in
questo momento, ha accusato me e altri sindaci di fare sceneggiate.
A costoro, in particolare al capogruppo Pdl in Regione Gianfranco
Giuliante, chiedo maggiore rispetto per i cittadini e che, almeno
per le conferenze stampa in cui attacca il Comune, venga all’Aquila
anziché restare a Pescara, dove alberga da tre mesi, in modo,
magari, di rendersi conto della situazione».
L'AMAREZZA DI LOLLI. «Discorso finito», questo il
commento a caldo del parlamentare aquilano del Partito democratico
Giovanni Lolli. «Le promesse e le rassicurazioni a questo punto
diventano insopportabili. Il decreto anticrisi dice che servono i
soldi delle tasse degli sfollati aquilani. Le proteste e le
sollecitazioni dei giorni scorsi che sono partite dal nostro
territorio evidentemente non hanno smosso la coscienza di questo
governo. A questo punto, nonostante l’amarezza, dobbiamo tornare a
far sentire forte la nostra protesta». Non si esclude che, nei
prossimi giorni, possa riprendere forma il dissenso dei comitati
civici sorti allo scopo di vigilare sulla ricostruzione.
EPICENTRO SOLIDALE. Secondo Stefano Frezza
(Epicentro solidale), «stiamo per arrivare all’ora X. Allora tutti
gli aquilani assisteranno all’enorme bluff di Berlusconi e del suo
governo. Come reagiranno i nostri concittadini quando
comprenderanno che gran parte di coloro che hanno le case inagibili
non troveranno posto nelle case che stanno costruendo nei 18 siti
individuati nel comprensorio? In questi giorni in cui si stanno
redigendo i criteri per l’assegnazione dei nuovi alloggi diciamo
chiaro che l’unico criterio possibile che gli aquilani vogliono
ascoltare è quello di assicurare un alloggio a tutti coloro che non
potranno rientrare in casa il prossimo autunno. Avevamo detto fin
da subito che i conti relativi ai nuovi alloggi e alla copertura
finanziaria del decreto sulla ricostruzione erano completamente
sbagliati. I nostri concittadini, per di più confusi da un’a
mministrazione incapace di spiegare e informare sull’evolversi
delle politiche della ricostruzione, stanno perdendo la pazienza e
non vorremmo che la rabbia, a lungo repressa, sfoci in atti di
violenza incontrollata. Quanto alle tasse, la decisione di
respingere la possibilità, per i cittadini colpiti dal terremoto,
di restituirle in un periodo più lungo, e di posticipare la data di
inizio di tale recupero, la dice lunga sulle reali intenzioni del
governo. Ci auguriamo che le forti contestazioni subite da
Bertolaso durante la giornata della creatività siano solo l’inizio
di una piena presa di coscienza di tutti gli aquilani».