Cliniche, il Tar boccia i tagli di Redigolo
Due sentenze in fotocopia scuotono il piano di rientro del disavanzo sanitario 2008
di Fabio Casmirro
L’AQUILA. Il giudice amministrativo boccia i tagli
imposti alle cliniche private dal commissario
Gino
Redigolo e fa barcollare il piano di riduzione del
disavanzo sanitario abruzzese per l’assistenza convenzionata
esterna. Due sentenze del Tar dell’Aquila in fotocopia scuotono
nelle fondamenta i programmi regionali di rientro dal debito e
fanno tirare una robusta boccata d’ossigeno ai titolari delle
cliniche private abruzzesi sul recupero dei budget ambulatoriali
relativi al 2008.
La prima sentenza accoglie il ricorso presentato dalle case di cura
Pierangeli,
Spatocco,
Di
Lorenzo,
Villa Serena, dello studio
radiologico
Colalè e dell’associazione
Opera Santa Maria della Pace che fa capo alla
Fondazione Gemelli di Roma. Il secondo pronunciamento è relativo
alle istanze dei gruppi sanitari
Welness,
Sanex,
Anesis, Nova Salus e
Mediasalus. Il principio accolto dal giudice
ammistrativo è lo stesso e, in entrambi i casi, demolisce la
deliberazione adottata dal commissario Redigolo il 28 marzo 2009,
con la quale venivano fissati limiti di spesa per le prestazioni
riabilitative e la specialistica esterna garantite dalla rete
privata nel 2008. E’ passato il principio che non si può operare
tagli indiscriminati e unilaterali, specie per prestazioni già
erogate. In pratica, il Tar afferma che con le strutture
convenzionate bisogna favorire un confronto negoziale nella fase
della programmazione, e che non è possibile approfittare della
supplenza privatistica, che solleva gli ospedali pubblici in
difficoltà, salvo poi «invocare insormontabili esigenze di bilancio
che escludono il rimborso eccedente limiti di spesa successivamente
determinati». I ricorsi sono stati curati dall’avvocato
Tommaso Marchese, docente di diritto sanitario
alla Lum di Bari, e dall’avvocato
Alessandra
Rulli. «Queste sentenze», commenta Marchese,
«restituiscono dignità agli operatori onesti della sanità privata e
costituiscono un monito nei confronti di chi volesse continuare a
imporre soluzioni autoritative». Sentenze che si aggiungono a
analoghi pronunciamenti dello stesso Tar, che aveva già annullato i
tetti di spesa «provvisori» deliberati per il 2008 dalla giunta
dell’ex presidente
Del Turco e le tariffe definite
«penalizzanti» dalla cliniche aderenti all’Aiop per le prestazioni
ospedaliere. Sentenze che suonano come una vittoria dell’Aiop sul
gruppo Villa Pini. L’associazione per l’ospedalità privata aveva
più volte fatto pressioni su Regione e Asl a controllare l’a
ppropriatezza delle prestazioni, un modo per verificare quali
strutture hanno rispettato le regole e chi se ne è discostato.
(05 febbraio 2010)