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domenica 21.03.2010 ore 10.03
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Mobilifici, 900 posti in bilico

Aziende senza liquidità, operai in cassa integrazione
TERAMO. In un mese quasi 900 lavoratori in cassa integrazione straordinaria. Un dato che chiude gennaio, mese «horribilis» del settore del legno in provincia di Teramo. I sindacati hanno fatto in questo mese 6 accordi per Cigs in altrettante aziende, per un totale di 870 lavoratori coinvolti.

«In tutte le aziende», spiega Giancarlo De Sanctis, segretario della Filca Cisl, «era finito il periodo di cassa integrazione ordinaria di 52 settimane in due anni. Ora i lavoratori utilizzeranno quella straordinaria per un anno. Poi si spera che accada qualcosa di positivo, altrimenti molti si tramuteranno in licenziamenti. D’altronde le esportazioni sono al minimo, si salvano in parte le aziende il cui mercato di riferimento è in Italia».

De Sanctis parla di un settore del legno in forte difficoltà, a cui si affianca un’edilizia che è nelle stesse condizioni (ma non ha la cassa integrazione straordinaria), mentre l’ambito dei laterizi e manufatti sta leggermente meglio: solo un’azienda, in questo mese, ha fatto ricorso alla Cigs. «Questo 2010 si apre male», aggiunge De Sanctis, «anche chi non fa ricorso alla cassa integrazione ci dice che il mercato è fermo. In parte l’exploit del ricorso agli ammortizzatori sociali è stagionale: gennaio e febbraio non sono mesi di grande attività. Ma è anche vero che prospettive di ripresa non se ne vedono.

La mancanza di liquidità è il problema più pressante. Tantissime aziende non possono pagare gli stipendi e i fornitori. E infatti sta diventando un problema diffusissimo il ritardo nel pagamento degli stipendi». I tre settori, in particolare l’edilizia, ancora non subiscono l’effetto positivo della ricostruzione dell’Aquila. «In provincia di Teramo è tutto fermo, è tangibile il fatto che non girano i soldi. All’Aquila», osserva il sindacalista, «sono raddoppiati i lavoratori iscritti alla Cassa edile. Questo fenomeno da noi ancora non si verifica, sebbene qualche azienda teramana stia lavorando per la ricostruzione. Probabilmente a Teramo non ci saranno grandi effetti positivi prima dell’estate, se non in autunno».
(02 febbraio 2010)
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