Gas tossici nei bisturi, 13 arresti
I Nas: omissioni nelle sterilizzazioni di cibi e presidi chirurgici
di Giuseppe Boi
PESCARA. Ferri chirurgici e alimenti sterilizzati
con gas tossici a Popoli e immessi sul mercato con certificazione
false. È l’accusa formulata dai Nas nei confronti di dirigenti,
tecnici e dipendenti della Bioster, ditta lombarda leader nel
settore della sterilizzazione e proprietaria dello stabilimento
abruzzese. Le indagini dei Nas hanno portato a 13 arresti, di cui
quattro a Pescara.
L’operazione dei Nas è scattata ieri mattina all’alba in quattro
città: Pescara, Frosinone, Bergamo e Brescia. Le misure cautelari
sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara,
Luca De
Ninis, su richiesta del Pm
Valentina D’A
gostino. Le tredici persone coinvolte sono state
sottoposte agli arresti domiciliari. Devono rispondere di
associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla frode
nelle pubbliche forniture, all’adulterazione di alimenti e alla
falsità materiale e ideologica.
Secondo i carabinieri, nell’impianto Bioster di Popoli si ometteva
il procedimento finale di sterilizzazione dei ferri chirurgici e di
altri dispositivi medici. Così nei bisturi restavano tracce di
ossido di etilene, un gas tossico potenzialmente pericoloso per la
salute. Lo stesso gas sarebbe stato utilizzato sino al 2007 per
sterilizzare partite di alimenti vegetali e stuzzicadenti.
L’ORGANIZZAZIONE. A capo dell’associazione a delinquere vi
erano due bergamaschi,
Sara e Gianluca Bonomi, di
43 e 41 anni. Sono i figli dell’amministratore unico e
rappresentate legale della Bioster, che non è coinvolto nella
vicenda. Nell’azienda di famiglia Sara è la responsabile dei
laboratori analisi, mentre Gianluca dirige il controllo qualità.
Erano loro, secondo i Nas, a impartire ai dipendenti i vari
compiti, tra cui quello di falsificare i documenti in modo da
mascherare le inadempienze.
Se la mente era a Bergamo, il braccio operativo era a Popoli. Un
ruolo chiave hanno infatti i quattro pescaresi arrestati:
Domenico Bucci e
Francesco
Anastasi, entrambi dipendenti, e
Antonio e Ketti
Luccitti. Il primo è agente commerciale la seconda è una
tecnica del laboratorio analisi dell’azienda dove sarebbero state
falsificate le certificazioni.
GLI ARRESTATI. Oltre ai due fratelli Bonomi e ai quattro
pescaresi sono agli arresti domiciliari altre 9 persone tutte
legate alla Bioster. Si tratta di
Giovanni
Pezzotta, dirigente,
Cristina Bonomi,
responsabile commerciale,
Paolo Colombelli,
ingegnere responsabile degli impianti di sterilizzazione in ossido
di etilene,
Mauro Bordogna, dirigente responsabile
amministrativo finanziario del gruppo,
Simeone
Spinoni, dirigente,
Nicola Breno,
dirigente, e
Rocco D’Aguanno, responsabile dei
trasporti del materiale.
LA SOFFIATA. Le indagini che hanno portato agli arresti di
ieri sono cominciate tre anni fa.Nel novembre del 2007 i Nas,
coordinati dal comandante
Marcello Sciarappa,
hanno sequestrato l’impianto di sterilizzazione dello stabilimento
Bioster di Popoli. Era privo delle autorizzazioni amministrative
per le emissioni dei fumi di scarico che, peraltro, risultavano
superiori ai limiti consentiti dalla legge.
In quell’occasione i militari hanno acquisito delle segnalazioni
da parte di alcuni dipendenti. Questi sostenevano che c’erano delle
irregolarità nelle procedure per la sterilizzazione dei ferri
chirurgici e di altri prodotti, tra cui degli alimenti.
ALIMENTI ALL’ETILENE. I militari hanno da prima appurato
che, sino al 2007, nello stabilimento abruzzese sono state
sterilizzate delle partite di frutta secca, pinoli e funghi secchi
prodotti da alcune ditte laziali e campane. Poi hanno cominciato a
sospettare che per la sterilizzazione fosse utilizzato ossido di
etilene.
Questo gas è fondamentale per i lavori in cui è specializzata al
Bioster: serve a sterilizzare i presidi medici chirurgici. Il suo
utilizzo è però vietato dal 2004 sugli alimenti: un decreto del
Ministero della salite stabilisce che è cancerogeno.
Nel luglio del 2008 i Nas hanno perquisito un’altra volta lo
stabilimento di Popoli e sono andati nella sede amministrativa
della Bioster a Seriate. Altre perquisizioni sono state effettuate
anche nelle ditte che avevano assegnato all’azienda lombarda la
sterilizzazione degli alimenti.