Chiuso il vertice dei grandi tra le macerie del sisma
di Domenico Ranieri
I grandi della terra e le macerie di una città fantasma. Sul
vertice del G8 Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso scommettono per
il rilancio dell'Aquila e del suo territorio, lacerati dalle ferite
del sisma. Sono due le città che si guardano negli occhi. Da un
lato la caserma della guardia di finanza di Coppito,
organizzatissima e capace di ospitare senza intoppi il vertice tra
le potenze del mondo; dall'altra L'Aquila delle macerie e delle
tendopoli.
I tre giorni del G8 hanno regalato momenti simbolici di grande
impatto mediatico: la visita in centro storico del presidente Usa,
Barack Obama, colpito dalla devastazione, la commozione del
cancelliere Angela Merkel tra i ruderi di Onna, lo sbigottimento
delle first lady, con Michelle Obama in testa, la grazia e il
coinvolgimento di Carla Bruni tra i pazienti dell'ospedale, il
pragmatismo di Zapatero nella ricostruzione del Forte
spagnolo.
Ora si spera che l'operazione di marketing planetario ideata dai
promotori del vertice possa portare nella città i risultati
sperati. Le attese di chi vive lontano dalla propria casa e si
confronta quotidianamente con i disagi delle tendopoli sono appese
alla disponibilità degli altri. Finora le parole sono andate nella
direzione giusta. Ciascun Paese straniero ha adottato un monumento
da restaurare con l'obiettivo di renderlo nuovamente agibile in
poco tempo.
L'Aquila oggi è circondata da un numero incredibile di gru nei
cantieri delle nuove case, a partire da quelli di Cese di Preturo e
di Bazzano, i più avanti nei lavori. Sono parti consistenti della
nuova città che sta crescendo nell'immediata periferia. Ospiteranno
gli sfollati dei campi e degli alberghi. Mentre il vertice si
chiude, i problemi in questo cuore d'Abruzzo restano tutti aperti.
E' una corsa contro il tempo prima dell'arrivo del freddo.
(10 luglio 2009)