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domenica 22.11.2009 ore 03.26
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Del Turco arrestato

Angelini: ho pagato 15 milioni di tangenti

Le mazzette nascoste tra i libri, Del Turco arrestato con Quarta e altri otto.
di Lorenzo Colantonio
PESCARA. Sette interrogatori per evitare il carcere: «Ho pagato quindici milioni di tangenti, mi hanno dissanguato». Enzo Angelini, re delle cliniche private, svela ai pm di Pescara dieci anni di malaffare nella sanità abruzzese e scatena una tempesta giudiziaria che decapita la giunta regionale. Dieci ordinanze di custodia cautelare scattano all’alba di ieri. E’ un terremoto che scuote l’Abruzzo.

Sei in carcere: il presidente Ottaviano Del Turco viene rinchiuso in isolamento a Sulmona. E’ accusato di aver intascato cinque milioni e 800 mila euro. Mazzette nascoste nella libreria della casa di Collelongo e divise con il suo segretario Lamberto Quarta, che finisce nel carcere di Pescara, Camillo Cesarone, ex sindacalista, braccio destro di Angelini e capogruppo regionale del Pd e il neo assessore Antonio Boschetti, che prende solo le briciole.

LA MAXI MAZZETTA.
Sei milioni di euro la mazzetta più grande per Luigi Conga, colonnello medico, ex manager della Asl di Chieti, che, secondo l’accusa ricatta Angelini e si fa consegnare 100 mila euro al mese, per diciotto mesi. Ma quando, ieri mattina, viene bloccato dai finanzieri su una Porsche Cajenne, con 113 mila euro ancora nascosti in una ventiquattrore, finisce in ospedale ed evita il carcere. Ventuno milioni di euro, spariti in paradisi fiscali, mettono nei guai anche Gianluca Zelli, ex dirigente di Villa Pini e fondatore della società Humangest che finanziava il motociclista Andrea Dovizioso per il moto Gp, classe 250.

I PARADISI FISCALI. L’operazione Humangest è un riciclaggio di fondi neri, dice l’accusa. Un finanziamento sproporzionato. Ma i soldi sono spariti in società off shore inglesi, cipriote e australiane. Torniamo agli arrestati. Ai domiciliari finiscono in quattro: l’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca
, e l’ex segretario della Margherita di Chieti, Angelo Bucciarelli, di Vasto, che non hanno preso tangenti. Ma avrebbero fatto assumere amici alla clinica Villa Pini. E poi Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira, consulente ombra di Del Turco (che lo manda persino dall’allora ministro del Bilancio, Tommaso Padoa Schioppa) dopo aver lavorato per il precedente governatore, Giovanni Pace, come uomo chiave nelle operazioni di cartolarizzazione di 700 milioni euro di debiti della sanità, pubblica e privata, che hanno sfruttato tangenti non solo alla nuova giunta regionale ma anche alla vecchia. Come i 500 mila euro consegnati a Pescara a Vito Domenici, ex Forza Italia ed ex assessore regionale alla sanità, ora passato all’Udc, finito agli arresti in casa.

PACE «GRAZIATO». Ha solo il divieto di dimora a Pescara, infine, Francesco Di Stanislao, direttore dell’agenzia sanitaria regionale. E hanno invece evitano l’arresto, che pure era stato chiesto al gip, Maria Michela Di Fine, l’ex presidente della giunta regionale di centrodestra, Giovanni Pace, di Chieti, accusato di aver preso una tangente di 100 mila euro e il suo ex genero, Vincenzo Trozzi, coinvolto nello scandalo della Fira. Ma i nomi eccellenti non sono finiti: è solo indagato il parlamentare di Forza Italia, Sabatino Aracu, “ vice presidente” dei deputati forzisti, che, anche lui, un giorno telefona ad Angelini e gli chiede una tangente di due milioni di euro. Ma Angelini, stufo di pagare tutti, gli risponde: «Sabatì vaffa...», e registra la telefonata. E’ sulle registrazioni fatte di nascosto dal re delle cliniche private che poggia gran parte delle accuse ipotizzate dal procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi e dai sostituti, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli.

QUARTA INTERCETTATO. «Se vuoi qualcosa devi pagare», diceLamberto Quarta al titolare della clinica Villa Pini alla vigilia delle ultime elezioni politiche. Quel qualcosa erano un milione di euro che, racconta Angelini a Trifuoggi, dovevano servire a Del Turco per spaccare in due il partito socialista di Enrico Boselli e portare otto senatori nel Pd. Oppure un’altra intercettazione, molto recente, in cui sempre Quarta dice ad Angelini: «Paga perché noi riusciamo a proteggerti da procura, carabinieri e Finanza». Ma proprio in seguito a questa intercettazione che Del Turco tenta di fermare le indagini dei finanzieri (i colonnelli
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