Onna, frazione fantasma
La gente parla di 50 morti
"Esattamente alle 11.53 stavo in via dei Calzolai a Onna, in una
via già devastata, distrutta. C'è stata una scossa sussultoria, mi
è caduto un muro a due metri. Ho fatto un salto di venti
centimetri. Qui a Onna è tutto raso al suolo. Davanti a me hanno
recuperato il corpo di una donna di 50, Gabriella, purtroppo è
deceduta. Qui si conoscono tutti e la gente sa chi manca
all'appello. Secondo la gente di qui almeno 50 persone sono morte.
Per arrivare qui ho dovuto camminare per circa 400 metri su un
cumulo di macerie. Incontri delle bambole, dei cassetti, pezzi di
camere da letto, finestre. Davanti a me c'è la devastazione più
assoluta. C'è una casa sventrata con un divano e un tavolo ancora
apparecchiato".
E' il drammatico racconto dell'inviato Lorenzo Colantonio, arrivato
a Onna, una delle zone più colpite dal sisma. La situazione,
nel paesino di 350 anime alle porte della città, è tragica. Sul
posto si trova anche il presidente della Provincia dell'Aquila,
Stefania Pezzopane, che parla di "8 vittime e 20-30 dispersi". "Ci
sono otto cadaveri - racconta - avvolti in lenzuola, nel loro
sudario, stesi su un prato. Fa molto caldo. Sembra uno scenario di
guerra. Mi dicono di moltissime persone sotto le macerie. Questo è
un paese di anziani. Se non arrivano i figli a dire chi è
scomparso, magari nemmeno lo si sa".
"E' una cosa impressionante - aggiunge la presidente della
Provincia - anche perchè qui sono tutte case basse, quindi è stata
una tragedia inaspettata. In piedi è rimasta qualche casa, ma
poche. In piedi è rimasto l'asilo, ad esempio, ma la scuola, no. La
scuola è crollata. Anche il cemento armato ha ceduto. Ora sono
davanti a un palazzo in costruzione. E' crollato anche
questo".
"Anche all'Aquila - racconta Pezzopane - il cemento armato ha
ceduto. Nel palazzo crollato in via XX Settembre, un palazzo in
cemento armato, è morta mia cognata. Sotto le macerie c'è ancora
una delle sue due figlie. Non so dire altro. E' un incubo".
(21 marzo 2010)