Caldo record in tenda, è allarme
Temperature oltre i 40 gradi, anziani a rischio di colpi di calore
di Enrico Nardecchia
L’AQUILA. Nelle tende si boccheggia, anziani a rischio. La giornata
di ieri ha fatto registrare la massima temperatura raggiunta all’A
quila dall’inizio del mese di luglio: 32,4 gradi alle 16,01, come
registrato dai rilevatori del Cetemps, il centro di eccellenza dell’
Università dell’Aquila diretto dal professor Guido Visconti. Nelle
tendopoli, dove il numero di sfollati è tornato a crescere dopo gli
ultimi episodi significativi dello sciame sismico, i disagi
aumentano e oggi scatta l’allarme rosso.
ANCORA AFA. Il caldo non accenna a diminuire.
Anzi, nelle prossime 24-48 ore sono previsti ulteriori aumenti
della temperatura. Sotto il profilo meteorologico è il momento più
difficile per gli sfollati che, dopo quasi quattro mesi, si trovano
ancora nelle tende. Si tratta di 21601 persone, distribuite in 143
campi di accoglienza «istituzionali» e in 10 campi autonomi.
Restano montate ancora 5207 tende, all’interno delle quali la
temperatura supera anche i 40 gradi in alcune ore della giornata.
Il sistema di allerta della Protezione civile per la prevenzione
degli effetti del caldo sulla salute della popolazione ha previsto
ancora fino a domani un livello di condizioni meteorologiche a
rischio, destinato a persistere per tre o più giorni consecutivi
con la necessità di adottare interventi di prevenzione mirati alla
popolazione a rischio come bambini, anziani e malati cronici. Il
livello di attenzione sull’Aquila, visto che gli abitanti sono
ancora nelle tende, è massimo. Si è parlato di caldo nel corso dell’
incontro di ieri sera tenuto dalla Protezione civile. Tuttavia lo
staff di Bertolaso (ieri a Roma) non rileva situazioni di
particolare emergenza. Sono stati allertati tutti i volontari e gli
stessi presìdi medici esistenti all’interno dei campi.
ANZIANI A RISCHIO.
Nelle tendopoli dell’Aquilano
e di Bussi sul Tirino saranno attivati punti d’ascolto per gli
anziani, per ricostruire una mappa dei problemi e delle loro
condizioni di vita. Il progetto «Aquila Viva» è stato presentato
dall’a ssociazione Auser a Pescasseroli. L’associazione mette a
disposizione anche un automezzo, per facilitare i collegamenti fra
un campo e l’altro, e organizza attività itineranti di animazione,
per consentire agli anziani di recuperare dignità e il senso della
vita dopo la tragedia. «Partiamo dalle tendopoli», ha detto il
vicepresidente nazionale Auser, Luigi De Vittorio, «ma quando la
popolazione rientrerà nelle case, noi saremo anche lì, per operare
a favore delle persone anziane fragili e in difficoltà a causa
della loro condizione che li fa essere più deboli rispetto a tutto
il resto della popolazione».
PROTESTA MONTICCHIO. La telefonata arriva all’ora di
pranzo. «Venite a Monticchio 1. Vi ospito nella mia tenda». La voce
è quella di una donna di poco più di 50 anni. Il suo invito,
ovviamente, è ironico. «Si muore dal caldo», dice la sfollata che a
un certo punto della giornata non ce l’ha fatta più. Ha fatto
salire in macchina altre due ospiti del campo di accoglienza ed è
andata a cercare un po’ di refrigerio alla Villetta, alla base
della funivia del Gran Sasso. «Io l’ho potuto fare perché ho la
macchina. E gli altri che fanno? Da qualche tempo, nel campo
allestito nel piazzale della multisala Garden a Monticchio, dove
all’inizio l’organizzazione era eccezionale, la vita è diventata
più difficile. Ora abbiamo il problema dei teloni supplementari da
montare sopra alle tende. Questi supporti ci sono, sono arrivati da
parecchio tempo. Ma nessuno provvede a montarli perché, ci è stato
detto, non si possono fare ulteriori buchi nell’asfalto. Mi sembra
una scusa, visto che la segreteria, la mensa e altre strutture sono
state già dotate da tempo di sistemi per ridurre gli effetti dell’a
fa. Solo le 80 tende dove dormiamo sono state dimenticate. Qui tra
noi c’è gente che soffre di cuore, tanti anziani costretti a stare
a 43 gradi. Mi sembra assurdo. I teloni, certo, non risolvono
tutto. Ma almeno attenuano di 5-6 gradi la temperatura. La notte il
problema è l’umidità perché stiamo vicino al fiume. Inoltre, è
pieno di insetti e abbiamo chiesto la disinfestazione. Ma dobbiamo
ancora aspettare».