In tenda afa e depressione
Sfollati allo stremo, anziani nelle case di riposo
di Giampiero Giancarli
L’AQUILA. Nelle tendopoli si boccheggia per l’afa e anche se ieri
la calura si è lievemente affievolita la permanenza è faticosa. E
chi ne soffre di più sono soprattutto gli anziani. Da qualche
giorno, comunque, si è deciso di trasferire dai campi alcuni tra
gli ospiti più attempati, soprattutto quelli con patologie, in case
di riposo e residenze. «Quattro mesi in tenda sono davvero troppi»
si lamenta la gente.
SITUAZIONE SANITARIA. «Al momento» commenta il dottor Lino Scoccia
«non ci sono rischi di epidemie e sotto questo aspetto siamo ancora
tranquilli. E’ chiaro che per gli anziani, soprattutto in presenza
di patologie croniche, stare in tenda è spiacevole. Basti pensare
solo al fatto che negli anni scorsi, in condizioni normali ovvero
vivendo in casa, consigliavamo di portare gli anziani nei
supermercati per farli star meglio. Figuriamoci, quali sono le
condizioni attuali cui si aggiunge la depressione. Per questa
ragione alcuni sono stati portati in altre strutture». In una
tendopoli di Paganica si è pensato, invece a predisporre proprio
per gli anziani una «camera refrigerio» di 40 metri quadri frutto
di una donazione.
BAMBINI. I bambini, insieme agli anziani sono quelli che
maggiormente soffrono per lo stare in tenda ma sono anche quelli
per i quali ci sono più iniziative come giochi con i clown,
ludoteche ed emeroteche. Ma i timori che il terremoto abbia
lasciato dei segni non sono infondati visto che in alcuni casi ci
sono stati dei bambini che hanno disegnato dei «palazzi che
piangono» e, in molti dei loro disegni, vengono rappresentati
comunque degli edifici. Per questo sta per essere avviato, su
iniziativa di protezione civile e ateneo aquilano anche nelle
tendopoli uno screening per accertare se esistono disturbi post
traumatici da stress in seguito al sisma con colloqui con i bambini
e loro genitori.
NELLE TENDE. In quasi tutti i campi la Protezione civile ha cercato
di alleviare i disagi del caldo ma, per esempio, dal campo sfollati
di Castelnuovo di San Pio delle Camere, arriva la segnalazione che,
benchè forniti quasi ovunque, non sono ancora arrivati i
condizionatori. «Ma i condizionatori» dicono alcuni residenti del
campo sfollati di Pile, «non risolvono molti problemi visto che
comunque si rischiano malattie a causa degli sbalzi di temperatura.
Inoltre con i condizionatori si vive male in quanto non c’è un
ricambio di aria». In molte tendopoli, negli ultimi giorni, la
protezione civile ha provveduto a dotare gli assistiti di
ombreggiature che riducono il caldo di cinque gradi. Come è
avvenuto nelle tendopoli di San Gregorio dove sono arrivati nei
giorni scorsi una settantina di tendoni verdi decisamente adatti
per fronteggiare la calura ma, nonostante questo ci sono ancora
disagi e non tutti hanno fruito di questi strumenti. Ma i disagi
nelle tendopoli sono davvero di ogni tipo. Si registra una
segnalazione dal campo sfollati in zona «Globo», uno dei più grandi
con almeno 1300 persome, dove giovedì notte la gente non ha potuto
dormire, se non dopo le 2, per una festa con musica organizzata nei
pressi del vicino Aquilone. «Solo dopo l’arrivo dei carabinieri da
noi chiamati» raccontano alcune signore, «abbiamo potuto dormire ma
era tardissimo». «Qui, a parte questo inconveniente» dicono «si sta
bene, anche perche le tende sono tra le migliori in circolazione ee
il caldo si può fronteggiare». Ieri, sempre in questo campo
sfollati, è stato anche celebrato il matrimonio tra una coppia
aquilana, in cura al Centro di igiene mentale della Asl aquilana.
Un evento che è stato seguito con gioia da tanta gente «come tappa
di un percorso che porta alla normalità» come ha commentato il
responsabile dell’ospedale psichiatrico, Vittorio Sconci.
TAGLI ALLE SPESE. Si è appreso che ci sono delle restrizioni sulle
spese che riguardano a tutto campo la gestione delle aree
attrezzate. In molti se ne sono accorti anche sulla base del menu
che in questi ultimi giorni è sempre inappuntabile ma di certo
assai meno vario rispetto ai primi mesi quando c’era un maggiore
assortimento. Una conseguenza inevitabile anche per il fatto che
forse non si pensava che le tendopoli avrebbero avuto una esistenza
tanto lunga e un tale affollamento. Tuttavia da qualche parte si
portano avanti iniziative per contenere i costi. «A Santa Rufina di
Roio» spiega Angela Maria Marinangeli, una dei capocampo, «ci siano
tassati per provvedere alla pulizia dei bagni. E ove ci sarà
accordo, andremo avanti in tal modo anche per altre iniziative nell’
intento di pesare meno possibile sullo Stato. La nostra è una
tendopoli molto impegnativa visto che ci sono moltissimi anziani a
fronte di 230 persone ma la nostra forza è che si va d’accordo».
Nonostante tutto arrivano sempre dei nuovi servizi che aiutano la
gente a vivere meglio. Infatti da alcuni giorni sono a disposizione
della Protezione civile sei container con docce e bagni riservati
ai disabili. Inoltre domani nella tendopoli di Pianola saranno
distribuiti 8 mila volumi destinati a piccoli e giovani lettori.
Una iniziativa che ha un più ampio spessore visto che in tutti i
libri che verranno successivamente distribuiti sono molti di più.