Decreto Abruzzo, finanziati 1.152 milioni
I soldi da lotterie e tagli a sanità e famiglie
Dopo il sì della Camera è diventato legge il decreto Abruzzo per la ricostruzione. La spesa prevista è di 1.152,5 milioni di euro. I soldi da lotterie e tagli su sanità e famiglie
di Roberto Raschiatore
L'AQUILA. Il decreto terremoto è legge. Senza le modifiche invocate
da più parti e promesse dal presidente del consiglio Berlusconi
durante la sua tredicesima visita all'Aquila. La Camera ha votato
il via libera al provvedimento già approvato da Senato e
Commissione ambiente. La spesa prevista è di 1.152,5 milioni di
euro.
La copertura finanziaria di quest'anno verrà assicurata tagliando
i bonus famiglia (300 milioni), riducendo la spesa farmaceutica
(380 milioni) e assicurando maggiori entrate da giochi come il
Gratta e vinci e le lotterie (472,5 milioni). Il resto dei
finanziamenti per la ricostruzione, con modalità non esattamente
quantificate, è previsto fino al 2032.
Tutta la maggioranza ha votato a favore del provvedimento: i sì
sono stati 261. I no 226 (il 21 maggio scorso, a Palazzo Madama, il
Pd si era astenuto, così come Idv e Udc). Nove i parlamentari che
si sono astenuti.
Il decreto Abruzzo era stato accompagnato da accese polemiche,
cominciate dopo il via libera del Senato e della Commissione
ambiente e sfociate con la manifestazione di un migliaio di
sfollati in piazza Montecitorio e con lo sciopero della fame
promosso dal parlamentare Pierluigi Mantini (Udc). Erano stati
invocati cambiamenti in cinque punti: risarcimenti anche ai non
residenti, ricostruzione al 100% anche per le seconde case dei
centri storici, risorse cospicue per i beni culturali, contributi
agli Enti pubblici alle prese con i mancati introiti, un
finanziamento maggiore rispetto ai 45 milioni di euro previsti per
quattro anni e risarcimenti anche a imprenditori che hanno edifici
distrutti o danneggiati. Il decreto, la cui discussione era
cominciata lunedì 15 (la votazione era stata poi rinviata), è
diventato legge ieri pomeriggio, senza alcun ritocco.
Le disposizioni saranno attuate con ordinanze del commissario
delegato Guido Bertolaso. Il primo punto riguarda le abitazioni. Lo
Stato pagherà al 100% la ricostruzione della prima casa. Per le
casette antisismiche destinate a 15mila sfollati il piano degli
interventi è di 700 milioni di euro. Sarà predisposto un piano di
interventi urgenti per il ripristino degli edifici pubblici, tra
cui le strutture universitarie e il conservatorio dell'Aquila. Si
stima un fabbisogno di 185 milioni di euro. Per la ripresa delle
attività didattiche e delle attività dell'amministrazione
scolastica nelle zone colpite dal terremoto è autorizzata la spesa
di euro 19,4 milioni per l'anno 2009, 14,3 milioni per il 2010 e
2,3 milioni nel 2011.
I piani di ricostruzione dei centri storici delle città saranno
affidati ai sindaci, d'intesa coi presidenti di Regione e
Provincia. Sono sospesi o prorogati una serie di termini tra cui il
pagamento delle bollette, i contributi consortili, gli sfratti, i
contributi previdenziali e assistenziali, le assicurazioni
obbligatorie, le rate dei mutui e dei finanziamenti di ogni tipo.
Prorogata di 6 mesi l'indennità di disoccupazione in scadenza fino
al 30 giugno. Previsto un indennizzo di 800 euro al mese (per un
massimo di tre mesi) a collaboratori e lavoratori autonomi che
abbiano dovuto sospendere il lavoro a causa del terremoto. Sospeso
per 60 giorni il pagamento dei contributi previdenziali e
assistenziali. Fino al 31 dicembre i residenti nei comuni colpiti
dal sisma non pagheranno i pedaggi autostradali. Allo scopo sono
stati stanziati 10 milioni di euro. Stanziati 12 milioni di euro
per la costruzione e l'attivazione di servizi per la prima
infanzia, la costruzione e l'attivazione di residenze per anziani.
Palazzo Chigi ha assicurato che un'ordinanza rifonderà ai Comuni i
mancati tributi.
(24 giugno 2009)