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lunedì 22.03.2010 ore 15.52
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Ecco i gioielli della pinacoteca

I visitatori accolti dal fauno dell’artista giuliese Pagliaccetti
di Anna Fusaro
TERAMO. Con la mostra “Il recupero di passate stagioni” la pinacoteca civica è tornata, dopo anni, alla sua funzione di collezione permanente, esponendo una settantina di opere, scelte dal suo ricco patrimonio, forte di oltre 400 pezzi. Un patrimonio in cui la quadreria è il corpus più consistente, ma comprendente anche significative opere scultoree e ceramiche.

Tutto ciò che non è esposto in questa prima carrellata resta al sicuro nel deposito microclimatizzato interno alla pinacoteca stessa, e potrà essere ruotato nelle prossime mostre, creando così un museo dinamico, con percorsi espositivi e didattici sempre nuovi. La riapertura della pinacoteca è stata suggellata ieri mattina dalla direttrice dei civici musei Paola Di Felice e dal sindaco Maurizio Brucchi, in compagnia dell’assessore regionale alla cultura Mauro Di Dalmazio. Alla cerimonia, che ha visto un folto pubblico, ha partecipato il vescovo di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia. Come immagine simbolo è stata scelta una tempera su tavola di scuola veneto-lombarda del Cinquecento, raffigurante papa Eleuterio mentre consegna il monitorio di scomunica al vescovo teramano Francesco Chiericati.

Oltre a questo pezzo si segnalano, tra le opere più importanti in mostra nelle sale di viale Bovio, i due scomparti di un polittico del Quattrocento, raffiguranti San Bonaventura e San Sebastiano, opera attribuita al Maestro dei polittici crivelleschi (un nome convenzionale, che riunisce una serie di opere anonime ma stilisticamente simili). Senza dimenticare la “Madonna del Rosario” dipinta nel 1728 dall’artista napoletano Francesco Solimena, e l’a ffresco di Giacomo da Campli “Madonna del soccorso”, del Quattrocento. Le opere in mostra sono distribuite nelle diverse sale in base a percorsi tematici e omaggi. Nell’atrio il visitatore viene subito accolto dalle fauci spalancate della leonessa di Venanzo Crocetti, un bronzo che per anni è stato collocato nella vicina Villa comunale.


Il tributo allo scultore giuliese prosegue con i bozzetti in bronzo e i disegni per il monumento ai Caduti, che si trova a Teramo in viale Mazzini. L’altra gloria giuliese della scultura, Raffaello Pagliaccetti, è omaggiata nella sala accanto con il grandioso Fauno in gesso patinato, recentemente restaurato. Sempre a pianterreno si apre la sala sulla pittura abruzzese tra Ottocento e Novecento, con opere tra gli altri di Giovanni Melarangelo, Basilio Cascella, Guido Montauti, Pasquale Celommi, Salvatore Fumo.

Al primo e secondo piano ecco le sale dedicate al genere ritratto e autoritratto (tra cui due oli di Gennaro Della Monica) al tema del paesaggio (nelle varie declinazioni di paesaggio naturalistico, ideale, o di fantasia), all’iconografia della Madonna col Bambino (con pezzi dal Quattrocento al Settecento), alla pittura sacra e profana del XVI secolo (accostando opere di committenza chiesastica e laica). Non mancano supporti multimediali per leggere alcune opere. Inoltre è stato ideato un percorso didattico per gli studenti. Ogni sala è comunque corredata da pannelli, con le presentazioni di Paola Di Felice. Orario di visita 9-13 e 16-19 (nei festivi apertura alle 10). Lunedì chiuso. Ingresso libero. Per informazioni: 0861 250873-240546, www.teramomusei.it.
(26 gennaio 2010)
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