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lunedì 22.03.2010 ore 13.45
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Il gran rifiuto di Berlusconi

Rinuncia a corteo e cena con il cardinal Bertone
di Enrico Nardecchia
L’AQUILA. Il gran rifiuto, stavolta, lo fa lui. E, a ben vedere, quella di Berlusconi all’Aquila è una di quelle classiche assenze che fa parlare di più di tante presenze. Niente cena tra Berlusconi e Bertone. Il lavoro dei grandi tessitori va in fumo all’edicola, con l’attacco del Giornale (di proprietà della famiglia Berlusconi) al direttore di Avvenire (giornale dei vescovi) per una vicenda a sfondo sessuale.

«NIENTE CENA». Il faccia a faccia tra il cardinale salesiano e il presidente del Consiglio, l’esclusiva cena del disgelo governo-Vaticano nella città degli sfollati e della Perdonanza, con trenta posti a tavola al Federico II, più venti per gli uomini della scorta, salta per un articolo di giornale. Il ricavato dell’«agape fraterna» va ai terremotati. La sala stampa della Santa Sede annulla, con propria nota, l’appuntamento al ristorante «per evitare strumentalizzazioni ». Berlusconi, subito dopo, rinuncia al ventunesimo viaggio all’Aquila dopo il terremoto. Prende le distanze da quello che scrive il giornale di proprietà del fratello («La vita privata è sacra per tutti»).

E delega Gianni Letta, grande tessitore per eccellenza, a rappresentarlo col numero 2 del Vaticano per cercare di riannodare i fili. Ora tirati davvero oltre il massimo. L’attacco del Giornale di Vittorio Feltri chiama in causa una vicenda giudiziaria passata del direttore del quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Un «incidente sessuale ». Boffo, da 15 anni direttore di Avvenire e di Sat 2000, tv satellitare della Cei, secondo il Giornale, avrebbe «intimidito la moglie dell’uomo col quale aveva una relazione ».

Il caso sarebbe stato chiuso con un patteggiamento da 516 euro. Feltri, che non ha digerito gli attacchi alla vita privata del premier usciti sul quotidiano della Cei, parla di «bue che dà del cornuto all’asino» e denuncia il caso di un «super censore condannato per molestie». Insomma, una ritorsione contro chi ha osato criticare il Cavaliere.


Il Giornale dà conto anche di un rapporto della polizia che segnalerebbe lo stato di omosessualità dello stesso Boffo. L’Italia dei valori insorge: presenterà un’interrogazione urgente al ministro Maroni per sapere se i corpi di polizia stiano davvero schedando i gay. Durissima la reazione di Boffo: «killeraggio », dice. E annuncia la causa a Feltri. Subito dopo la Cei difende il direttore. «Si intende confermare piena fiducia al direttore di Avvenire, dottor Dino Boffo, giornale da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza».

Quindi la sala stampa della Santa Sede, alle 13, annuncia: niente cena. Letta, secondo il sito Dagospia, avrebbe saputo già giovedì sera dello «scoop» di Feltri e avrebbe prontamente avvertito il presidente della Cei, Angelo Bagnasco. Il cardinale, considerato sponsor di Boffo, avrebbe provato di tutto per impedire la pubblicazione dell’articolo, senza riuscirci. Quindi il gran rifiuto di Berlusconi e il faccia a faccia di Bertone con Letta, nella tenda- sagrestia davanti alla basilica, in un clima di grande serenità.

Bertone ribadisce che la Chiesa non è per lo scontro, Letta si sforza di riavvicinare il centrodestra al mondo ecclesiale e all’e piscopato, oggetto di attacchi frontali come sull’immigrazione. Niente indulgenza per Berlusconi, con grande dispiacere di molti, primi tra tutti l’arcivescovo Giuseppe Molinari, il sindaco Massimo Cialente, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e, non ultimo, il rettore della basilica don Nunzio Spinelli: «La sua presenza avrebbe dato un altro significato alla Perdonanza. Ha ascoltato cattivi consiglieri. Avrebbe dato un segno del suo essere credente, della sua appartenenza alla Chiesa. Sono rammaricato».

MINISTRI CAUTI. La presenza di Letta, mediatore per eccellenza, oscura tutti. «Questo è un luogo di preghiera e non di parole», dice l’ex giornalista. Tuttavia, se Mara Carfagna non si getta nella mischia, ad assicurare che non c’è alcun «caso politico » ma solo l’ennesima «bolla mediatica» è il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, in prima fila davanti all’altare col prefetto Franco Gabrielli, Guido Bertolaso, Franco Marini, Tommaso Ginoble, Antonio Cicchetti gentiluomo di Sua Santità, Gianni Chiodi, Nazario Pagano e, più dietro, i parlamentari, tra i quali Andrea Pastore e Paola Pelino.
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