Appalti, Abruzzo in prima fila
alle imprese lavori per 246 milioni
Tra appalti e subappalti per progetto Case e realizzazione di moduli provvisori, abitativi e scolastici, l’importo complessivo supera il miliardo di euro
di Enrico Nardecchia
L’AQUILA Il 24% del totale degli importi finisce
all’Abruzzo. Grazie ai lavori per il progetto Case e per la
realizzazione di moduli abitativi e scolastici provvisori sono
rimasti «in casa» 246 milioni di euro di lavori, tra appalti e
subappalti. La parte del leone la fa la provincia dell’Aquila. Le
regioni a forte concentrazione di criminalità organizzata entrano
in scena col meccanismo dei subappalti.
ECCO LA TORTA Secondo i dati forniti dalla
Protezione civile, sia la torta degli appalti principali per la
prima ricostruzione abitativa, dove entrano in scena le grosse
ditte capofila, sia quella dei subappalti, vedono a capotavola l’A
bruzzo. La provincia di Pescara risulta esclusa dagli appalti
principali, dove L’Aquila incassa 158 milioni seguita, con
distacco, da Teramo (26 milioni) e Chieti (13 milioni). Il totale
dei lavori che sono toccati all’Abruzzo ammonta a 198 milioni di
euro, pari al 24,69 per cento del totale. Un primato significativo
che vede impegnate le aziende abruzzesi nell’aggiudicazione degli
appalti principali. Il secondo posto, nella classifica delle
capofila, è ad appannaggio del Veneto che con i suoi 154 milioni si
attesta su una percentuale di poco inferiore al 20 per cento
(19,21%). Terzo gradino del podio, invece, per il Lazio che con la
sola provincia di Roma, l’unica a comparire in elenco per gli
appalti principali, si aggiudica 106 milioni di euro di lavori pari
al 13,21 per cento del totale.
RISCHIO MAFIA Tra gli appalti principali non c’è
posto per la Sicilia che non ha ottenuto, nella classificazione
provincia per provincia, nessuna assegnazione in via principale.
Tuttavia, grazie al meccanismo dei subappalti, le ditte delle
province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Palermo e Ragusa
rientrano nel giro, seppur con percentuali da zero virgola. Non è
così per la Campania, che compare sia nell’elenco degli appalti
principali, dove occupa la quinta posizione nella classifica per
regioni, con il 3,17 per cento del totale degli importi, sia nell’e
lenco dei subappalti, dove si piazza al sesto posto, subito dietro
al Trentino Alto Adige. In Campania sono approdati 25 milioni di
appalti principali (17 milioni ad Avellino, 6,4 a Caserta e 2 a
Napoli) e 12,5 milioni di subappalti (10 nel Napoletano, 1,5 nel
Casertano, 878mila alla provincia di Avellino, 188mila a Benevento
e 18mila a Salerno), pari al 5,81 per cento del totale.
Restando in tema di subappalti, alla Sicilia sono finiti 1 milione
di euro di lavori, così suddivisi: 506mila euro nel Palermitano,
161mila all’Agrigentino, 159mila alla provincia di Caltanissetta,
149mila al Ragusano e 40mila a Catania. Cifre piccole, che portano
a una percentuale dello 0,47% sul totale e che fanno slittare la
Sicilia al quattordicesimo posto della classifica delle regioni. È
su queste cifre, seppur minime, che si concentra tutta l’attenzione
da parte degli organismi di controllo istituiti per vigilare sulla
ricostruzione dell’Aquila, la sezione specializzata del comitato di
coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere e il Gicer
(Gruppo interforze centrale per l’emergenza e la ricostruzione).
Gli appalti finiti a ditte provenienti da regioni a rischio vengono
passati ai raggi X. Tra i subappalti spuntano fuori anche 1,8
milioni di euro di lavori affidati a ditte della provincia di
Latina, già considerata permeabile rispetto alle infiltrazioni
malavitose, ma la parte del leone la fa sempre Roma con poco meno
di 29 milioni di euro di lavori. Manca del tutto la Calabria, che
non annovera imprese né tra gli appalti né tra i subappalti.
IL MILIARDO. Tra appalti e subappalti per progetto Case e
realizzazione di moduli provvisori, abitativi e scolastici, l’i
mporto complessivo supera il miliardo di euro. Un giro d’affari
ragguardevole. E si tratta solo della prima fase della
ricostruzione, quella fatta per ridare un tetto, anche provvisorio,
a chi non ce l’ha più.
ABRUZZO ENGINEERING. Intanto, la Provincia coinvolge
Abruzzo Engineering nel lavoro di ricostruzione post-sisma.
Approvato un protocollo d’intesa che prevede un sostegno al grande
incremento di lavoro che grava sul Genio civile. Alla società sarà
affidata l’istruttoria di decine di migliaia di pratiche sulla
ricostruzione di immobili distrutti o danneggiati. Per questo
servizio saranno erogati ad Abruzzo Engineering 300mila euro,
ricompresi nei fondi assegnati per la ricostruzione e messi a
disposizione dalla Protezione Civile. Al progetto lavoreranno
quindici unità lavorative specializzate. La società metterà a
disposizione per sei mesi (prorogabili) 15 unità specializzate con
competenze nella progettazione antisismica e nel settore della
gestione del ciclo delle acque e in ambiente Gis. Si tratta di
sette tra ingegneri e architetti, un geologo, sette geometri e un
amministrativo con competenze Edp. Svolgeranno il loro lavoro nelle
sedi di Provincia, Comune, Reluis e Fintecna. Di queste
professionalità la Provincia si avvarrà per l’esame e le
valutazioni di completezza e conformità dei progetti di
riparazione, miglioramento e adeguamento degli edifici. Al Genio
civile restano le attribuzioni e le competenze in materia di
acquisizione, esame, valutazione, controllo e formalizzazione di
progetti.
(30 ottobre 2009)