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domenica 14.03.2010 ore 10.38
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Decreto Abruzzo, finanziati 1.152 milioni
I soldi da lotterie e tagli a sanità e famiglie

Dopo il sì della Camera è diventato legge il decreto Abruzzo per la ricostruzione. La spesa prevista è di 1.152,5 milioni di euro. I soldi da lotterie e tagli su sanità e famiglie
di Roberto Raschiatore
L'AQUILA. Il decreto terremoto è legge. Senza le modifiche invocate da più parti e promesse dal presidente del consiglio Berlusconi durante la sua tredicesima visita all'Aquila. La Camera ha votato il via libera al provvedimento già approvato da Senato e Commissione ambiente. La spesa prevista è di 1.152,5 milioni di euro.

La copertura finanziaria di quest'anno verrà assicurata tagliando i bonus famiglia (300 milioni), riducendo la spesa farmaceutica (380 milioni) e assicurando maggiori entrate da giochi come il Gratta e vinci e le lotterie (472,5 milioni). Il resto dei finanziamenti per la ricostruzione, con modalità non esattamente quantificate, è previsto fino al 2032.

Tutta la maggioranza ha votato a favore del provvedimento: i sì sono stati 261. I no 226 (il 21 maggio scorso, a Palazzo Madama, il Pd si era astenuto, così come Idv e Udc). Nove i parlamentari che si sono astenuti.

Il decreto Abruzzo era stato accompagnato da accese polemiche, cominciate dopo il via libera del Senato e della Commissione ambiente e sfociate con la manifestazione di un migliaio di sfollati in piazza Montecitorio e con lo sciopero della fame promosso dal parlamentare Pierluigi Mantini (Udc). Erano stati invocati cambiamenti in cinque punti: risarcimenti anche ai non residenti, ricostruzione al 100% anche per le seconde case dei centri storici, risorse cospicue per i beni culturali, contributi agli Enti pubblici alle prese con i mancati introiti, un finanziamento maggiore rispetto ai 45 milioni di euro previsti per quattro anni e risarcimenti anche a imprenditori che hanno edifici distrutti o danneggiati. Il decreto, la cui discussione era cominciata lunedì 15 (la votazione era stata poi rinviata), è diventato legge ieri pomeriggio, senza alcun ritocco.

Le disposizioni saranno attuate con ordinanze del commissario delegato Guido Bertolaso. Il primo punto riguarda le abitazioni. Lo Stato pagherà al 100% la ricostruzione della prima casa. Per le casette antisismiche destinate a 15mila sfollati il piano degli interventi è di 700 milioni di euro. Sarà predisposto un piano di interventi urgenti per il ripristino degli edifici pubblici, tra cui le strutture universitarie e il conservatorio dell'Aquila. Si stima un fabbisogno di 185 milioni di euro. Per la ripresa delle attività didattiche e delle attività dell'amministrazione scolastica nelle zone colpite dal terremoto è autorizzata la spesa di euro 19,4 milioni per l'anno 2009, 14,3 milioni per il 2010 e 2,3 milioni nel 2011.


I piani di ricostruzione dei centri storici delle città saranno affidati ai sindaci, d'intesa coi presidenti di Regione e Provincia. Sono sospesi o prorogati una serie di termini tra cui il pagamento delle bollette, i contributi consortili, gli sfratti, i contributi previdenziali e assistenziali, le assicurazioni obbligatorie, le rate dei mutui e dei finanziamenti di ogni tipo. Prorogata di 6 mesi l'indennità di disoccupazione in scadenza fino al 30 giugno. Previsto un indennizzo di 800 euro al mese (per un massimo di tre mesi) a collaboratori e lavoratori autonomi che abbiano dovuto sospendere il lavoro a causa del terremoto. Sospeso per 60 giorni il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Fino al 31 dicembre i residenti nei comuni colpiti dal sisma non pagheranno i pedaggi autostradali. Allo scopo sono stati stanziati 10 milioni di euro. Stanziati 12 milioni di euro per la costruzione e l'attivazione di servizi per la prima infanzia, la costruzione e l'attivazione di residenze per anziani. Palazzo Chigi ha assicurato che un'ordinanza rifonderà ai Comuni i mancati tributi.
(24 giugno 2009)
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