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domenica 21.03.2010 ore 10.00
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Berlusconi cerca casa all’Aquila

Il Cavaliere: “Stando qui controllerò i lavori. Entro il mese di novembre tutti gli aquilani potranno tornare nelle abitazioni e lasciare le tende”
L'AQUILA. E' L'Aquila la meta scelta dal premier Silvio Berlusconi per le vacanze. E così, rompendo la tradizione che lo vuole in Sardegna a villa «La Certosa» nel periodo estivo, afferma che sarà invece in Abruzzo: «Sto cercando casa all'Aquila», ha annunciato nel corso della conferenza stampa al termine del summit. Più che una vacanza sarà un modo, spiegherà poi, per verificare l'avanzamento dei lavori di ricostruzione. Il programma delle vacanze, dunque, prevede il soggiorno nel capoluogo abruzzese con delle puntate nella residenza di Arcore dove Berlusconi si dedicherà alla preparazione dell'agenda di governo per la ripresa autunnale. Relax, solo per qualche giorno, spiega il suo portavoce, Paolo Bonaiuti, in compagnia dei nipotini al mare. «A settembre poi di nuovo in Abruzzo per consegnare a metà mese i primi alloggi e l'obiettivo» ribadisce «che entro novembre non ci sia nessuno senza casa». «Certo, la ricostruzione della zona terremotata, considerando anche gli edifici storici, non sarà breve, anzi, precisa lo stesso Berlusconi, «ci vorranno anni ma l'impegno è di concludere tutto entro la legislatura». Il Cavaliere rivendica la scelta, dettata da «lungimirante follia» dice citando Erasmo da Rotterdam, di aver spostato il summit dalla Maddalena a L'Aquila: «Il risultato è positivo».

OPPOSIZIONE NEL MIRINO. Berlusconi rivendica il risultato del vertice come un successo personale e critica l'opposizione che, spiega, avendolo attaccato «oltre il senso della civiltà ha remato contro gli interessi del Paese». Il summit era senza dubbio un giro di boa per il presidente del Consiglio: l'ombra di nuovi scandali sulla sua vita privata ha aleggiato per i giorni del vertice. La tregua auspicata dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha contribuito a svelenire il clima, ma il timore di nuove rivelazioni, magari sotto forma di foto sulla stampa estera, era assillante. Quando nel giorno conclusivo si è capito che anche questo pericolo non c'era, è sorto il timore di domande imbarazzanti nella conferenza stampa conclusiva. E Palazzo Chigi, per evitare polemiche, decide di non porre limiti al numero di quesiti. Ma anche questo ostacolo è stato superato. Berlusconi mantiene il controllo, schiva le domande sulle polemiche e veste i panni della vittima: «Non ho goduto di nessuna tregua», sottolinea come per dire che la stampa e l'opposizione hanno continuato a criticarlo anche dopo l'appello del Quirinale. Solo quando gli chiedono di un possibile dialogo con l'opposizione perde l'aplomb che si è imposto nei tre giorni del summit. Il giudizio sul centrosinistra è forte: «Mi attaccano oltre il senso di civiltà, per dialogare con loro», sentenzia «devono cambiare».


Liquidata l'opposizione, Berlusconi si concentra sui risultati del vertice: elenca le decisioni prese su clima, politica estera, crisi e aiuti ai poveri. Poi, a proposito dell'organizzazione, chiosa: «E' un risultato positivo: tutto andato benissimo, abbiamo ricevuto complimenti addirittura imbarazzanti». Torna a citare il suo libro preferito di Erasmo da Rotterdam, per sottolineare come la scelta spostare il summit a L'Aquila, pur se rischiosa, alla fine è risultata vincente.

LA FOTO DI GRUPPO. Prima di lasciare L'Aquila, Berlusconi si è concesso per la foto ricordo con tutti quelli che, nei tre giorni del vertice dell'Aquila, hanno assicurato le comunicazioni tra le centinaia di persone impegnate a garantire il buon andamento: il presidente Berlusconi vuole incontrare tutti per un saluto. E dopo un rapido tam tam con i walkie talkie, sono arrivate forse 400/500 persone nel punto che ha ospitato tante foto di famiglia, come si chiamano le fotografie che, in eventi ufficiali, raccolgono tutti i protagonisti.

Sono arrivati gli uomini della Protezione civile, militari e volontari, ma anche tecnici e addetti ai servizi. Berlusconi non si negato all'inatteso bagno di folla e di entusiasmo, salutando tutti calorosamente e ringraziandoli per l'impegno profuso per la buona riuscita di un vertice che, per tre giorni, ha messo l'Italia al centro del mondo, ma soprattutto al centro dell'attenzione del mondo. Quasi scene da stadio, quasi una ola che ha unito ad un sorridente presidente del Consiglio tutti i presenti.
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