Mobilifici, 900 posti in bilico
Aziende senza liquidità, operai in cassa integrazione
TERAMO. In un mese quasi 900 lavoratori in cassa
integrazione straordinaria. Un dato che chiude gennaio, mese
«horribilis» del settore del legno in provincia di Teramo. I
sindacati hanno fatto in questo mese 6 accordi per Cigs in
altrettante aziende, per un totale di 870 lavoratori
coinvolti.
«In tutte le aziende», spiega Giancarlo De Sanctis, segretario
della Filca Cisl, «era finito il periodo di cassa integrazione
ordinaria di 52 settimane in due anni. Ora i lavoratori
utilizzeranno quella straordinaria per un anno. Poi si spera che
accada qualcosa di positivo, altrimenti molti si tramuteranno in
licenziamenti. D’altronde le esportazioni sono al minimo, si
salvano in parte le aziende il cui mercato di riferimento è in
Italia».
De Sanctis parla di un settore del legno in forte difficoltà, a cui
si affianca un’edilizia che è nelle stesse condizioni (ma non ha la
cassa integrazione straordinaria), mentre l’ambito dei laterizi e
manufatti sta leggermente meglio: solo un’azienda, in questo mese,
ha fatto ricorso alla Cigs. «Questo 2010 si apre male», aggiunge De
Sanctis, «anche chi non fa ricorso alla cassa integrazione ci dice
che il mercato è fermo. In parte l’exploit del ricorso agli
ammortizzatori sociali è stagionale: gennaio e febbraio non sono
mesi di grande attività. Ma è anche vero che prospettive di ripresa
non se ne vedono.
La mancanza di liquidità è il problema più pressante. Tantissime
aziende non possono pagare gli stipendi e i fornitori. E infatti
sta diventando un problema diffusissimo il ritardo nel pagamento
degli stipendi». I tre settori, in particolare l’edilizia, ancora
non subiscono l’effetto positivo della ricostruzione dell’Aquila.
«In provincia di Teramo è tutto fermo, è tangibile il fatto che non
girano i soldi. All’Aquila», osserva il sindacalista, «sono
raddoppiati i lavoratori iscritti alla Cassa edile. Questo fenomeno
da noi ancora non si verifica, sebbene qualche azienda teramana
stia lavorando per la ricostruzione. Probabilmente a Teramo non ci
saranno grandi effetti positivi prima dell’estate, se non in
autunno».
(02 febbraio 2010)