"Fuori dalla ricostruzione chi sarà indagato per i crolli"
Concordi i consulenti "La tragedia causata dalle ristrutturazioni"
di GIampiero Giancarli
L’AQUILA. «Adesso vogliamo giustizia». Chi parla,
alla vigilia delle informazioni di garanzia sui presunti
responsabili dei crolli è
Antonietta Centofanti,
portavoce del Comitato formato dai familiari dei giovani morti
nella Casa dello studente di via XX Settembre. «Ma non basta»,
aggiunge, «infatti se si verificherà che tra gli indagati ci
saranno imprenditori coinvolti nelle opere di ricostruzione,
chiederemo che vengano messi fuori dai lavori fin quando le loro
posizioni non saranno chiarite. Se verranno indagate persone ancora
con ruoli nell’Azienda per il diritto agli studi universitari
chiedemo che vadano via».
«Poi», aggiunge, «una volta che saranno notificate le informazioni
di garanzia chiederemo, nelle forme in cui lo prevede la legge, l’a
ccesso agli atti giudiziari per avere anche noi un quadro più
chiaro e fare le nostre valutazioni con consulenti e
avvocati».
Intanto il tandem di magistrati formato dal pm
Alfredo
Rossini e dal sostituto procuratore
Fabio
Picuti, sta lavorando per definire la filiera di chi ha
realizzato o modificato le due strutture al momento sotto esame
ovvero la Casa dello studente, costruito nel 1965 e il Convitto
nazionale edificato oltre cento anni fa. Si tratta, più in
particolare, non solo di ingegneri, geometri e direttori dei lavori
ma anche gli amministratori locali che anno gestito le strutture
interessate.
I PERITI. I periti, al momento, non hanno dubbi. Infatti
sia quelli della procura della Repubblica che quelli delle parti
civili, concordano sul fatto che il palazzo non ha resistito alla
pur forte scossa a causa delle ristrutturazioni cui è stato
sottoposto l’immobile. Soprattutto quelle più recenti. Infatti
negli ultimi dieci anni sono stati almeno tre i lavori di una certa
entità che potrebbero avere modificato in senso negativo la
stabilità dell’edificio nel quale sono morti otto giovani.
Non è detto che i provvedimenti, che dovrebbero riguardare una
ventina di persone per omicidio colposo e disastro colposo, vengano
notificati oggi. I magistrati non vogliono lasciare nulla al caso:
l’intenzione è quella di adottare il metodo di questi primi due
filoni di indagini, anche per gli altri casi. Le perizie presentate
sono state finora cinque: oltre alle due già citate ci sono l’o
spedale e l’università dove almeno non si sono registrate vittime.
Per quanto riguarda i crolli sono complessivamente 200 i siti cui
la magistratura ha messo i sigilli. Le indagini, infine, sono state
svolte dalla squadra mobile, coordinata dal dirigente
Salvatore Gava e dai vigili del fuoco.
(19 ottobre 2009)