Case, aperti undici cantieri
Operai al lavoro la domenica. La mappa dei siti
di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Al lavoro giorno e notte, domenica compresa. Il tunisino
Habib, i foggiani Giuseppe e Umberto e tutti gli altri
dell'esercito del progetto Case non si fermano un attimo. E così la
mappa dei siti comincia a prendere forma. I lavori non sono partiti
in tutti i cantieri (11 quelli aperti) ma sono iniziati in quelli
più grandi dove Berlusconi conta di trasferire i primi 4mila
sfollati a metà settembre.
DOMENICA IN CANTIERE. Per i forzati dei cantieri delle case
antisismiche non esistono giornate festive. Alle 10 di una domenica
come tutte le altre, solo un po' più fresca dopo la pioggia di
sabato mattina, da Bazzano a Cese di Preturo, da Sassa Nsi a
Sant'Antonio è tutto un viavai di caschetti gialli. Gabbie di
ferro, gettate di cemento, pareti montate, ruspe che scavano.
Uomini e mezzi al lavoro nel «cantiere più grande del mondo», per
dirla con il premier.
A Bazzano e a Cese, dove governo e Protezione civile hanno scelto
di concentrare tutte le loro attenzioni perché sono, da soli, i due
siti che rappresentano un quarto del totale del progetto (i
12mila-14mila sfollati ai quali saranno destinate le abitazioni),
manca davvero poco alle bandiere sul tetto. Sarà Berlusconi a
tornare per issarle. L'ha già detto agli operai. «Aspettatemi, non
fate niente senza di me».
Il conto alla rovescia per la consegna delle abitazioni è già
cominciato. Nei prossimi giorni dovrebbero entrare nel vivo anche
gli altri 9 cantieri.
Nel frattempo la mappa ha subìto delle modifiche. Sono state
scartate zone inizialmente ritenute idonee per i nuovi insediamenti
(tra queste San Giacomo, Roio Piano, Paganica Nord, Monticchio,
Pianola e Assergi) e sono stati inseriti altri siti tra i quali
Roio Poggio, Roio 2, Assergi 2 (ex Cogefar), Paganica 2, Gignano,
Coppito 2 e Coppito 3. Nei 20 siti (alcuni dei quali sono
scorporati ma di fatto vengono conteggiati insieme) sono
complessivamente 4500 le case antisismiche previste, ripartite in
150 edifici, 30 lotti costituiti da 5 edifici ciascuno, con 25-30
appartamenti per ogni edificio.
Le ditte hanno 80 giorni di tempo dalla consegna delle piastre
antisismiche per consegnare le case chiavi in mano. L'operazione
costa 330 milioni di euro. Le consegne dovrebbero avvenire tra metà
settembre e novembre.
A CHE PUNTO SIAMO. È vero, come lamentano i cittadini, che non
tutti i cantieri sono partiti. Tuttavia la Protezione civile
conferma che sono cominciati i lavori a 93 edifici su un totale di
150. E a Bazzano e Cese di Preturo, dove le ditte stanno facendo a
gara per chi finisce prima, andranno 3300 sfollati, pari appunto a
circa un quarto del totale. «Gli altri insediamenti», spiegano i
tecnici della Protezione civile, «sono più piccoli e verranno
avviati a scaglioni fino al completamento dei numeri
previsti».
Molto avanzato lo stato dei lavori anche a Sassa zona Nsi, a
Pagliare di Sassa e a Sant'Elia 1. In questo cantiere, in
particolare, sono state montate cinque piastre antisismiche, mentre
è più indietro il sito di Sant'Elia 2 dove sono in corso le prime
gettate di cemento. Terminati gli scavi nella zona di Paganica Sud
dove sono previsti due insediamenti. Il prossimo passaggio sono le
prime gettate di cemento. Stessa cosa per Tempera, dove stanno per
essere installate le prime due piastre. Ha avuto un'accelerazione
improvvisa il cantiere denominato Sant'Antonio ma che, in realtà,
ricade proprio a ridosso dell'abitato di Pile.
Nell'area che avrebbe dovuto ospitare l'ipermercato della Coop,
accanto a una tendopoli a servizio dei residenti nella zona di Pile
Alto, sono al lavoro ruspe e camion che stanno operando su montagne
di terra. Sono visibili anche i primi pilastri d'acciaio che
verranno applicati alle piastre antisismiche. Nei prossimi giorni,
come assicura la Protezione civile, partiranno altri cantieri come
i due di Roio, oltre ad Arischia, Collebrincioni, Coppito Nord,
Assergi, Paganica 2, Gignano, Coppito 2 e 3.
URBANIZZAZIONE. L'altra grande sfida, oltre a quella di alzare
case antisismiche in cinque mesi, è quella di dotare i nuovi
quartieri di servizi minimi adeguati all'accresciuto numero di
residenti.