Tasse, indennizzi e zona franca: l’intesa
Varie mozioni in un documento unitario
Nel provvedimento sospensione delle tasse, zona franca e congelamento dei tagli nella scuola
Il parlamentare del Pd, Giovanni Lolli
L’AQUILA. Una prima mozione «targata» Pd, alla
quale se ne sono via via aggiunte altre sia di opposizione che di
maggioranza. Così, anche dietro invito del Governo, tutte le parti
in campo - a partire proprio dal Pd - hanno lavorato per riunire le
diverse mozioni in un documento unitario che approderà oggi in
Parlamento. Un impegno, per l’esecutivo, a dare soluzioni a
questioni prioritarie legate all’emergenza terremoto: si va dalla
sospensione delle tasse alla zona franca, fino al congelamento dei
tagli nella scuola.
A illustrare i contenuti della mozione unitaria, senza
dimenticare però «le grandi questioni tagliate fuori», è stato il
deputato del Partito democratico
Giovanni Lolli,
che ha tenuto una conferenza stampa insieme al segretario
provinciale
Michele Fina, al sindaco dell’Aquila
Massimo Cialente, al suo vice
Roberto
Riga e alla presidente della Provincia
Stefania
Pezzopane. «Il nostro unico interesse è quello di
risolvere i problemi gravissimi che questa realtà si trova ad
affrontare. Per questo» ha esordito Lolli «abbiamo accettato di
lavorare sulle diverse proposte presentate per arrivare a un
documento condiviso. Non è stato possibile inserire tutto ciò che
chiedevamo - questioni sulle quali, però, non molleremo - ma le
misure previste sono comunque importantissime».
Il documento affronta in primo luogo il capitolo delle tasse «per
le quali è prevista una ulteriore sospensione. Non c’è una data» ha
chiarito Lolli «ma per la restituzione la mozione impegna il
governo a riservare ai nostri terremotati lo stesso trattamento
usato per la gente dell’Umbria e delle Marche».
Quindi la questione dgli indennizzi, riconosciuti solo per i primi
120 giorni. Nella mozione si chiede la proroga, così come per l’e
rogazione degli 800 euro mensili per i collaboratori di attività
coordinate e continuative che non hanno ancora ricominciato a
lavorare. Buone nuove anche per quel che riguarda la zona franca.
«Viene chiesto al Cipe di fissare la perimetrazione della zona
franca per la quale sono previsti solo 45 milioni di euro. Una
somma che si chiede di portare a non meno di 300 milioni». Il
documento interviene anche per bloccare i tagli al personale della
scuola: 330 i posti a rischio nella provincia dell’Aquila. Un
provvedimento che va sospeso. Quindi, la questione dell’Università
con la richiesta al Cipe dello sblocco dei fondi per gli alloggi
degli studenti.
Nel documento unitario c’è anche il capitolo riservato alle
famiglie delle vittime del terremoto e alle persone che hanno
riportato danni invalidanti. Per loro ci sarà un trattamento
economico equiparato a quello riservato alle vittime di incidenti
sul lavoro. Il sì alla mozione aprirà la strada anche alla
maggiorazione delle indennità per i vigili del fuoco. «Ultima, ma
non meno importante» ha chiarito Lolli «la richiesta di trasparenza
assoluta sui fondi destinati al terremoto».
Sin qui il «cosa c’è» nella mozione. Quindi la parte dolente,
ovvero le questioni irrisolte. A cominciare dal problema delle
seconde case, per lo più escluse dai contributi, e di quelle
appartenenti ai non residenti. «Su questo» ha detto Lolli
«continueremo a dar battaglia perché, stando così le cose, non
riusciremo a ricostruire L’Aquila e il suo comprensorio. Serve poi
una legge per i centri storici e una nuova norma che fissi regole e
ruoli della governance». Infine la questione dei rimborsi ai Comuni
- che altrimenti rischiano il dissesto - per i mancati introiti.
Cosa questa sulla quale, è stato chiarito nel corso della
conferenza stampa, la trattativa non è ancora chiusa.
Lolli ha poi precisato che «molti dei contenuti della mozione
dovranno finire nella Finanziaria. Alcuni provvedimenti saranno,
invece, applicabili attraverso delle ordinanze. Ciò che dobbiamo
fare, anche in Parlamento, è un’operazione di chiarezza, perché
sono in molti a ritenere che qui va tutto bene. Che gli aquilani
sono rientrati tutti a casa e che la città è tornata ad essere
quella di prima».
(
m.m.)
(13 ottobre 2009)