Sanitopoli, Angelini in procura contro Redigolo
L’ex commissario convocato in Procura, denunciato perché tagliò alla clinica i soldi "non dovuti". I retroscena sui no dei manager veneti Salvataggio disperato, rischio di crack
di Maurizio Piccinino
PESCARA. Hanno rinunciato in due e pur di restare
distanti dalle tormentate vicende finanziarie e giudiziarie del
Gruppo Villa Pini hanno detto no all’incarico di commissario
giudiziario di Villa Pini.
Prima l’ex commissario di governo per la sanità Gino Redigolo e
poi l’ex manager della Asl di Padova, Ugo Zurlo che ha visto le
carte ed ha chiuso il fascicolo sospirando un “non c’è nulla da
fare”. Il salvataggio della clinica privata pare dunque una
missione impossibile, e ogni giorno si rafforza l’ipotesi più certa
che è quella del fallimento. Le due vicende però meritano di essere
raccontate e sono un ulteriore spaccato della crisi della sanità
regionale e dei suoi riflessi opachi. A unire i casi di Redigolo e
di Zurlo è un fatto: entrambi si erano mostrati sensibili e pronti
a intervenire accettando, essendo manager con anni di esperienza
nel lavoro di controllo e risanamento di Asl in crisi, l’incarico
del procuratore Pietro Mennini capo della procura di Chieti che
indaga per bancarotta la famiglia Angelini proprietaria del gruppo
sanitario Villa Pini di Chieti.
Poi d’improvviso il dietro front dei due manager esperti in
materia di sanità provenienti entrambi dal Veneto dove la sanità
funziona. A mettere fuori gioco Redigolo è stata una denuncia della
famiglia Angelini titolare del gruppo sanitario che ha presentato
un esposto alla procura di Pescara accusando il commissario di
governo per il piano anti deficit dell’Abruzzo, di essersi
allineato con la Regione nel contenzioso che vede Villa Pini contro
la giunta Chiodi.
Secondo i vertici della clincia la Regione deve ad Aneglini decine
di milioni di euro, mentre la giunta regionale forte dei controlli
delle Commissioni ispettive permanenti fatti dal 2005-07 della ex
giunta Del Turco che ha decurtato a Villa Pini 66 milioni di euro,
ha bloccato i pagamenti come soldi non dovuti.
Così Redigolo si è trovato nell’impossibilità di essere nel
contempo l’alto funzionario che blocca i soldi e quello che, nel
ruolo di Commissario giudiziario, mette Angelini da parte e
provvede al rilancio dell’azienda.
Tra l’altro Redigolo proprio per questo contenzioso e per la
denuncia subita da Villa Pini è stato chiamato a fine dicembre
dalla procura di Pescara titolare della inchiesta su Sanitopoli che
ha portato agli arresti l’ex presidente Del Turco e altre 9 persone
per presunte tangenti pagate da Angelini, come persona informata
dei fatti.
Redigolo non ha potuto far altro che gettare la spugna e
rinunciare alla richiesta del procuratore Mennini. L’ex
commissario, infatti, si è posto un problema di compatibilità,
chiamandosi fuori.
Nel caso del manager Ugo Zurlo invece il passo indietro è nato
dopo aver visionato alcuni documenti contabili del gruppo. Agli
amici ha confidato che un manager, anche in presenza di situazioni
difficili, è sempre pronto a rivitalizare e trovare le connessioni
giuste per il rilancio di una impresa, ma nel caso del Gruppo Villa
Pini la situazione era di una tale difficoltà da lasciarlo
«sgomento» con situazioni patrimoniali «preoccupanti».
Così anche Zurlo dopo aver annunciato di accettare l’incarico ha
detto di no.
Ora toccherà al commissario giudiziario Sergio Cosentino prendere
in mano la situazione. Cosentino sabato scorso ha avuto l’appoggio
e il riconoscimento dei sindacati per «il clima sereno e la
disponibilità immediatamente mostrata», si è messo al lavoro,
attenderà fino all’udienza fallimentare del 9 febbraio, poi se si
arriverà al fallimento del gruppo ed avrà l’incarico di giudice
fallimentare, andrà avanti cerecando di salvare il salvabile.
«Ho solo un obiettivo», ha detto al Centro il giorno dell’incontro
con i sindacati, «ridare fiducia e speranza di lavoro alle
centinaia di dipedenti senza stipendio da nove mesi, depurare l’a
zienda dai debiti e vedere se riuscirà a ripartire di nuovo».
(01 febbraio 2010)