I volti della dignità
di Maurizio De Luca
Nei giorni della tragedia è meglio non affidarsi solo alle parole ma soprattutto ai volti, alla forza che ispira chi è rimasto, alla luce della gente d'Abruzzo che sa coniugare dignità e speranza, che negli occhi ha, superbi, i segni di un domani senza paura. Sono indomiti i vecchi, sono sereni i giovani, sanno guardare tutti oltre le macerie, sanno già ben parlare di domani. Sanno tenere nascosto il dolore, sanno evitare di far mostra dei loro sentimenti più fragili. Sanno sognare. Sanno impegnarsi, operare. Ai loro occhi i campanili, le cupole sono già rinate, svettano di nuovo. I paesi, le case sono già stati ricostruiti, nel totale rispetto questa volta delle norme antisismiche.
Anche chi nella fosca tragedia di una notte di distruzioni ha perso gente amata ha già ben presente che il suo compito oggi è ricostruire, restituire a queste terre gli equilibri e le bellezze che secoli e ingegni avevano portato fin qui. Lo pensano e lo dicono, senza eccezioni, tutti, con saggezza e determinazione. Tocca ora al capo del governo e ai suoi ministri essere all'altezza di un impegno civile di comunità che oggi ha le radici nei grandi e profondi sentimenti di un popolo che molto ha capito. Che il terremoto ha fatto crescere. Nessuno oggi si può permettere di deludere nessuno. Sarebbe, senza retorica, colpa imperdonabile, ancor più tragica della immane tragedia di domenica scorsa. E colpa che nessuno potrebbe mai dimenticare.
(10 aprile 2009)