Sul tetto della clinica a oltranza
I dipendenti senza stipendio si danno il cambio, oggi arriva Angelini
di Roberto Raschiatore
AVEZZANO. «Cos’è la disperazione? Guardare il
proprio figlio che sta scrivendo la lettera di Natale e dire: quest’
anno niente regali. Perché Babbo Natale è papà, mamma la Befana,
non esistono. I soldi non ci sono. Questa è disperazione.
Infrangere anche i sogni dei figli».
La disperazione la incontri negli sguardi di
Monica,
Luisa,
Nazzareno,
Giuliana e
Iolanda. I cinque dipendenti della casa di cura
Santa Maria saliti sul tetto dell’edificio, a venti metri d’a
ltezza, perché da sette mesi non prendono un euro di stipendio.
Come altri 80 colleghi della clinica. Come tutti i 1.618 dipendenti
del gruppo Villa Pini. In serata i cinque scendono, infreddoliti.
Sulla Santa Maria salgono altri cinque. Passano un’altra notte di
proteste al gelo, in tre tende. Un’alternanza che è però un segnale
preciso: «Da qui non ce ne andiamo, manifesteremo a
oltranza».
I dipendenti sul tetto, avvolti in coperte di lana, accettano di
parlare col cronista del Centro. «Vogliamo risposte scritte, la
certezza del lavoro e quella di ricevere gli stipendi», affermano,
«la Regione deve prendere una decisione. Siamo stanchi di promesse,
attese, incontri con gli stessi politici che adesso sfilano qui
sotto. E qualcuno si tolga dalla mente che siamo manovrati da
Angelini. Ci troviamo qui perché siamo esasperati.
Perché abbiamo mutui da pagare, bollette in scadenza, banche che
vogliono riprendersi le nostre case. Perché abbiamo infranto i
sogni dei nostri figli ai quali non possiamo garantire neanche da
mangiare. Perché non possiamo più tirare avanti. Alcuni nostri
colleghi sono finiti in cura psichiatrica. Malgrado ciò abbiamo
continuato a lavorare con l’entusiasmo di sempre, come possono
testimoniare gli stessi pazienti. Siamo saliti sul tetto della casa
di cura dopo aver letto sul giornale l’ennesima risposta non
risposta dell’assessore regionale alla Sanità,
Venturoni. Abbiamo preso una scala e ci siamo
arrampicati. I nostri colleghi ci aiutano, portano bevande e
viveri, coperte e stufe. Abbiamo deciso di alternarci per garantire
un minimo di sicurezza, come chiesto dalla polizia. Ma non ce ne
andremo da qui almeno fino a martedì, quando è previsto il
consiglio regionale. Qualche medico c’ha detto: voi siete pazzi. Sì
siamo pazzi, stanchi e affamati».
Al termine di un’assemblea, ieri pomeriggio, è stato stilato un
elenco con le richieste che domani alle 17 saranno sul tavolo del
prefetto
Franco Gabrielli. Oggi, invece, è
previsto l’arrivo del «re delle cliniche». Vincenzo Angelini,
contattato telefonicamente, ha annunciato che sarà ad Avezzano nel
primo pomeriggio.
(16 novembre 2009)