L'Aquila, protestano i residenti del centro
"No alle crociere, vogliamo le nostre case"
Forte tensione sabato all'Aquila dove alcune centinaia di cittadini aderenti al comitato 'L'Aquila un centro storico da salvare', hanno cercato di entrare in corteo nella "zona rossa" del centro storico rivendicandone la "proprietà". Il sindaco, Massimo Cialente, ha bloccato la folla e spiegato che non era possibile accedervi per motivi di sicurezza viste le scosse di questa notte. Alla fine si è tenuto un piccolo corteo che però non ha calmato la rabbia degli aquilani. E si ironizza sull'ultima promessa del premier: "Rinunciamo alle crociere per rientrare nelle nostre case"
Momenti di tensione sabato all'Aquila in occasione del corteo
organizzato dall'associazione "L'Aquila un centro storico da
salvare". I proprietari delle case hanno cercato di entrare in
corteo nella "zona rossa" del centro storico rivendicandone la
"proprietà". Il sindaco, Massimo Cialente, ha bloccato la folla
parlando da un megafono e spiegando che non era possibile accedere
al centro per motivi di sicurezza, viste anche le continue scosse.
Alla fine si è tenuto un piccolo corteo che però non ha calmato la
rabbia degli aquilani. E si ironizza sull'ultima promessa del
premier: "Rinunciamo alle crociere per rientrare nelle nostre
case"
AUDIO "Rivogliamo
le nostre case, le crociere ci fanno sorridere"
GUARDA Le
immagini della manifestazione
Circa 500 persone aderenti ai comitati che sollecitano la
ricostruzione del centro storico si erano dati appuntamento nei
pressi della Fontana Luminosa per dare vita a una manifestazione.
Da qui, in corteo, avrebbero dovuto raggiungere via Strinella,
senza percorrere le strade del centro. Poi hanno cambiato idea e
cercato di violare la "zona rossa".
Il sindaco, Massimo Cialente, ha bloccato il corteo perché, date le
ultime scosse di questa notte, non è possibile entrare nel centro
storico per motivi di sicurezza. Alle ore 4.55 la terra ha tremato
di nuovo con una magnitudo di 3.5 gradi. Nella notte sono state
registrate altre 6 scosse, tutte al di sotto dei 3 gradi di
magnitudo, che non sono state avvertite dalla popolazione.
I manifestanti, tutti muniti di casco, hanno quindi iniziato a
urlare all'indirizzo di Cialente "La città è nostra!". Dopo una
trattativa le forze dell'ordine, insieme al sindaco, alla
presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, al deputato
Giovanni Lolli e a esponenti della Fiom-Cgil, hanno organizzato dei
cordoni di sicurezza intorno ai manifestanti ed è partito un
corteo che dalla Fontana luminosa attraverso corso Federico II e i
Quattro cantoni, è arrivata alla piazza del Municipio per poi
tornare indietro.
I manifestanti - compresi sindaco e la presidente della Provincia,
Stefania Pezzopane - si sono poi riuniti nel parco del castello
dove si susseguono interventi per discutere le richieste da
presentare al Governo e alla Protezione Civile.
"Le crociere ci fanno ridere – ha commentato Luisa Leopardi
presidentessa dell'associazione "L'Aquila un centro storico da
salvare" –. Siamo pronti a rinunciare alle vacanze, rivogliamo le
nostre case. Qui le strade che portano al centro non sono state
ancora messe in sicurezza e non possiamo raggiungere le nostre
abitazioni. Sarebbe meglio spendere i soldi in maniera migliore"
(30 maggio 2009)