Premio Borsellino, volano pugni
Aggredito Nodari, contestata la presenza di Gasparri come relatore
di Paola Aurisicchio
PESCARA. La giornata dedicata alla legalità, con
Maurizio Gasparri ospite del Premio Borsellino, viene macchiata da
presunte aggressioni e polemiche. L’organizzatore Leo Nodari dice
di essere stato colpito con un pugno nel parcheggio della
Provincia, a due passi dalla vibrata protesta sostenuta a distanza
da Salvatore Borsellino, che invita Nodari «a non mischiare sacro e
profano». E’ la fotografia della mattinata convulsa scatenata ieri,
intorno alle 10, dall’arrivo del presidente dei senatori del Pdl,
Maurizio Gasparri, invitato a parlare al Premio Borsellino, in un
incontro dal titolo «Damanda di giustizia, dovere di verità» nella
sala dei Marmi della Provincia.
Leo Nodari, teramano, promotore del premio nazionale intitolato al
magistrato ucciso e presidente dell’associazione Società civile,
aveva appeno parcheggiato la macchina quando al grido “servo dei
fascisiti” sarebbe stato colpito. «Sceso dall’auto, sono stato
raggiunto da un pugno alla testa che mi ha procurato una ferita e
mi ha rotto gli occhiali», racconta nel pomeriggio, mentre è all’o
spedale di Teramo per un controllo. «Non so chi sia stato, gli
occhiali mi sono caduti e non ho visto bene. Ma ho sporto denuncia
contro ignoti ». Soccorso, Nodari è entrato nella sala dei Marmi
per introdurre il convegno, facendo riferimento all’episodio
accaduto ma invitando ad andare avanti. «Sono amareggiato »,
racconta, «credo che Paolo Borsellino non appartenga a nessuno,
così come la legalità non ha colori. Il premio non merita un gesto
violento e noi, infatti, andiamo avanti, non ci facciamo
intimidire».
Ma mentre all’interno, Gasparri sta parlando alla platea di
studenti, politici e cittadini — «Borsellino, Falcone e molti altri
hanno pagato il prezzo della vita per la loro azione, per la loro
legalità» — dice Gasparri, l’ingresso della Provincia è circondato
da una cinquantina di manifestanti. Tra loro, Maurizio Acerbo,
consigliere comunale Prc, alcuni rappresentanti dell’associazione
Amici di Beppe Grillo ed esponenti dell’Idv. Una manifestazione
pacifica per protestare contro il premio Borsellino e gli invitati.
Nelle mani, i manifestanti stringono una lettera invitata dal
fratello del magistrato ucciso nel 1992, Salvatore Borsellino.
La lettera, diffusa in un video del sito Teramo News in cui a
parlare è proprio Borsellino, dice: «I politici vanno al premio
Borsellino a lustrare la loro squallida immagine accostandola a
quella di un nome che non sono degni di pronunciare. Io e il popolo
delle Agende rosse che mi sostiene nella lotta di resistenza
contestiamo chi vuole strumentalizzare il nome di Paolo Borsellino
utilizzando un premio a lui intitolato per tentare di ripulire la
propria immagine. Mastella ha avuto la decenza di rinunciare all’i
ncontro e lo stesso chiediamo agli altri rappresentanti delle
istituzioni».
«Rivolgo personalmente a Leo Nodari, con il quale ho partecipato a
incontri per la legalità, a non volere per il futuro inseguire
riconoscimenti da parte delle istituzioni mescolando il sacro con
il profano», conclude la video-lettera. Maurizio Acerbo e gli altri
manifestanti sventolano pacati la lettera di Salvatore Borsellino e
facsimili di Agende rosse, in nome di quella scomparsa di Paolo
Borsellino. «Siamo qui per protestare contro un esponente di una
maggioranza di governo che conta nelle sue file personaggi indagati
e condannati per reati connessi alla mafia e che sta conducendo un
attacco all’indipendenza della magistratura ».
Quando tra i manifestanti si sparge la voce dell’aggresione a
Nodari, Acerbo prende le distanze: «Non siamo stati noi. L’i
ncrescioso episodio non ha nulla a che fare con la nostra protesta
pacifica ». Poi, nel primo pomeriggio, quando l’aggressione viene
confermata, il consigliere commenta: «Auspichiamo che siano presto
individuati i responsabili. Il palazzo di governo è dotato di
sistemi di videosorveglianza e sarà facile verificare quanto
accaduto ».
(03 novembre 2009)