I comitati: piano case da bocciare
Critiche dal forum per la ricostruzione. «Un caso di shock economy»
di Giampiero Giancarli
L’AQUILA. I comitati cittadini sorti dopo il
terremoto bocciano, per ora, il piano case, «perché non crea un
tessuto sociale». E’ emerso dal Forum per la ricostruzione sociale
«Diritti, lavoro, saperi e democrazia», cui ha partecipato anche il
padre missionario Alex Zanotelli.
PIANO CASE. Secondo i Comitati il piano case «divive gli
aquilani e oltretutto non dà un tetto agli sfollati perché per
settembre non saranno pronte le case prefabbricate».
«Il piano casa per dare un alloggio agli sfollati è un caso di
shock economy». La denuncia arriva dal docente di antropologia all’U
niversità dell’Aquila,
Antonello Ciccozzi,
intervenuto al forum a sostegno delle tesi dei comitati. «E’ un
pretesto», ha aggiunto, «tramite il quale con l’emergenza si impone
a un territorio un’opera calata dall’alto. Si utilizzano ingenti
investimenti nazionali per i quali lo Stato più che curare i
terremotati aiuta se stesso all’interno di ottiche di profitto».
Ciccozzi attacca il Comune ritenuto complice perché riguardo l’o
perazione dei siti ha preservato i terreni prossimi alla cintura
urbana di proprietà della Chiesa, del demanio e delle imprese
edili. «C’é anche la complicità dello Stato che più che preservare
il territorio e la sua qualità della vita, fa gli interessi di
grandi potentati economici».
ZANOTELLI. «Il mio grido dall’Aquila è che non vinca il
profitto. Chiediamo ai grandi della terra non aiuti, ma l’i
mposizione di un metodo di giustizia». E’ quanto detto da padre
Alex Zanotelli, al forum che si è svolto al parco
Unicef di via Strinella organizzato in due sessioni dagli stessi
comitati. «Dobbiamo fuggire dal concetto che il mondo è mercato» ha
affermato il sacerdote «uomini e donne hanno un volto, un cuore e
la loro dignità. Questo vale per il mondo ma anche per L’Aquila.
Che vinca l’umanità. Una umanità che deve ritrovare la forza dal
basso». In relazione al pericolo che L’Aquila, nel cui territorio
si sta insediando il più grande cantiere d’Europa, diventi terra di
conquista, Zanotelli ha sottolineato che «poco prima di venire all’A
quila ho riletto il libro sulla shock economy nel quale si
evidenzia il fatto che dopo il disastro di New Orleans gli avvoltoi
sono scesi in campo per approfittare del business. Che non succeda
più. Gli aquilani si devono riorganizzare in una rete sociale e
dire che cosa vogliono veramente. Gli aquilani sono un popolo molto
forte e sono sicuro che alla fine ce la faranno ad imporre i loro
diritti sulla ricostruzione».
RINALDINI. «Sono all’Aquila per stare assieme con i
comitati dei cittadini in modo che la ricostruzione venga fatta
dando spazio anche a livelli di partecipazione di democrazia. Lo
stesso motivo per il quale l’altra sera tutti assieme abbiamo fatto
la fiaccolata». Questa l’opinione del segretario nazionale nale
Fiom-Cgil,
Gianni Rinaldini, presente all’i
ncontro. Secondo Rinaldini «va superata la logica di piena
emergenza, va aperto un dialogo e una collaborazione con le forme
di organizzazione della società civile».
(08 luglio 2009)