La voce si è diffusa in un attimo. Tutta colpa di una frase che il
premier ha pronunciato dentro la chiesa terremotata di Onna, alla
presenza della cancelliera tedesca Merkel. Rivolto ai vigili del
fuoco ha detto: ma perchè sprecare soldi per questi puntellamenti ,
tanto poi si dovrà abbattere e ricostruire. Gelo fra gli astanti.
Poco dopo il presidente ha ribadito il concetto sempre parlando con
i vigili del fuoco. Uno dei pompieri ha replicato timidamente:
presidente , sono Beni culturali. Un ingegnere si è affrettato a
precisare: Berlusconi non intendeva abbattere in senso stretto ma
smontare pezzo per pezzo e rimontare con criteri antisismici. Meno
male , ho pensato. Evitata una polemica con la Chiesa.
(Mercoledì 8 luglio, ore 19:30)
Se Berlusconi dorme poco ed è stanco
Onna, Berlusconi attende davanti all'auto blu la Merkel che sta
parlando con i vigili del fuoco. Io sono dietro di lui, un
privilegio che ho perché terremotato (gran bel privilegio eh!). Il
premier mette le mani sui fianchi e si stiracchia. Dice: mi hanno
fatto stare in piedi fino alle 5 del mattino, sono stanchissimo. Un
onnese terremotato come me, Carlo Cassano, con modi gentili gli fa:
presidente se vuole venga a riposare nella mia tenda. Il premier:
Ah, bene. Poi cambia discorso. Naturalmente attendiamo smentite
alla frase pronunciata. (Mercoledì 8 luglio, ore
16:30)
"Alla Merkel abbiamo raccontato la strage
nazista"
Sveglia presto questa mattina per il G8
Alla radio sento: anche Onna è un paesino blindato. Stamani arriva
la Merkel, la cancelliera tedesca che sarà accompagnata da
Berlusconi. Lo sapevo già, anzi l'ho scritto stamani sul Centro.
Eppure mi sorprendo ancora. Che Onna, il mio paese, sia oggi un po'
il centro d'Europa se non del mondo , è qualcosa che per un verso
mi fa piacere perchè è un modo per cominciare a costruire la
ricostruzione (non sembri una banalità), ma dall'altro mi riempie
di amarezza. Continuo a preferire quel paesino sconosciuto e
ignorato da tutti ma dove ci si stava bene e vivevo tranquillo con
la mia famiglia. Oggi per andarci devo mostrare un'autorizzazione.
Quanta tristezza. (
Mercoledì 8 luglio, ore
9:00)
Il 6 aprile non si dimentica
Domattina a Onna arriva il cancelliere tedesco Angela Merkel.
Entrerà nel paese distrutto con al seguito una delegazione di
onnesi. Mi ha chiamato un amico dicendomi se voglio far parte della
delegazione o se sono accreditato come giornalista. Gli ho detto
che voglio far parte della delegazione di onnesi. Quando sono a
Onna sono solo un povero terremotato. Il sei aprile non si
dimentica. Mai. (Martedì 7 luglio, ore 19:06)
Chi lo dirà a Obama?
Se 4 mesi fa mi avessero detto che a luglio si sarebbe svolto il G8
all'Aquila mi sarei fatto una bella risata. Oggi, purtroppo, non ho
più tanta voglia di ridere. I leader del mondo domani arrivano in
una città blindata e distrutta. Il capoluogo d'Abruzzo sarà il
palcoscenico un po' traballante (a causa delle continue scosse di
terremoto) di un vertice in cui si parlerà dei destini del mondo.
Manca un particolare: non si discuterà del futuro dell'Aquila. Al
massimo qualcuno dei Grandi sbarrerà gli occhi davanti a una casa
distrutta o alle macerie di una chiesa. In questo G8 ci sono tutti,
meno che gli aquilani. Stamani parlando con qualche amico ho notato
un misto di pazienza, impazienza, fastidio, e perchè no attesa. Mi
ha chiesto: ma perchè fra una passerella e l'altra non è stato
trovato spazio per noi cittadini. Magari una delegazione di
terremotati avrebbe alla fine anche aiutato lo spettacolo, e ci
sarebbe stato spazio per fare delle richieste. Ma oggi gli aquilani
chiedono una sola cosa. La stessa che hanno chiesto con la
fiaccolata di domenica notte: che la loro-nostra città venga
ricostruita al più presto. Ma chi lo dirà a Obama? (Martedì 7
luglio, ore 16:33)