A casa di Di Pietro Idv e Pd spaccati verso le elezioni
Comunali a Montenero di Bisaccia. Lite Idv-Pd, per la prima volta il centrosinistra verso candidati separati. Veleni nella roccaforte Accuse e denunce in attesa che arrivi Di Pietro
di Andrea Mori
Montenero di Bisaccia
MONTENERO. Nel feuduccio di Antonio Di Pietro la
goccia che ha fatto traboccare il vaso è la delibera con la quale
il Comune ha dato il via libera al piano di edilizia convenzionata
da 12 palazzine e 144 appartamenti sulla costa, di fronte al nuovo
porto turistico. L’Idv, dietro il quale c’è la lunga mano del
figlio del leader nazionale, Cristiano Di Pietro (consigliere
provinciale), si è impuntata e ha fatto ricorso al tribunale
amministrativo che ha sospeso la delibera. A quasi due mesi dal
rinnovo del consiglio comunale questa mossa ha sbriciolato quel
poco che era rimasto dell’alleanza di centrosinistra guidata da due
mandati dal sindaco uscente, il medico Giuseppe D’Ascenzo. Con la
conseguenza che per la prima volta dopo 25 anni nel comune molisano
più vicino all’Abruzzo esista la possibilità che si presentino tre
schieramenti con altrettanti candidati sindaci: quello formato da
Idv e liste civiche (Montenero Viva e Piazza Pulita), quello di
Progresso e libertà (con Pd, Sinistra ecologia e libertà e
Costruire democrazia) e infine dal centrodestra. Considerando che
la forbice tra i tradizionali due gruppi nelle passate
amministrative non è stata poi così ampia (vedi tabelle), è facile
pensare quale grande occasione verrebbe offerta al centrodestra per
impossessarsi del regno da 6mila abitanti di “Tonino”.
Quante possibilità esistano che Pd e Idv possano trovare un punto
di contatto in pochi giorni è difficile dirlo anche perché ad
allargare la distanza ci si è messa la decisione del partito di Di
Pietro di scegliere già un suo candidato - un altro medico,
Margherita Rosati - che è tra l’altro membro del direttivo del Pd.
Una scelta non condivisa dal partito di Bersani, che ha pronto un
altro nome sul quale puntare. Un’acredine cresciuta con il tempo,
fanno notare in municipio, che ha portato quella apparente, solida
maggioranza di 12 consiglieri del centrosinistra (contro i 5 del
centrodestra) a spezzettarsi e a rendere difficile ogni passaggio
della vita amministrativa. «Alla fine potevamo contare solo su 4
consiglieri della maggioranza», ricorda il vice sindaco Donato
Benedetto (indipendente) che ce l’ha comunque con l’Idv «per essere
stato messo da parte dall’oggi al domani dal partito».
Che una decisione definitiva ancora non ci sia lo dimostra il
fatto che di manifesti negli spazi elettorali non si vede neanche l’
ombra. Nei bar e nella piazza davanti al municipio si discute con
svogliatezza sulla questione malgrado la giornata di sole e lo
splendido sfondo della Maiella innevata. Sulla candidatura della
Rosati non c’è dubbio, ma il Pd è disposto a scendere a patti con
Idv? «Assolutamente no», risponde secco il segretario cittadino
Giuseppe Chiappini, «ne abbiamo già passate tante in questi anni,
adesso basta». Le ultime condizioni poste da Idv sono: l’abiura
della delibera sul piano di edilizia convenzionata e niente
ricandidatura dei consiglieri pd uscenti. Chiappini è drastico:
«Siamo noi il primo partito di Montenero, in questa fase è
importante il metodo: non si deve partire da un nome, ma dagli
argomenti e valutare insieme se gli angoli si possono smussare.
Dopo si può decidere il candidato». Il collega Idv Simona Contucci
ne fa una questione di mala-amministrazione: «Montenero non è mai
caduta così in basso, tra affari, speculazioni ed interessi».
E Di Pietro? In questo marasma ideologico del centrosinistra non
si è fatto sentire. In tanti si aspettavano che una sua parola
rimettesse le cose a posto. «Mah», sospira Chiappini il cui padre
era il barbiere preferito dell’ex magistrato: «Tonino qui deve
subito capire che differenza c’è tra un alleato fedele e un nemico
politico».
(04 febbraio 2010)