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lunedì 22.03.2010 ore 09.44
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Nel reparto di Chirurgia arrivano le Iene

L’inviata di Italia Uno intervista il primario Gidaro. Nadia Toffa a caccia di informazioni sull’anisakis
VIDEO Anisakis, il verme nel pesce crudo
di Laura Venuti
La iena Nadia Toffa e il dottor Giacomo Gidaro
La iena Nadia Toffa e il dottor Giacomo Gidaro
PESCARA. «Le Iene? Sì, ho sentito che ci sono, ma non sono in questo reparto. Uno dei nostri dottori, però, le ha viste stamattina qui al terzo piano», dice un’infermiera del reparto di Chirurgia toracica. «No, qui le Iene non si sono viste, altrimenti me ne sarei accorta» la contraddice sconsolata una cuoca che cammina per i corridoi di Chirurgia 1. «E sa cosa le dico? E’ davvero un peccato. Alcuni sono proprio dei bei ragazzi...». Sfortunatamente per la cuoca che se le è perse, le Iene al terzo piano dell’ospedale ieri mattina c’erano veramente. Ma di iena ce n’ era una sola, ed era una iena femmina, Nadia Toffa, insieme alla sua troupe.
Niente denuncia sociale, o per lo meno nessuna denuncia sociale che riguardi l’ospedale di Pescara o il suo funzionamento: l’i nviata del programma di Italia Uno è arrivata in città sulle tracce di un parassita del pesce crudo, l’anisakis, e di uno dei massimi esperti in Italia di questa larva, il professor Giacomo Gidaro, primario della prima clinica chirurgica di Pescara, che di questo argomento si occupa da anni.

«Stiamo preparando un’inchiesta su questa larva che sta nel pesce crudo» racconta la iena «e cercavamo un medico che potesse raccontarci qualcosa di più. Facendo delle ricerche su internet ho trovato il professor Gidaro e così abbiamo deciso di intervistarlo».

Il professore pescarese è stato contattato circa una settimana fa e ha dato la sua disponibilità alle iene. Nadia Toffa e la sua troupe sono rimasti per circa un’ora e mezza all’ospedale di Pescara. La iena ha intervistato il professor Gidaro che le ha spiegato cos’è l’anisakis e quali pericoli ci sono per chi mangia del pesce che contiene questo parassita. «L’anisakis vive nel pesce crudo» ha spiegato Gidaro seduto davanti al computer nel suo studio «e se non viene eliminato tramite l’abbattimento della temperatura, cioè facendolo stare a -20º per 24 ore oppure cuocendo il pesce, resta vivo. Se l’uomo lo ingerisce rischia l’anisakidosi, cioè una parassitosi che può provocare reazioni allergiche come esantema, orticaria, broncospasmo e addirittura uno shock anafilattico. Nella sua forma acuta l’anisakidosi si autoelimina, ma in quella più grave, la forma cronica, il parassita penetra nella parete intestinale e va eliminata chirurgicamente asportando una parte dell’intestino».

Un caso capitato proprio a una paziente pescarese che aveva mangiato delle alici marinate e si è ritrovata venti centimetri di intestino in meno, asportati chirurgicamente nel 2006 proprio dall’é quipe di Gidaro per eliminare il parassita. Un intervento che venne ripreso e pubblicato sul sito del Centro, e che Gidaro ha mostrato alle telecamere delle Iene.
(04 febbraio 2010)
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