Ecco i gioielli della pinacoteca
I visitatori accolti dal fauno dell’artista giuliese Pagliaccetti
di Anna Fusaro
TERAMO. Con la mostra “Il recupero di passate stagioni” la
pinacoteca civica è tornata, dopo anni, alla sua funzione di
collezione permanente, esponendo una settantina di opere, scelte
dal suo ricco patrimonio, forte di oltre 400 pezzi. Un patrimonio
in cui la quadreria è il corpus più consistente, ma comprendente
anche significative opere scultoree e ceramiche.
Tutto ciò che non è esposto in questa prima carrellata resta al
sicuro nel deposito microclimatizzato interno alla pinacoteca
stessa, e potrà essere ruotato nelle prossime mostre, creando così
un museo dinamico, con percorsi espositivi e didattici sempre
nuovi. La riapertura della pinacoteca è stata suggellata ieri
mattina dalla direttrice dei civici musei
Paola Di
Felice e dal sindaco
Maurizio Brucchi, in
compagnia dell’assessore regionale alla cultura
Mauro Di
Dalmazio. Alla cerimonia, che ha visto un folto pubblico,
ha partecipato il vescovo di Teramo-Atri, monsignor
Michele
Seccia. Come immagine simbolo è stata scelta una tempera
su tavola di scuola veneto-lombarda del Cinquecento, raffigurante
papa Eleuterio mentre consegna il monitorio di scomunica al vescovo
teramano Francesco Chiericati.
Oltre a questo pezzo si segnalano, tra le opere più importanti in
mostra nelle sale di viale Bovio, i due scomparti di un polittico
del Quattrocento, raffiguranti San Bonaventura e San Sebastiano,
opera attribuita al Maestro dei polittici crivelleschi (un nome
convenzionale, che riunisce una serie di opere anonime ma
stilisticamente simili). Senza dimenticare la “Madonna del Rosario”
dipinta nel 1728 dall’artista napoletano Francesco Solimena, e l’a
ffresco di Giacomo da Campli “Madonna del soccorso”, del
Quattrocento. Le opere in mostra sono distribuite nelle diverse
sale in base a percorsi tematici e omaggi. Nell’atrio il visitatore
viene subito accolto dalle fauci spalancate della leonessa di
Venanzo Crocetti, un bronzo che per anni è stato collocato nella
vicina Villa comunale.
Il tributo allo scultore giuliese prosegue con i bozzetti in bronzo
e i disegni per il monumento ai Caduti, che si trova a Teramo in
viale Mazzini. L’altra gloria giuliese della scultura, Raffaello
Pagliaccetti, è omaggiata nella sala accanto con il grandioso Fauno
in gesso patinato, recentemente restaurato. Sempre a pianterreno si
apre la sala sulla pittura abruzzese tra Ottocento e Novecento, con
opere tra gli altri di Giovanni Melarangelo, Basilio Cascella,
Guido Montauti, Pasquale Celommi, Salvatore Fumo.
Al primo e secondo piano ecco le sale dedicate al genere ritratto
e autoritratto (tra cui due oli di Gennaro Della Monica) al tema
del paesaggio (nelle varie declinazioni di paesaggio naturalistico,
ideale, o di fantasia), all’iconografia della Madonna col Bambino
(con pezzi dal Quattrocento al Settecento), alla pittura sacra e
profana del XVI secolo (accostando opere di committenza chiesastica
e laica). Non mancano supporti multimediali per leggere alcune
opere. Inoltre è stato ideato un percorso didattico per gli
studenti. Ogni sala è comunque corredata da pannelli, con le
presentazioni di Paola Di Felice. Orario di visita 9-13 e 16-19
(nei festivi apertura alle 10). Lunedì chiuso. Ingresso libero.
Per informazioni: 0861 250873-240546,
www.teramomusei.it.
(26 gennaio 2010)