L’allenatore Capobianco: «Fisicamente non siamo al meglio, per vincere ci vorrà molta forza di volontà»
Final Eight, è il giorno decisivo
Spareggio Teramo-Montegranaro: solo una può andare in Coppa Italia
di Edoardo Amato
TERAMO. E’ il primo snodo del campionato:
oggi si definisce la griglia delle otto squadre che accederanno
alla Final Eight di Coppa Italia. L’incertezza è massima e alle
cinque formazioni che possono finire fra la sesta e la decima
posizione non basterà vincere.
Per qualificarsi avranno bisogno anche della combinazione
favorevole degli altri risultati. Da questo punto di vista, la
Banca Tercas Teramo parte in vantaggio rispetto alle concorrenti -
Treviso, Biella, Avellino e Montegranaro; Cantù è di fatto già
qualificata - dovendo temere solo l’arrivo a pari punti con Treviso
senza altre squadre appaiate a 16 punti: tutte le altre
combinazioni la vedrebbero comunque fra le prime otto.
Questo però è quel che si dice fare i conti senza l’oste, che oggi
si chiama Sutor Montegranaro. Prima di tutto bisogna battere i “
ciabattini” in quello che è un vero e proprio spareggio, e il
Teramo arriva a questo appuntamento cruciale con un carico di
problemi fisici: Poeta ha ricominciato solo venerdì ad allenarsi,
stesso discorso per Amoroso che ha ripreso a toccare la palla l’a
ltro ieri; Lulli ha rimediato ieri una botta in allenamento e
bisognerà vedere se riuscirà a recuperare per questo
pomeriggio.
«Certamente non siamo al meglio delle condizioni fisiche»,
conferma coach Andrea Capobianco, «vorrà dire che dove siamo
carenti fisicamente dovremo compensare con la forza di volontà, con
la testa, con l’attenzione». Quella che un po’ è mancata nella
partita persa domenica scorsa a Treviso, al termine della quale
Capobianco ha rimproverato ai suoi di aver concesso qualcosa come
14 rimbalzi offensivi agli avversari e di conseguenza una serie di
tiri di seconda e terza opportunità che poi si sono rivelati
determinanti sul risultato.
«Dovremo far grande attenzione a questo tipo di fondamentale,
tagliafuori e rimbalzo», osserva il coach della Banca Tercas,
«perchè Montegranaro ha giocatori specialisti in questo. E poi
concedere un rimbalzo non significa solo dare all’avversario la
possibilità dei due punti, ma è molto di più, perchè quando una
squadra prende un rimbalzo si esalta e poi diventa difficile
giocarci contro».
Finora la Sutor ha avuto in trasferta un ruolino di marcia
pessimo: sei sconfitte su sette partite (unica vittoria a Napoli),
ma questa constatazione non rende Capobianco meno guardingo: «E’
vero che in trasferta non sono andati bene, ma conosco giocatori
come Maestranzi (il play del Montegranaro che era con Capobianco a
Jesi ndr), ne conosco la mentalità vincente. Uno come Maestranzi le
partite importanti le vince. E’ inutile farsi illusioni: sarà una
partita dura. Loro sono una buonissima squadra, in cui ogni singolo
giocatore è capace di mettere il proprio talento a servizio degli
altri. Teramo e Montegranaro in questo si assomigliano, oltre che
nello spirito combattivo che hanno entrambe».
Uno spirito che speriamo venga fuori anche questa sera, ma che
comunque il Teramo ha già dimostrato di possedere, per esempio non
arrendendosi ai tanti infortuni a inizio stagione e per ultimo all’e
pidemia influenzale che ha decimato la squadra. «Per tutto quello
che si è verificato quest’anno, tra infortuni e malattie», dice in
proposito Capobianco, «dobbiamo provare assolutamente a
concretizzare quel sogno che in certi momenti sembrava ormai
andato: con la testardaggine siamo arrivati a giocarci la Final
Eight all’ultima aprtita. Noi abbiano giocato nove volte senza
avere tutta la squadra al completo. Penso a quando siamo andati in
Turchia e abbiamo dovuto giocare senza un giocatore fondamentale
come Amoroso: be’, altre squadre avrebbero mollato mentalmente, noi
invece abbiamo lottato fino all’ultimo».
Questa sera si faranno i primi conti: un canestro in più o in meno
può cambiare tutto per quanto riguarda i risultati, ma non può
cambiare il giudizio su quanto la squadra è riuscita a fare finora.
«Dopo tutte le vicissitudini che abbiamo avuto», osserva il coach,
«mi avrebbe fatto piacere avere due o quattro punti in più. So che
abbiamo fatto degli errori, ma so anche quanto hanno fatto i
ragazzi, so quanto ci è vicina la società, e so quanto il pubblico
ci sta dando una mano. Bisogna partire sempre da un concetto: nella
vita nulla ci è dovuto, le cose vanno sudate e noi di sudore ne
stiamo gettando molto. Se abbiamo perso qualche partita è perché
sbagliare è umano, e poi ci sono avversari forti, ma noi abbiamo
cercato sempre di fare le cose nel modo migliore».
(24 gennaio 2010)